IL BICCHIERE MEZZO PIENO

Gli avevano detto che in quella galassia si beveva bene.

Trokko, suo amico d’infanzia e suo instancabile compagno di bevute, gli aveva addirittura raccomandato un bar in cui ti versavano del liquido verde mela che con la mela non c’entrava nulla, ma che quando lo bevevi vedevi i draghi a tre teste di Depson-z8, il pianeta più caldo del quadrante nord-orientale.

Kord, marziano di Marte sud, aveva seguito alla lettera i suggerimenti del suo amico, che gli aveva detto testuali parole: “OH KORD! MI RACCOMANDO! Devi andare al BAR dello ZIMBELLO CONTUNYANO, lì ti versano la vodka più pura di tutta la galassia di Forok…”.

“Galassia di Morok, idiota” gli aveva risposto Kord.

“Ah, sei diretto alla galassia di Morok?” domandò allora Trokko.

“Sì, è da quattro giorni che te lo dico” fece infastidito Kord, mentre beveva qualche alcolico annacquato.

“Allora se vai nella galassia di Morok fermati su Doborlù, il pianeta tutto blu! OH KORD! MI RACCOMANDO! Lì c’è la TAVERNA DI ZIA ERNA! Considera che ti versano un liquido verde mela che con la mela non c’entra nulla, ma dopo che lo bevi vedi i draghi a tre teste di Depson-z8, il pianeta più caldo del quadrante nord-orientale!”.

E Kord seguì alla lettera il consiglio dell’amico.

Era in viaggio verso la galassia di Morok per concludere un affare con un certo Mister Feyerut, un commerciante di Siero Cola, una bibita che creava un’elevata dipendenza, e che Kord voleva vendere all’ingrosso su Marte.

Avrebbe avuto l’incontro di lavoro solo il giorno seguente, quindi atterrò con la sua nave spaziale su Doborlù, il pianeta blu, e si recò verso la Taverna di zia Erna.

Ricordò allora le altre parole di Trokko, il quale non si risparmiava di certo quando c’era da raccomandare bettole in cui affogare i pensieri nell’alcol.

“OH KORD! MI RACCOMANDO! Zia Erna è una gran topa! Ma non darle fastidio, perché è estremamente suscettibile!”.

Quando Kord fece ingresso nel locale non ci mise molto a riconoscere la Zia Erna, che in effetti era una topa, nel senso che era un ratto donna alta un metro e sessanta, secondo le unità di misura standard in uso nel sistema solare, con del rossetto scarlatto sulle labbra fine, gli occhi grigi contornati da grandi occhiaie livide e dei baffi lunghi più di quanto fosse alta.

Il marziano cominciò allora ad avviarsi verso il bancone, dove diversi esseri, di diversi pianeti, di diversi sessi, di diverse etnie, di diverse forme, di diversi colori e di altre cose diverse, erano seduti a bere.

Nel tragitto che lo separava dal bancone, al marziano tornarono in mente altre parole di Trokko.

“OH KORD! MI RACCOMANDO! Quando arrivi al bancone chiedi subito il SUPER CHUPER! E non chiedere la razione piccola! Chiedi il bicchiere mezzo pieno!”

“Ma come fai a capire se il bicchiere è mezzo pieno e non mezzo vuoto?” aveva domandato ingenuo Kord.

“Lo capirai! Lo capirai!” rispose sghignazzante Trokko.

Kord, una volta giunto al bancone, dopo aver sistemato le sue terga marziane su uno sgabello estremamente scomodo, ordinò a Zia Erna un bicchiere mezzo pieno di Super Chuper.

La gigante donna roditore armeggiò con diverse bottiglie e versò diversi liquidi, di diversi colori, di diverse provenienze, di diverse galassie, di diverse forme e di altre cose diverse, all’interno del bicchiere, che poi porse verso Kord.

All’interno di quel recipiente di vetro Doborlùese, vetro molto pregiato, a tratti infrangibile (tranne quando cade a terra… in quel caso si rompe), vi era un liquido verde mela che con la mela non aveva nulla a che fare.

“Neanche sanno cosa sono le mele a Doborlù!” aveva detto Trokko “OH KORD! MI RACCOMANDO! Non bere di colpo, bagnati prima le labbra col Super Chuper!”

“Allora poi il bicchiere diventa mezzo vuoto se bevo un goccio?” domandò Kord all’amico.

“NO! Il bicchiere rimane mezzo pieno!” esclamò Trokko.

“E come è possibile?”

“Lo capirai! Lo capirai!” rispose sghignazzante Trokko.

Kord fece così: prese il bicchiere col liquido verde e lo portò lentamente verso le labbra, finché non ne bevve un piccolissimo sorso.

La sua testa esplose in mille supernove, qualche buco nero prese a danzare il twist intorno a lui, la taverna di Zia Erna divenne un parco giochi dove un bruco mela gremito di vermiciattoli entrava in un supplì.

Era una sensazione indescrivibile, come se Kord fosse stato gettato in un tubo che attraversava tutto l’universo, facendogli fare un giro alla velocità della luce che terminava sullo stesso sgabello in quella stessa taverna dove la zia Erna versava altri Super Chuper.

Rimase sconvolto nel vedere di nuovo quel bicchiere di fronte a lui.

Tuttavia ancora non aveva capito se fosse mezzo pieno o mezzo vuoto.

“Secondo me è mezzo pieno” disse una voce alla destra del marziano.

“No, secondo me è mezzo vuoto” disse una seconda voce alla destra del marziano.

“Io voto mezzo pieno! Quindi siamo due a uno! Il bicchiere è ufficialmente e incontrovertibilmente dichiarato mezzo pieno!” disse una terza voce.

Kord si voltò per vedere le fonti di quelle tre voci, e rimase scioccato nel vedere seduto di fianco a sé un drago a tre teste di Depson-z8, il pianeta più caldo del quadrante nord-orientale.

Poi svenne, ma col sorriso ebete di un ubriaco.

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