
Il giorno grande
Serie: Ritrovarsi
- Episodio 1: Anni dopo
- Episodio 2: Delusione amorosa
- Episodio 3: Alle corde
- Episodio 4: L’esilio
- Episodio 5: Ritrovare un amico
- Episodio 6: La teoria dello schianto controllato
- Episodio 7: Più forti insieme
- Episodio 8: Un incontro importante
- Episodio 9: Attraversare una soglia
- Episodio 10: Un nuovo inizio
- Episodio 1: Lo Splendido
- Episodio 2: Nuove conoscenze
- Episodio 3: Un invito
- Episodio 4: Un nuovo amore
- Episodio 5: I giorni grandi
- Episodio 6: Il giorno grande
STAGIONE 1
STAGIONE 2
La primavera successiva le proposi di trascorrere qualche giorno in un agriturismo vicino a Orvieto, immerso in una campagna verde e selvaggia. Erano settimane che pensavo all’occasione migliore per un gesto speciale, volevo creare un momento che sarebbe rimasto sempre nella nostra memoria e a cui saremmo potuti tornare con il ricorso ogni volta che avessimo voluto. Mi ero accorto che osservava sempre nella vetrina di un gioielliere un anello con uno smeraldo verde e l’avevo comprato. La sera a cena, dopo una giornata passata a visitare il centro della città antica, le diedi l’anello e le chiesi di sposarmi, usando le parole a cui pensavo da mesi.
Le tante persone sedute ai tavoli accanto avevano notato la scena romantica e ci guardavano rendendo l’atmosfera intorno a noi carica di emozione e partecipazione. Io non avrei mai immaginato di poter compiere un gesto così eclatante e definitivo, ma in quel momento mi sembrava l’unico modo adatto all’intensità della nostra esperienza insieme.
Aspettai la sua risposta, immerso in flusso di emozioni così condensate da far sembrare che il tempo rallentasse e, dopo istanti che mi sembrarono interminabili, lei mi rispose di si non riuscendo a nascondere la commozione.
L’abbracciai forte baciandola sul suo sorriso, mentre la gente intorno ci faceva dei brindisi e ci tempestava di auguri.
I mesi successivi furono un periodo pieno di entusiasmo e progetti e ogni giorno prendevamo decisioni riguardo alla nostra vita insieme. Trovammo una casa in un vicolo del centro storico e poi scegliemmo insieme l’arredamento, mischiando classico e moderno, riempiendo gli ambienti di luci e di calore, portandoci i nostri libri e i nostri oggetti e quelli che invece avevamo scelto insieme.
Fantasticavamo sulle mete per il nostro viaggio di nozze, pensammo all’America on the road, all’Australia, ai fiordi della Norvegia, le parlai del sogno di vedere l’Alaska dopo averla immaginata nei racconti di Jack London. Alla fine decidemmo che avremmo fatto un viaggio in Patagonia, affittando una macchina e fermandoci in piccoli ristori da cui fare lunghe escursioni per vedere le leggendarie cime di quel paese.
Poi cominciammo a organizzare la cerimonia e la festa in cui volevamo invitare solo le persone più strette che ci volevano bene e che erano contenti di stare lì con noi.
Per la prima volta nella mia vita, mi sentivo felice all’idea di un cambiamento e non avrei mai immaginato di esserne così entusiasta. Mi sentivo trascinare verso il futuro invece di rimandarlo il più possibile per il timore di perdere il presente.
Quando parlammo di chi avremmo voluto come testimone, io non ebbi dubbi e, insieme a uno zio che mi era sempre stato vicino, decisi di chiederlo a Carlo. Adele ne fu contenta, perché aveva imparato a conoscerlo fin da quando, all’inizio della nostra storia, eravamo andati a trovarlo insieme in Toscana.
Quando lo chiamai e glielo chiesi, lui non ne fu sorpreso, mi sembrò anzi che ci sperasse perché sentii che era felice e orgoglioso per la mia richiesta. Ne fui contento anch’io e mi sembrò che fosse la scelta più naturale dopo che avevamo riallacciato i fili della nostra amicizia.
Carlo mi disse scherzosamente che dopo tanto tempo di stagnazione ero finalmente in azione. Lui aveva finito gli esami e si sarebbe laureato pochi mesi dopo il mio matrimonio e per la prima volta ebbi la sensazione che la vita ci stesse travolgendo e non ne fui spaventato.
Poi arrivò il giorno del matrimonio e quella mattina mi alzai con un senso di impazienza, avrei voluto essere già pronto in chiesa ad aspettare Adele. Invece quando mi preparai e scesi di sotto vidi che tutto pieno di persone per il rinfresco che i miei avevano preparato. C’erano tutti gli amici del vecchio gruppo, Luca, Andrea, Nicola con le loro ragazze e anche altri amici, c’erano tutti i mei zii e i cugini più stretti, tutti con un’aria che trasmetteva felicità. Nella sala era stato apparecchiato un grande tavolo con un rinfresco in piedi e tante persone si muovevano intorno al tavolo mentre altri stavano fuori nel giardino su cui la sala si affacciava. Mia madre raggiante girava per la sala controllando che tutti gli invitati fossero a proprio agio, mia sorella parlava con i nostri cugini che erano venuti da Bologna, mentre mio padre mostrava dei sigari ad alcuni amici di famiglia. Tutto intorno c’erano persone che chiacchieravano e ridevano, altri che salutavano qualcuno che arrivava, c’era chi riempiva il bicchiere a qualcun altro guardandolo con affetto. Molti quando mi videro si avvicinarono per stringermi la mano o per abbracciarmi o per chiedermi come mi sentivo, ma io non riuscivo a esprimere pienamente il senso di gioia e impazienza che sentivo.
