Il destino si divide per due
Clarissa siede immobile nella tenue luce del fuoco nel piccolo accampamento. Sente il proprio corpo contrarsi in profondità, in modi che gli ricordano il boccheggiare di un’anguilla. Mentre dà forma a questo pensiero, la testa gigante di un’anguilla, immersa in un blu elettrico, appare obbediente dallo spazio buio dietro le sue palpebre.
– Spirito madre della prima cascata!
– Madre dei primi fiumi!
– Mostrati, fatti vedere!
In risposta alle voci, lo spazio ottenebrato dietro l’apparizione dell’anguilla, che ora rotea lentamente, si riempie di scintille. Ondate di luce balzano sempre più in alto, accompagnate da un ruggito d’intensità crescente.
– È la prima rivelazione. La voce è quella di Mangi, sciamano anziano del villaggio di Taramanè.
– È forte, molto forte.
Ora Mangi tace mentre le visioni si chiudono su di loro. Sono sul limitare di Ventura, il mondo reale, la zona blu. Il suono della pioggia che cade all’esterno è irriconoscibile, c’è il fruscio di foglie secche frammisto al suono di campane lontane. Il loro agitarsi sembra più luce che suono.
Clarissa respira profondamente e si concentra sulla tenebra nel fuoco. Aveva bisogno di fare un altro salto, questa volta nella zona verde. Ma non sapeva ancora come. Mangi aveva detto che avrebbe dovuto usare il fungo atomico, ma non sapeva nemmeno di cosa stesse parlando.
L’immagine cambia e vediamo un villaggio nella giungla, nascosto dietro alte palme. Il fuoco atomico sta bruciando lentamente una zona circostante, ma non si estingue. Il calore è insopportabile ma i nativi riescono a ignorare il dolore. Non lo avvertono e non nuoce né alla loro pelle né alla loro carne. Alcuni ballano nelle fiamme, come se stessero danzando con un Dio. Clarissa sente una mano delicata posarsi sulla sua spalla. È la mano di Mangi.
– Il fungo atomico, – disse, – non è altro che un altro nome per la polvere di stelle. Puoi usarlo per raggiungere il regno degli Dei.
Clarissa si sveglia di soprassalto. Ha dormito profondamente e ha sognato strane cose, ma adesso è sveglia e ricorda tutto. Mangi è seduto accanto al fuoco, a testa bassa, e sembra assorto nella sua meditazione. Si volta verso di lei appena la sente muovere.
– Ami ancora l’uomo bianco?
Clarissa abbassa gli occhi, li riapre verso Mangi con uno sguardo triste.
L’uomo bianco sta distruggendo il mondo con la polvere di stelle. Andrew Bateman è scomparso nella foresta, l’unico che sa, l’unico che è rimasto in fondo al suo cuore.
Gli uomini bianchi si stanno distruggendo con le stesse armi che gli indiani utilizzano per la propria evoluzione.
– Tra poco tempo un enorme fungo arancione di energia incommensurabile distruggerà l’intera dimensione di questa razza umana e questo pianeta interromperà finalmente il ciclo di morti e rinascite che conducono alla sofferenza. Coloro che moriranno e avranno superato il loro karma rinasceranno in un mondo migliore dove la sofferenza non esiste. In una dimensione parallela.
Clarissa dice tutto questo come se non provenisse da se stessa, ma le fosse veicolato dentro di lei e attraverso la sua bocca da un’energia sconosciuta.
Una cometa illumina il cielo come una scintilla e fa brillare i suoi occhi, la sua bocca e i suoi occhi si chiudono inondati di luce arancione.
Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Caspita, un racconto davvero indefinibile. Suggestivo, pieno di idee attraenti. Molto affascinante.
Ho trovato il tuo racconto veramente particolare e mentre lo leggevo mi sembrava di stare dentro a un film di Hayao Miyazaki. La bambina è affascinante e l’immagine della profezia che esce dalla sua bocca veicolata da un’energia sconosciuta è davvero forte. ‘Ami ancora l’uomo bianco?’ E come si fa? Molto bello.
Questo testo ha un nonsoché di peculiare, come una sensazione, un’emozione che nasce dalle immagini evocate dalle parole. Sembra avere qualcosa di magico, di indefinibile eppure così incredibilmente magnetico.
Bellissimo.