Il caffè proposto
Serie: Morirò d'estate
- Episodio 1: Morirò d’estate
- Episodio 2: Bastardo
- Episodio 3: Fame d’amore
- Episodio 4: Mind to mind
- Episodio 5: Uomo fritto
- Episodio 6: Mutande nuove
- Episodio 7: Sarai felice
- Episodio 8: In gabbia
- Episodio 9: Chiamato per nome
- Episodio 10: Campo Base
- Episodio 1: Morto e risorto
- Episodio 2: Tutto questo per me?
- Episodio 3: Nuova possibilità
- Episodio 4: Amare per primo
- Episodio 5: La gallina che becca
- Episodio 6: Nato sbagliato
- Episodio 7: Il primo passo
- Episodio 8: Visto, sentito, compreso
- Episodio 9: Vicolo stretto
- Episodio 10: Paura e compiacimento
- Episodio 1: Coccole e dolore
- Episodio 2: Vita e fantasmi
- Episodio 3: L’amore mancante
- Episodio 4: Solo, vuoto e svuotato
- Episodio 5: Urge Surfing
- Episodio 6: Azzurri come il mare. Infiniti come il cielo
- Episodio 7: Nessuna coincidenza
- Episodio 8: Il caffè negato
- Episodio 9: Il caffè proposto
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Nei giorni successivi, evitai di andare in chiesa temendo di incontrare Serena. La vergogna e l’imbarazzo mi assalivano ogni volta che pensavo a come mi ero comportato.
Sapevo che prima o poi l’avrei rivista, e che mi avrebbe chiesto spiegazioni. Forse mi avrebbe anche mandato a quel paese, e non potevo biasimarla. Ma non mi sentivo ancora pronto ad affrontarla.
Una sera, dopo aver discusso con Dario e Salvo degli ultimi preparativi per la loro festa, mi ritirai in camera da letto, con la scusa di essere stanco, e decisi di scrivere una nuova pagina del mio diario mentre sentivo il sottofondo della tv in cucina.
«Domenica 27/08/2000. Non ho ancora avuto il coraggio di uscire di casa, per paura di incontrare Serena. Mi sento un codardo. Non so come ho potuto comportarmi così. O forse lo so e non voglio ammetterlo neanche a me stesso».
Mentre scrivevo, il cellulare vibrò sul mio letto. Era un messaggio di Suor Lucia: «Ehi, tutto bene? Non ti incontro da parecchi giorni. Ti va se ci vediamo domani?».
«Forse era meglio che non lo compravo questo telefonino. Ora mi raggiungono anche quando non voglio» mormorai, posando il telefono sul cuscino.
Ripresi il diario e continuai a scrivere: «Desideravo così tanto prendere quel caffè. Ma perché è sempre così difficile per me, allacciare rapporti? Forse ha ragione mio padre. Forse, sono solo un bastardo che non merita amore. Che non merita nulla».
Mentre scrivevo, sentii la porta aprirsi: «Tutto bene? Stiamo andando a prendere un gelato. Vieni con noi?» mi chiese Dario, guardando il diario aperto sul mio letto.
«No, grazie. Sono stanco. Voi andate pure», risposi, cercando di nascondere il diario.
«Ok, ci vediamo più tardi allora», disse, guardandomi con un’espressione curiosa e chiudendo la porta dietro di sé con un sorriso incerto.
Non avevo più voglia di scrivere, quindi decisi di rispondere al messaggio di Suor Lucia.
Il cellulare si illuminò nella mia mano, mentre scrivevo: «Sì, tutto bene. Solo un po’ di stanchezza e molti impegni. Domani pomeriggio possiamo vederci in chiesa se ci sei».
La risposta di Suor Lucia arrivò pochi minuti dopo, con un appuntamento per le 17:00.
«Va benissimo», risposi, spegnendo il cellulare.
Mi alzai dal letto, andai in bagno e indossai il mio pigiama giallo. Infine, tornai a letto, sperando di addormentarmi.
Il pomeriggio successivo, arrivai in chiesa puntuale.
Prima di entrare, mi avvicinai alla Madonna in gabbia e fui subito colpito da una foto posta al fianco della statua, esternamente alle sbarre.
Era l’anziana signora che si occupava di spolverare la statua e sistemare i fiori.
Accanto alla foto, un piccolo cartello mi fece stringere il cuore: «Ciao cara Laura. Ora starai sicuramente accanto alla tua Madonnina e tutto il dolore che hai vissuto quaggiù, si sarà trasformato in gioia».
