Il barone Von Cruiff al compleanno del faraone Ramses II (Parte 2 di 2)

Serie: Il barone Von Cruiff


Il barone a quel punto si alzò e, vedendo il suo servitore spiaccicato come una gomma da masticare sotto la suola di una scarpa, lo sollevò per una zampa e, poggiando le labbra su quelle del ragno, iniziò a gonfiarlo fino a farlo diventare grosso come un pallone per poi lasciarlo andare. Non lo avesse mai fatto, il ragno cominciò a volteggiare in aria schizzando da una parte all’altra a una velocità folle, fino ad andare a sbattere col sedere in faccia al faraone, che, colpito con una violenza inaudita, fu sbalzato indietro e sbatté la nuca a terra. Il ragno invece continuava a volteggiare e sperava che l’aria incamerata finisse presto.

«Tutto bene?» chiese il barone imbarazzato, mentre i servitori del faraone lo guardavano in cagnesco. Ramses si alzò a fatica ancora molto scombussolato dal forte urto e, non volendosi innervosire, decise di non prendere in considerazione tale affronto e, dandosi una sistemata, continuò ad accogliere i suoi ospiti. Per sua sfortuna il ragno che lo aveva urtato nell’impatto aveva sparato una ragnatela che si era incollata ad una fascia in cui era avvolto e, continuando la sua folle corsa, lo stava spogliando senza nemmeno che se ne accorgesse. A un certo punto, quando il barone si avvicinò al faraone, scoppiò in una fragorosa risate. Ramses non capiva il perché di tutto ciò, ma poi non appena abbassò la testa, vedendosi in mutande, cercò di coprirsi come poteva.

«Dai, non è niente» cercò di rassicurarlo Van, mentre ancora con le lacrime agli occhi non riusciva a smettere di ridere.

«Guardie, prendeteli!» ordinò il faraone, infuriato per la figura che gli avevano fatto fare. In quel preciso momento due bestioni metà uomini e metà cani, armati di lunghe lance uscirono dalla piramide e con fare minaccioso, si avvicinarono a Van che, vedendo ciò, si trasformò in pipistrello e, afferrando al volo il suo servitore, batté in ritirata. I servitori del faraone non si arresero e iniziarono a inseguirli fino a quando non s’imbatterono in una violenta tempesta. Il barone si rifugiò in una nuvola pensando che non sarebbero riusciti a vederli, ma furono colpiti da un fulmine che li carbonizzò e caddero rovinosamente a terra. Gli inseguitori, a quel punto soddisfatti per la punizione che i due fuggiaschi avevano subito, preferirono non infierire, quindi tornarono indietro. I due poveri malcapitati, dopo aver ripreso conoscenza, tornarono al castello e una volta lì si lasciarono cadere entrambi nella bara.

«Non andrò mai più a una festa con te» disse Van visibilmente provato.

«La ringrazio, signore» rispose il ragno, per poi lanciare una sua ragnatela e, afferrando il coperchio, chiuse la bara.

«Buon riposo, signore.»

«Anche a te.»

Passarono soltanto una decina di secondi, il coperchio della bara fu scaraventato via e con lui il ragno, a cui seguivano le urla del barone che inveiva contro di lui.

«Come osi? Va a dormire in camera tua!»

Alla fine dopo l’ennesima nottata, nella quale il barone Von Cruiff, insieme al suo fedele servitore ne aveva combinate delle belle, poté riposarsi in santa pace, mentre il ragno, che era stato cacciato in malo modo, stava pensando a come fargliela pagare. Il ragno, ripensando a tutto quello che era successo, sorrise e capì che in tanti anni al suo servizio ormai gli voleva bene e non avrebbe mai potuto fargli del male. Questo pensiero gli balenò in testa per circa un secondo, infatti poco dopo, approfittando del fatto che il barone inconsapevole dei suoi piani si era addormentato, prese un pennarello indelebile e gli fece tanti disegni e scritte sulla faccia. Adesso non restava altro da fare che aspettare per godersi l’ennesimo scherzo che, solo al pensiero, già lo faceva ridere di gusto.

(Fine)

Serie: Il barone Von Cruiff


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Discussioni

  1. Ciao Antonio, ho iniziato il sabato con l’iniezione quotidiana a base di Barone. Oggi, devo darmi la carica e incrociare le dita perché la sfortuna del buon Van non mi si riversi attorno. Questa tua serie mi ha ricordato le “comiche”, probabilmente sei molto più giovane di me e non so se hai mai avuto modo di conoscere Stanlio e Ollio. Erano due personaggi sbadati, sfortunati, bislacchi, cui erano dedicati delle specie di cortometraggi in bianco e nero in cui succedeva loro di tutto. Quando li guardavo il cervello mi si resettava per completo, ero una bambina e per quanto assurde le loro scenette avevano una comicità talmente coinvolgente da farmi ridere a crepapelle. Ecco, Ragno e il Barone me li hanno ricordati. Ah, una precisazione ;). Non sono così vecchia da averli visti quando erano ancora in attività (1957), ma quando ero piccola ancora trasmettevano le “comiche”. Vado per i 50, non per i 100…

    1. Ciao Micol.
      Sì, li conosco benissimo e devo ammettere che nelle scenette comiche mi sono ispirato a loro e non solo, facendo così un potpourri che alla fine, dai vostri commenti entusiastici, si è rivelato vincente.
      Grazie mille!☺

  2. Non ho resistito, e ho continuato con la lettura, e ho fatto bene! Scrivo questo commento tra le risate, ma porca miseria, fargliela godere una festa a sto poveraccio??, e le mutande di Ramses chissà com’erano… e sul ragno ci avevo preso, sono davvero due grandi amici, nonostante tutto! Questa serie mi piace tanto, continuerà o finisce qui? Comunque sia, il Barone entrerà tra i miei personaggi preferiti! Grazie per questo tuo splendido, ironico e leggero racconto!! Alla prossima?!

    1. Ti dirò… per il momento non ho ancora deciso se farla continuare o meno. Comunque, devo ammettere che tutto questo entusiasmo verso il barone, mi ha piacevolmente sorpreso e mi sta facendo pensare seriamente a un seguito. Spero di poterti accontentare. ☺