Il cartello

Serie: Forse una storia


Gli uomini cominciano a scavare due buche. Scavano profondo, scavano bene. Poi prendono due pali, li piantano nelle buche. Due pali grossi, di legno morto da tempo. Lavorano con calma. Con un’avvitatrice elettrica, fissano un grande pannello sui due pali, in modo che chiunque eventualmente passasse sulla vicina strada provinciale (non passa quasi nessuno, ma non si sa mai, e poi comunque questo è il lavoro per cui sono pagati, a loro che il cartello venga letto o no non interessa) possa leggere le parole scritte sul pannello plastificato.

Il bosco non sa leggere. Anzi, il bosco non sa nemmeno che esiste un cartello. Il bosco avverte la presenza dei pali. Da molti anni non si avvertivano corpi estranei così voluminosi e invasivi. La colonia si mette in allarme, silenziosamente, lentamente, ma decisamente. Correnti di disagio si sovrappongono ai segnali chimici della primavera in arrivo.

Intendiamoci: un eventuale passante umano non se ne accorgerebbe. Tutto va apparentemente avanti come al solito, guidato dalle variazioni di luce, temperatura e umidità. I soffioni iniziano a fiorire. I rovi mettono nuove foglie. Volano le prime zanzare tigre, che escono dalle mille minuscole pozzanghere sparse fra le foglie sudicie. Ogni singolo organismo segue il suo programma, a volte favorendo, a volte soffocando gli altri, la vita e la morte alternate in un’eterna danza, in cui il singolo è meno importante dell’insieme… e il bosco si sveglia, all’inizio del ciclo annuale.

Ma lo sfondo di tutto questo, come un cupo basso continuo, è la paura, o almeno una sensazione che in termini umani posso descrivere solo con questa parola. In qualche modo il messaggio passa, perfino ai topi, perfino agli insetti. Quest’anno è diverso. Quest’anno è diverso.

Quest’anno, forse, sarà l’ultimo.

Nessun elemento naturale, nemmeno l’ultimo collembolo, nemmeno il germoglio di gramigna mentre assorbe il diserbante, si ferma di fronte alla paura: nessuno si ferma, finché la partita non è persa.

Serie: Forse una storia


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Sulla stessa linea dell’episodio precedente, non posso che rinnovare i miei complimenti. L’accuratezza che ci mette nel descrivere la crudeltà dell’uomo verso la natura, che viene raccontata come un essere senziente e battagliero ma allo stesso tempo inerme, è spettacolare!

  2. Ciao Nicoletta, mi sono immersa completamente nell’atmosfera del tuo bosco e nei suoi “sentimenti”. Penso che ogni creatura vivente provi delle sensazioni:non emozioni vere e proprie, ma una connessione al tutto che rende “vivi” e consapevoli. Le tue descrizioni sono riuscite a farmi “toccare” tutto questo.

  3. Un episodio che mi ha immerso totalmente nelle sensazioni della natura, riesci davvero a coinvolgere con le tue descrizioni, semplici ma efficaci! La tua serie si legge tutta d’un fiato! Complimenti!

  4. Che bello questo scrivere della natura. Madre terra che continua a generare nonostante le avversità, nonostante mani goffe l’abbiano trapassata