
Il Gatto Tibet
Serie: Il Gatto Tibet
- Episodio 1: Il Gatto Tibet
STAGIONE 1
In un giorno di pioggia, un gatto di nome Tibet si rifugiò sull’autobus 24.
Infatti, come ben sapete, i gatti odiano bagnarsi.
Se solo una goccia d’acqua cade sul loro soffice e curato manto rimangono indispettiti per tutta la giornata!
Sull’autobus, il sedile su cui si era accoccolato Tibet era comodissimo e c’era così caldino che si addormentò sognando ciotole enormi piene di gustosi croccantini..
Tibet dormì così a lungo e così profondamente che saltò la sua fermata e dovette scendere in Via dei Cani.
Purtroppo l’ autobus si fermò proprio davanti la cuccia del cane più cattivo del quartiere: il temuto e mai sfidato Sgranocchiossa.
Tibet cercò di utilizzare tutta la sua agilità felina per sgattaiolare via e dirigersi verso la sua casa, ma Sgranocchiossa lo vide e subito iniziò a ringhiare!
A quel punto, Tibet non aveva scelta ed iniziò a correre più veloce del vento.
Sgranocchiossa non fu da meno e lo inseguì per quasi tutta la notte fino alla foresta di abeti, ai margini della città, dove Tibet finalmente riuscì a mettersi in salvo salendo su un albero più svelto di una scimmia nella foresta tropicale.
Sgranocchiossa, che oltre ad essere forte e veloce era anche astuto, capì che non poteva più raggiungere Tibet e, rassegnato, ma felice di aver trascorso la notte a rincorrere un gatto, si allontanò per tornare alla sua cuccia, in attesa di un altro malcapitato.
Tibet rimase appollaiato sul ramo ancora qualche ora: non si fidava di Sgranocchiossa e voleva essere sicuro che quel cattivone fosse tornato a casa sua.
Anche se il ramo non era comodo come i sedili dell’autobus, Tibet si addormentò.
I primi raggi di sole lo svegliarono.
Dopo essersi ben stiracchiato e dopo aver ben controllato i dintorni, Tibet scese dall’abete e si diresse verso casa.
Tibet era ormai a casa, quando si fermò all’angolo della via per ammirare la sua Umana innaffiare tranquilla i suoi bei tulipani.
Serie: Il Gatto Tibet
- Episodio 1: Il Gatto Tibet
Ciao Sidney, dove c’è un gatto, io ci sono, e seguirò volentieri il tuo racconto.
grazie!