Provai un grande senso di dolore, pur non conoscendola affatto, ed essendoci sempre limitati a saluti di cortesia.
Appena entrato in chiesa, Suor Lucia mi venne incontro abbracciandomi come se non mi vedesse da secoli.
«Sono stata un po’ preoccupata per te in questi giorni, e anche Padre Andrea lo è stato».
«Sono stato molto impegnato col lavoro e poi ho aiutato i miei colleghi, ad organizzare la loro festa di congedo» mentii nuovamente.
Mi sorprese la loro preoccupazione e ci scherzai su, affermando che, forse si stavano preoccupando troppo per me, manco fossi un figliol prodigo.
«Che ne dici se rimaniamo per la messa, e poi, se ti va, ci organizziamo anche per una cena veloce insieme? Avrei un cosa da dirti».
«No, non posso, ho già un impegno per cena, ma dopo la messa, posso rimanere un po’» risposi. Ero curioso di sapere cosa avesse da dirmi.
Suor Lucia annuì e accennò un sorriso.
«Va bene! Non preoccuparti, non sarà una cosa lunga».
Quando cominciò la messa, notai che Padre Andrea cercava il mio sguardo, come a volermi comunicare che era felice di vedermi, e questo mi fece sentire un senso di piacere e gratitudine, che non avevo mai provato.
Finita la messa, Suor Lucia mi fece cenno di seguirla, ci sedemmo vicino alla Madonna in gabbia e col suo solito sorriso mi disse: «Sai, a novembre ci sarà di nuovo il Campo Base e Padre Andrea ha pensato di coinvolgerti nell’organizzazione. Ti andrebbe di aiutarlo?».
«Ma come potrei aiutarlo io? E poi perché non me lo ha chiesto lui direttamente?» risposi d’istinto.
«Comunque, anche se volessi, non potrei, perché a ottobre finisco il mio servizio qui e dovrò tornare al mio paese, anche se, a essere sincero, non è esattamente quello che vorrei» continuai.
«Facciamo cosi: io pregherò per te e se dovrà essere sarà. Non sapevo che a ottobre dovrai andare via. Hai provato a cercare un altro lavoro?».
«Non conosco nessuno qui, e poi, oltre a un lavoro dovrei cercare anche una casa. Dove abito è un alloggio riservato a chi svolge il servizio civile» risposi rammaricato.
Ci salutammo, con la promessa che non sarei scomparso di nuovo e poi mi diressi verso casa. Fu in quel momento che vidi arrivare Serena.
Cercai di evitare il suo sguardo, ma lei si avvicinò con la sua solita fierezza e guardandomi negli occhi mi disse: «Ciao Luca, allora sei vivo?».
Provai a inventare una scusa, ma prima che io iniziassi a parlare, lei cambiò discorso, chiedendomi se sapevo dov’era Padre Andrea, con un tono di voce che non tradiva alcuna emozione. Risposi dicendole che probabilmente era in sagrestia e lei mi ringraziò salutandomi, senza mostrare nessun interesse per quell’appuntamento disatteso.
La seguii con lo sguardo fino a quando non entrò in chiesa e poi andai via, consapevole di aver, ancora una volta, sbagliato tutto.
Mentre mi allontanavo, sentii il mio cuore accelerare e le mie mani sudare freddo. Chiamai d’istinto la dottoressa Mori, che riuscì a calmarmi, evitandomi un attacco di panico e proponendomi di anticipare il nostro incontro per l’indomani pomeriggio.
Quando arrivai a casa, anche se erano ancora le 19:00, andai a dormire.
Mentre cercavo di prendere sonno, sentii il cellulare vibrare sul comodino.
Era Serena: «Allora quando prendiamo questo caffè» lessi trepidante.
Rimasi a fissare quel messaggio per un tempo che mi sembrò infinito. Poi riposi il cellulare sul comodino senza rispondere.
Chiusi gli occhi, sperando di addormentarmi velocemente.
Serie: Morirò d'estate
- Episodio 1: Coccole e dolore
- Episodio 2: Vita e fantasmi
- Episodio 3: L’amore mancante
- Episodio 4: Solo, vuoto e svuotato
- Episodio 5: Urge Surfing
- Episodio 6: Azzurri come il mare. Infiniti come il cielo
- Episodio 7: Nessuna coincidenza
- Episodio 8: Il caffè negato
- Episodio 9: Il caffè proposto
Riesci a descrivere in modo angosciosamente vivido la silenziosa spirale di sofferenza da cui questo ragazzo non riesce a liberarsi