Il frastuono dell’oblio

Serie: Uhniere


Il palazzo era attorno a me. Mi inghiottiva letteralmente e mi sentivo parte integrante di un racconto distopico o terrificante ma in realtà era la consistenza di ciò che potevo vedere con i miei occhi a farmi capire che non stavo sognando. 

I demoni erano reali, Unhiere era di nuovo sparita ma dentro di me sapevo che sarebbe tornata. 

Il cuore mi batteva in modo velocissimo e potevo sentirlo nelle orecchie. Chiesi aiuto ma qualcuno rise come aveva fatto il giorno precedente. 

La donna che avevo visto era davanti a me e ballava una danza sensuale ma non troppo provocante. 

Non mi interessava, volevo uscire da lì al più presto! Accidenti, stavo dando di matto per davvero…  che Dio mi possa perdonare se non riesco tutt’ora a dimenticare quei giorni interminabili fatti di dolore e angoscia.

Un dolore acuto alla gamba destra si fece intenso e fastidiosissimo. Quando guardai il muscolo contratto lo vidi infiammato e gonfio perché quella donna demone mi aveva morso. 

Maledetta! Per di più un suono fastidiosissimo si espanse ovunque, una specie di latrato di cane che guaiva lamentandosi e ringhiando come se avesse visto un abominio. 

La porta si aprì e vidi un cane nerissimo venirmi incontro, assieme alla tartaruga.

Essi però erano non sottoforma di animali normali ma sotto spoglie di demoni-figure antropomorfe. 

Le braccia del cane erano corte ma mi misero addosso i brividi, perché era privo di zampe normali! La tartaruga rise di gusto e si rivolse a Unhiere che nel frattempo si era infiltrata nella stanza, con un vestito viola e nero gotico. 

Sembrava una fae oscura oppure una strega nera. Non svenni per miracolo.

Si avvicinò a me, con i suoi occhi brillanti ma spaventosi. Erano pieni di pagliuzze rosse che prima non avevo notato e questo mi fece venire il mal di testa perché guardarla era come fissare in faccia il diavolo in persona. 

-Straniero, dammi il tuo cuore, è così  puro- 

Deglutii. Cosa voleva da me?! Che cosa intendeva con quelle parole?? 

Arretrai ma ero bloccato. Lei non mi permetteva di muovermi. Aveva un qualcosa di spettrale e tossico ma anche suadente.  Era un demone della lussuria? Forse, fatto sta che non dovevo e non potevo stare lì ancora a lungo. 

-Non ti darò niente- 

-Questo lo vedremo- 

Mi morse l’altra gamba che iniziò a sanguinare e mentre lo faceva intravidi dei piccoli denti  aguzzi che le contornavano la bocca. 

Era orrenda in quell’oblio in cui mi stava cacciando! 

La claustrofobia si fece sempre più forte quando lei premette le sue mani guantate sulle mie tempie e mentalmente riuscì a farmi ‘ vedere ‘  delle immagini in cui io ero chiuso in una cassa da morto. 

Urlai con tutto il fiato che avevo in gola e il mio corpo iniziò a fremere e tremare dal freddo. 

A volte sentivo caldo, a volte gelo. 

Era una sensazione terribile. Non capivo perché fossi così vulnerabile ma lo ero con tutto me stesso, senza più forze. 

Quando Unhiere aprì la bocca quasi volesse mangiarmi io caddi all’indietro e persi i sensi per un paio di minuti. 

Giusto il tempo per ritrovarmi nudo in una vasca con i piedi d’ottone. 

Ero vivo, ma non ancora salvo…

Serie: Uhniere


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