Il gatto

Serie: Il ritorno del negromante


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Barliario continua a dare prova del suo potere senza scrupoli...e Matteo riceve un "dono speciale" da Faust...

…riemerge come un’ombra, dai vicoli oscuri, una figura errante, piegata dal dolore sotto la sua cappa color cenere. Le lacrime di Pietro Barliario scendono copiose, al pari della fitta pioggerellina di quella notte buia. Il vecchio della caverna lo aveva avvertito, tanti anni prima, che tutto quel potere gli sarebbe costato caro. Allora era soltanto un ragazzo e non diede troppo peso a quelle parole. Ma adesso che è un uomo, la conseguenza di tale monito gli è piombata addosso in tutta la sua durezza.

Era convinto di avere il dominio assoluto sul Libro del Comando. Un’illusione svanita in una fredda sera d’inverno, quando i suoi amati figlioli, Fortunato e Secondino, si sono nascosti nel laboratorio del padre, così da poter finalmente giocare da soli con quel misterioso grimorio chiuso nel baule, non appena il genitore fosse uscito.

Ebbene sì, il mago alla fine si era fatto una famiglia, trovando una brava moglie che gli aveva donato la pace interiore e quei due splendidi bambini. E allora le stregonerie e gli incantesimi più nefandi avevano pian piano lasciato spazio alla ricerca alchemica e ad una più semplice e serena indagine sulla dimensione magica. Insomma, una nuova vita per un uomo che, una volta incontrato il vero amore, aveva finalmente deciso di abbandonare l’arroganza e la malvagità, per dare spazio alla conoscenza più pura e a all’amore di una casa.

Tutto ciò è stato spazzato via quando i suoi figlioli, quella tragica sera, hanno poi iniziato a sbirciare il tomo incantato. Non è dato sapere quale diavoleria ne sia uscita fuori, ma sta di fatto che Pietro, al suo rientro, ha ritrovato i due figli riversi sul suolo, senza vita, mentre un sinistro alito di vento sfogliava le pagine del Libro del Comando, adagiato sul pavimento.

Adesso Barliario, fuggito via di casa senza una meta e ormai esausto dal suo girovagare disperato, si trascina lentamente sul terreno fangoso, tra le pozzanghere e i cumuli di fango. L’ora è tarda e la strada ormai deserta. Soltanto una piccola sagoma, ad un tratto, si avvicina lentamente a quell’uomo distrutto dalla disperazione e dai rimorsi. Alzando lo sguardo annebbiato dalle lacrime, questi riesce a scorgere due occhietti gialli che brillano nel buio. Un gatto, nero come le tenebre, sembrerebbe l’unico essere del Creato a mostrare pietà e attenzione verso il disgraziato.

Ma incrociando lo sguardo di quel felino, è come se l’animo del fu mago iniziasse a riaccendersi tra le fiamme di un fuoco oscuro.

Un fuoco alimentato dalla rabbia e dalla follia, che avanza come un’ombra nella mente di Barliario.

Un fuoco che dona allo stregone una terribile illuminazione, forse la peggiore. Il pensiero di Pietro, infatti, va a uno degli incantesimi più difficili e pericolosi del Libro del Comando e decide di provare a lanciarlo, conscio di avere ormai ben poco da perdere. Quindi si rialza dal suolo, prendendo tra le sue braccia il micio, che si lascia catturare senza opporre alcuna resistenza. Poi Pietro si incammina nuovamente verso il suo laboratorio, ormai completamente in preda alla pazzia. È l’ultimo delirio di un negromante, tornato malvagio e deviato come non mai…

****************************

[Sigla del notiziario di Tele Golfo Granata]

“Buongiorno a tutti i telespettatori e benvenuti al notiziario delle dodici. Apriamo questa edizione, ancora una volta, con la sparizione del giovane Matteo Giardillo, lo studente e aspirante giornalista che ormai da dieci giorni ha fatto perdere le sue tracce. I genitori disperati, ai nostri microfoni, hanno confermato la loro versione, ovvero che il ragazzo era uscito di casa per incontrare uno sconosciuto artista di strada, da intervistare per conto della Voce di Salerno. Dal canto suo, il direttore del noto giornale locale ha ribadito di non aver mai richiesto tale articolo al giovane, ben sapendo che era molto indaffarato coi suoi studi universitari. Circostanza, questa, confermata anche dagli inquirenti.

