Il caso…

Serie: Incontri insperati


    STAGIONE 1

  • Episodio 1: Anna
  • Episodio 2: Fabrizio
  • Episodio 3: Il caso…

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: .

Inchiodato nel traffico a guardare la pioggia autunnale scorrere sul parabrezza, ricevette un messaggio da un collega: “L’ascensore è bloccato, il tecnico dovrebbe essere qui tra 20 minuti”.

Fabrizio sbuffò, era la terza volta quel mese e per esperienza aveva imparato che il problema non si sarebbe risolto prima di un paio d’ore.

Uscì dall’ingorgo in una via laterale e si fermò in una caffetteria dove ingannare l’attesa.

Il semaforo diventò verde, Anna fece per partire ma come rilasciò il pedale della frizione sentì un tonfo metallico e l’auto si spense con uno strattone.

Provò a riaccenderla, ma ottenne solo ulteriori strattoni.

Aprì il portaoggetti, cercò all’interno dei documenti del leasing il numero di soccorso stradale e chiamò. Dalle auto dietro di lei iniziò un concerto di clacson, accese quindi le quattro frecce mentre attendeva che qualcuno rispondesse.

Ci fu uno scambio di domande e risposte, al termine del quale l’addetto al supporto la informò che avrebbero inviato un carro attrezzi e un’auto sostitutiva, come previsto dal contratto, ma che, visto il traffico e il maltempo, non sarebbero arrivate verosimilmente prima di un’ora.

Sbuffò e si guardò intorno, vide l’insegna di una caffetteria in una via laterale non troppo distante, prese l’ombrello e si incamminò.

L’ombrello inclinato a fermare il vento sferzante le bloccava la visuale e rimase sorpresa quando la porta del bar si arrestò improvvisamente a metà strada, tanto che rimbalzò e per poco non cadde all’indietro.

Fabrizio sentì un forte colpo improvviso al gomito che gli fece volare di mano il vassoio, impotente seguì con lo sguardo la caduta del cappuccino e della brioche che aveva appena ricevuto dal barista.

Voltò lo sguardo alla sua destra e attraverso il vetro della porta vide una donna lottare per mantenere l’equilibrio: probabilmente la botta era stata tanto forte per lei quanto per lui.

Aprì la porta, le tese una mano per aiutarla ad entrare e le domandò se fosse tutto ok.

“C’è mancato poco che non andassi a gambe all’aria sotto la pioggia!” rispose lei, poi si accorse che chi la stava aiutando era la vittima della sua svista e aggiunse: “Oddio, mi scusi, mi dispiace! Avevo l’ombrello davanti agli occhi e non l’ho vista! Spero non si sia…”

Si interruppe quando si accorse del cameriere che giungeva a raccogliere i frammenti della tazzina e ad asciugare il caffè rovesciato sul pavimento, quindi continuò: “Quella era la sua colazione, sono veramente mortificata…”

Fabrizio sentiva senza ascoltare, semplicemente la fissava.

Continua...

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Discussioni

  1. L’incontro è costruito con naturalezza e ritmo, senza forzature. Il parallelismo iniziale e l’incidente minimo funzionano bene come innesco narrativo. Quel finale sospeso, con lui che “sente senza ascoltare”, è una chiusura efficace e promettente: fa venir voglia di sapere cosa succede subito dopo.