Il bacio infinito e la goccia santa

Serie: Carenze a fettine


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Tra un fuoco e un altro. Tra mare e terra. Tra acqua e morte.

Ricevo il bacio di Clarissa esattamente nello stesso momento in cui il colpo di pistola di Carnival mi trapassa le costole, sfiorando il cuore e colpendo Clarissa mentre è incollata alla mia bocca.

Uno schizzo di sangue colpisce il suo volto in un lugubre bacio pulp e, in questo valzer dell’assurdo, cadiamo sul pavimento in un rallentatore che mi pare infinito. Carnival ci insegue, mentre davanti a noi si apre un abisso pronto a risucchiarci. Un’esplosione di buio ci chiude gli occhi e, come sprofondando in un buco nero, veniamo attratti da una forza misteriosa che ci fa cadere all’infinito in un baratro apertosi sul pavimento. Forse sto morendo e queste sono le sensazioni che si provano in quel momento, o forse è solo panico?

Sono tra due fuochi e solo l’acqua può spegnere ciò che li accende. Clarissa è la mia acqua santa, io sono ancora Gin&Tonic con troppi gradi di degradazione.

In quel valzer dell’oblio cadiamo con un tonfo immenso al centro della stanza e riapro lentamente gli occhi mentre la mia bocca è ancora incollata a quella di Clarissa, come a un’ancora di salvataggio.

Mi volto e guardo la pallottola conficcata nel mio fianco, un colpo che mi ha quasi sfiorato una costola. Carnival all’improvviso perde i sensi e cade su di me come un sacco di patate, schiacciandomi con tutto il suo peso. Sotto di me c’è Clarissa e cerco di darle un paio di sberle sul viso: “Svegliati! Svegliati!”

In tutto questo trambusto, nel caos che abbiamo appena creato, possono solo accadere due cose: un miracolo o la morte.

Una goccia d’acqua timida e lenta scivola dal soffitto della vecchia casa e cade giù in un volo interminabile fino a colpire esattamente il centro della fronte di Clarissa, come per benedirla. Clarissa inizia a sbattere velocemente le palpebre e, riaprendoli, mi guarda scioccata.

È una goccia di mare quella che è caduta, densa e salata. L’acqua e il sale, ho letto, curano ogni male, resuscitano i morti dalla terra e danno nuova vita alle piante. Nel mio caso, un po’ di acqua salata sarebbe servita anche per disinfettare la ferita e riprendermi.

Carnival, nel frattempo, si rialza lentamente col fiatone, ha il cuore a pezzi, come tutti, ho pensato. Ha il cuore che non funziona più, ha il cuore a cui manca il fluido magico per funzionare. Non ha mai amato abbastanza sua moglie per creare quel fluido magico che fa crescere ogni cosa, il fluido e il flusso stesso della vita. L’acqua della vita.

Sta allungando un braccio per prendere la pistola, ma riesco prontamente a dargli un calcio prima che riesca a raggiungerla. Poi ricade a terra con la mano al cuore, nuovamente privo di sensi.

Preoccupato, mi avvicino a lui e, poggiando l’orecchio sul suo petto, cerco di ascoltare il cuore, ma non sento alcun battito. Io e Clarissa decidiamo di approfittarne per scappare lungo un cunicolo che conduce a una specie di labirinto sotterraneo, che rispunta fuori fino alla luce. Vedo una strada dove, a un lato, è parcheggiata la mia auto. Corriamo e balziamo dentro tenendoci per mano. Poi mi metto io al volante e schiaccio sull’acceleratore.

Serie: Carenze a fettine


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