La novità, però, è costituita dal fatto che sarebbe stato identificato il prestigiatore con cui Matteo si sarebbe effettivamente incontrato, prima di far perdere le proprie tracce: si tratterebbe di Giovanni Ingeniti, professore di storia e filosofia in pensione, originario delle colline di Giovi, che negli ultimi tempi si è dato a questa improvvisa passione per i giochi di prestigio in strada. A confermarlo è stata la moglie di quest’ultimo, che si è affrettata a informare sia la famiglia del giovane che le autorità. Queste le sue parole, rilasciate in esclusiva alla nostra redazione.

“Ho pensato subito a mio marito, non appena ho saputo i dettagli di questa brutta storia dalla televisione. Giovanni è stato sempre un uomo mite e buono, ma tutto è cambiato dal maledetto giorno in cui gli furono regalati quel vecchio libro e quel dannato gattaccio. Chi gliene fece dono, aveva una gran voglia di disfarsene e mio marito, da grande appassionato sia di libri che di gatti, non si fece pregare.

Ah che scelta sciagurata!

Da quel giorno Giovanni non è stato più lo stesso. Passava ore chiuso nel suo studio a sfogliare quel grosso tomo, in compagnia del gatto nero, col quale ho notato che aveva addirittura iniziato a parlare. Proprio così, si rivolgeva alla bestiaccia chiamandolo Maestro Pietro, offrendogli anche una certa riverenza. E di fronte al mio sguardo attonito, ripeteva che l’animale non era semplicemente ciò che sembrava, ma conteneva l’anima di un grande uomo. Era come se qualcuno o qualcosa stesse plagiando la mente di mio marito.

Poi un giorno se n’è andato di casa, dicendomi che avrebbe dedicato la sua vita alla magia e che doveva aiutare il Maestro a incontrare un tale Prescelto, così da poter congiungere con lui il proprio spirito e poter tornare a essere ciò che era un tempo. Un vero e proprio delirio, che altro posso dirvi.

Seppi poi da un’amica che si era messo a fare il prestigiatore in strada, facendosi chiamare Faust…infine, eccoci qua con questa storiaccia. Sì, confermo e ribadisco: il soggetto in questione è certamente Giovanni. Spero che trovino presto il ragazzo e anche mio marito, così che possa magari rinsavire.”

Insomma, gentili telespettatori, il mistero è sempre più fitto. Intanto, la preoccupazione della famiglia e di tutta la comunità salernitana aumenta di giorno in giorno…non ci resta che incrociare le dita.”

…le acque del golfo sono agitate come raramente accade e il vento soffia forte, spazzando i boschi che ricoprono il monte Bonadies. Sulla cima del promontorio si erge imperituro l’antico Castello di Arechi e alle sue falde, rumorosa e trafficata come tutti i giorni, si distende, adagiandosi sulla riva del mare, la città di Salerno.

E nascosto nell’ombra di quella fitta vegetazione, un giovanotto biondo, in jeans e golfino scuro, volge il suo sguardo glaciale verso quei quartieri, la cui gente, da giorni, è tanto in pena proprio per lui.

Sulle sue spalle è adagiato il gatto nero che, fino a poco tempo prima, era solito distendersi sornione sulla valigia o tra le braccia di un vecchio prestigiatore.

Tra le sue braccia, invece, stringe un pesante e antichissimo libro. Lo apre lentamente e all’improvviso un tremendo frastuono rimbomba nell’aria.

Gli uomini sono ignari ma, tutt’intorno, anche le pietre tremano. Del resto, mille anni prima, queste ultime c’erano già e quasi sembrano ricordare come inizia una terribile sventura.

Il negromante è tornato.

+FINE+

Serie: Il ritorno del negromante


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Letture correlate

Discussioni

  1. Uh, mi aspettavo un legame tra Pietro Barliario e Matteo, ma non credevo sarebbe stato così forte, il legame. Anche a me è piaciuto l’alternarsi tra due linee temporali, ed ho apprezzato il tocco di quotidianità, normalità (persino il TG di tele golfo granata!) mischiata a fantasy e magia.
    Poi il gatto nero! Sarà scontato, ma non poteva mancare! 😀

  2. Ottima chiusa, con l’ultima frase ad effetto. Questa serie mi è piaciuta molto, bella l’idea delle due linee temporali che si uniscono alla fine col ritorno del negromante.
    Bravo Raffè