Quando con Adele avevamo pensato al nostro matrimonio, non mi piaceva l’idea di festeggiamenti troppo grandi perché mi sentivo di voler tenere stretto fra pochi quel momento fra noi due, ma ora vedevo tutta quell’allegria, quella gioia di stare insieme, quella felicità nella partecipazione e mi resi conto di quanto una cerimonia come quella fosse un rito importante che alimentava e teneva vivo il rapporto fra le persone che ci circondavano e che erano legate le une alle altre da mille fili intrecciati.
Ora che mi aveva contagiato, mi lasciai trascinare in quella atmosfera di festa e cominciai a divertirmi in quella situazione così piena di occasioni di incontro; mi lasciai portare dalle correnti e dalle situazioni cercando di passare da un gruppo a un altro per cercare di non trascurarne nessuno, assorbendo contatti da quante più persone possibili.
Dopo un po’ che stavamo lì, vidi arrivare Carlo, vestito elegante e ben rasato e pettinato e accompagnato da Paola che indossava un vestito nero e scarpe col tacco e mi sorrideva. Carlo venne subito verso di me e ci abbracciammo forte. Mi sentivo fiero di avere lui al mio in quel giorno per me così importante.
Arrivò l’ora di partire e Carlo mi disse che gli avrebbe fatto piacere essere lui ad accompagnarmi in macchina in chiesa e così andammo insieme. Quando giungemmo, ci fermammo fuori per alcuni attimi. Poi, accompagnato da mia madre, varcai la soglia della chiesa e trasalii quando mi trovai di fronte alla sala addobbata, pervasa dal profumo dei fiori e dall’atmosfera vibrante creata dalle numerose persone che erano lì, riunite per noi. Mi fermai all’altare e vidi che i testimoni erano già ai loro posti e li salutai con lo sguardo. Vidi che le due amiche che Adele aveva scelto come testimoni non riuscivano a trattenere l’emozione in quel momento di attesa, poi sentii gli applausi e le esclamazioni provenienti dall’esterno che annunciavano l’arrivo di Adele e mi voltai verso l’ingresso della chiesa. Il suono solenne della marcia nuziale riempì l’aria di maestosità, annunciando il suo ingresso attraverso la grande porta aperta della chiesa e io guardai verso l’entrata. Vidi suo padre che l’accompagnava e nel suo sguardo percepii distintamente il suo orgoglio. Vidi suo cugino piccolo che la precedeva portando il cuscino decorato su cui erano poggiate le fedi e mi accorsi del suo timore. Vidi il raggio di sole che entrava obliquo e pensai che illuminasse il percorso verso di me.
E poi vidi lei.
Era meravigliosa con l’abito bianco, liscio, aderente al busto e poi leggermente svasato sulle gambe che la illuminava di grazia e eleganza. Il suo sorriso felice sembrava far brillare la chiesa mentre cominciava a camminare con passo cadenzato verso di me e in quegli istanti sentii l’aria diventare più densa e tutta la realtà rallentare. Infine mi raggiunse e allora sentii un groviglio di commozione che mi chiuse la gola, ma lei se ne accorse e mi carezzò il viso, prima che venissi travolto dalle lacrime. Così riuscii a trattenermi, le presi la mano e percorremmo insieme gli ultimi passi per arrivare davanti all’altare e, quando ci fermammo, il suono della musica svanì nel silenzio.
Mentre il sacerdote stava per cominciare la celebrazione mi voltai verso Carlo. Lui si illuminò nel suo caratteristico sorriso raggiante e mi fece un cenno di intesa che mi riempì il petto di calore.
Serie: Ritrovarsi
- Episodio 1: Lo Splendido
- Episodio 2: Nuove conoscenze
- Episodio 3: Un invito
- Episodio 4: Un nuovo amore
- Episodio 5: I giorni grandi
- Episodio 6: Il giorno grande
Si, infatti è vero che il tema centrale è l’amicizia e soprattutto come questo rapporto si interseca con gli altri aspetti della vita del protagonista. Dopo la prima parte che mostra il momento in cui il legame si forma e cosa lo costituisca, questa seconda parte vuole mostrare il momento in cui ci sono delle difficoltà e il rapporto fra i due amici aiuta Federico a uscire dal suo stallo. Ovviamente poi sono comunque importanti le descrizioni del suo rapporto con Adele e il confronto con quello che aveva con Simona.
Quest’ultimo capitolo accelera la narrazione perché deve raccontare velocemente circa due anni di vita: si potrebbe dettagliare di più la storia d’amore, e forse lo farò in altre revisioni, ma devo anche cercare di non divagare troppo per non andare fuori tema.
Grazie per il tuo commento mi è molto utile e mi ci fa pensare.
Il tema centrale è l’amicizia con Carlo, hai dedicato molto spazio a questo amore, eppure mi sembra comunque tutto molto frettoloso.
Ecco finalmente delle foto ricordo!
Ben fatto, a mio parere.
Molto bello!
Si, infatti così è sicuramente più efficace e più in linea con il resto: prima mi ero fatto prendere dalla fretta.
Ho aggiunto tutta la scena del rinfresco e maggiori immagini in chiesa, oltre a tutto il racconto del viaggio sulla Strada Romantica nell’altro episodio.
Grazie davvero per i consigli 😉