Il giuramento degli Orazi – Jacques Louis David
Serie: Oltre il dipinto
- Episodio 1: La scuola di Atene – Raffaello Sanzio
- Episodio 2: Il giuramento degli Orazi – Jacques Louis David
- Episodio 3: Santa Maria del Fiore – Brunelleschi/Ghiberti
- Episodio 4: Vocazione di San Matteo – Caravaggio
- Episodio 5: La libertà che guida il popolo – Eugène Delacroix
- Episodio 6: La lezione di danza – Edgar Degas
- Episodio 7: La persistenza della memoria – Salvador Dalì
- Episodio 8: Protesta in piazza Tian’an Men-1989
- Episodio 9: Covid-19 — 2020
- Episodio 10: Il viandante sul mare di nebbia – Caspar David Friedrich
STAGIONE 1
–O Roma o morte – il giuramento si sentì dirompente tra le colonne doriche di quella casa facendo eco tra le mura vuote, la ragazza si trovava nascosta dietro un angolo, si era tolta i sandali per camminare più silenziosamente per quella casa romana, gelandosi i piedi sul pavimento di marmo a quadri.
Il corridoio buio davanti a lei denotava un tramonto prossimo, il muro di fianco a lei si era colorato di magnifiche sfumature giallo – arancioni; si avvicinò all’angolo cercando di sbirciare senza attirare troppo l’attenzione.
– Alba – qualcuno pronunciò questo nome, la ragazza si girò e venne trascinata in scena da una donna sui quaranta con una tunica verde militare e un velo lungo azzurro a coprire i capelli; con voce tremante strattonandole la mano le disse: – Andiamo, ormai è ora di vederli partire– della donna girata di profilo si riuscivano a scorgere gli occhi marroni che diventavano ambrati al contatto con il sole; una lacrima sgorgava silenziosa e solitaria per il suo viso. La ragazza, disorientata, si fidò e si lasciò trascinare vicino ad un gruppo di donne che stavano sedute sulla destra della stanza.
Tutte avevano qualcosa in comune: stavano piangendo.
Erano due ragazze piuttosto giovani, si guardavano negli occhi con compassione cercando di sostenersi senza pronunciare nessuna parola; una teneva appoggiata la mano destra sulla spalla della compagna cercando sostegno, si trovava seduta su un cuscinetto rivestito con un drappo rosso, la sua tunica bianca scendeva fino a coprirle per metà i piedi scalzi; i suoi capelli ricci intrecciati sulla nuca erano tenuti fermi da una fascia azzurra. Le sue gote rosee si erano dipinte di un rosso più vivido causato dal pianto appena interrotto e dal sole di un pomeriggio che avrebbe ricordato per sempre.
L’altra donna, vestita con una tunica monospalla grigio – azzurro era avvolta in una coperta dorata, coprendole così l’altra spalla e parte del braccio, ai piedi calzava dei sandali blu; la sua bocca si muoveva leggermente con l’intenzione di rassicurare la ragazza in lievi sussurri: –Vedrai che Marte sarà dalla loro parte -.
C’erano anche due bimbi, un maschietto che appena vide la mamma le corse incontro abbracciandola per le gambe, ma la madre troppo occupata a guardare l’orizzonte continuò a camminare, la ragazza prese per mano il bimbo e lo portò con sé. La bimba non riuscì a scorgerla visto che quando altri passi risuonarono per la casa, la donna si sedette cingendo a sé i due bambini, la ragazza riuscì a liberarsi dalla presa e si sedette in un angolo all’ombra e allo scuro della scena. Erano arrivati quattro uomini, tre dei quali vestiti con armatura ed elmetti, quello più anziano dei quattro, presumibilmente il padre teneva nella mano sinistra le tre spade e le alzava al cielo, i ragazzi davanti a lui stesero il braccio libero stringendosi tra sé in una stretta di fratellanza; – Gli Dei sono dalla vostra parte figli miei, Marte è favorevole -.
Le tuniche bianche, azzurro e rosso dei soldati si alzarono mosse da un vento repentino, portavano tutti e tre una casacca rossa e una cintura argentata in cuoio cingeva la loro vita. Una punta di lancia spuntò fuori da dietro la spalla dell’ultimo militare, un’altra si accorse subito la ragazza era appesa sul muro dietro di loro. Gli elmetti diversamente decorati brillavano sotto la luce del tramonto lasciando che si intravedessero solamente alcune decorazioni e ghirigori floreali incisi sul metallo.
L’aria era piena di aspettative, i giovani fieri e orgogliosi della loro patria non mostravano nessun segno di cedimento seppur sapendo che quella poteva essere la loro ultima missione; i loro volti rivolti verso il padre non lasciavano trapelare qualcosa che non fosse sicurezza e determinazione, la loro posizione, con una gamba protratta in avanti, era segno di una sicurezza e di una stabilità che non si sarebbe sgretolata davanti a nulla.
La ragazza era ancora nascosta dietro l’angolo anche quando il padre, dopo l’allontanamento dei giovani, si mise a piangere cadendo in ginocchio; era un pianto disperato tenuto dentro per troppo tempo, le mani coprivano gli occhi e tutto il corpo era scosso da tremiti; le donne guardavano con compassione trattenendo a stento le lacrime. L’uomo con grande dignità si rialzò fece vagare lo sguardo e quando i suoi occhi incontrarono quelli della ragazza sorrise e le venne incontro.
–Ce la faranno – sembrava più una rassicurazione che fece a se stesso più che a lei, la ragazza annuì e accompagnò il vecchio verso quella che doveva essere la sala da pranzo, prima di aprire la porta l’uomo le chiese della moneta con l’effigie del terzo Re di Roma; lei gliela porse e lui in cambio le diede un piccolo anello a forma di serpente – Ti proteggerà -; furono le ultime parole che sentì perché quando il vecchio aprì la porta si incontrò faccia a faccia con la luce.
Si ritrovò in strada, vestiva una pellanda blu impreziosita con fili d’oro e stelle dorate; la sua testa era fasciata da uno strascico lungo di lino bianco che le arrivava fino alle ginocchia. Un velo che le copriva le spalle era fermato con una spilla dorata a forma di ninfea, le scarpe rigorosamente in tessuto morbido le arrivavano fino sopra la caviglia.
Non fece caso a dove si trovasse, un rumore attirò la sua attenzione: qualcuno stava uscendo da un cantiere a pochi metri da lei, un uomo sui quaranta teneva in mano dei fogli arrotolati probabilmente progetti per il duomo. Portava una pellanda come la sua, ma di colori più scuri e leggermente più corta; aveva la calzamaglia ed un paio di scarpette rosse ai piedi. – Mi scusi, mi può dire dove siamo?– così la ragazza spezzò il ghiaccio, l’uomo si girò e sotto la luce d’una candela poteva notare molte rughe a solcargli il volto, oltre a delle occhiaie che marcavano la sua faccia stanca. – Siamo davanti al progetto del secolo – l’uomo disse questo sbracciandosi con gli occhi lucidi cercando, con quei movimenti, di farle sentire l’emozione che lui stava provando, le mise una mano sulla spalla e disse – Questa, è Santa Maria del Fiore – e questi, indicando i fogli che teneva in mano, sono i progetti per la cupola. La ragazza rimase sbigottita, quello che si trovava in carne ed ossa davanti a lei era Filippo Brunelleschi, ideatore della cupola.
– Posso vederli?– chiese, Brunelleschi la guardò sospetta poi con un sorriso le disse – Ne ho altri in cantiere, possiamo guardarci insieme a Ghiberti, l’altro capomastro magari ci vengono in mente idee nuove, sai perchè la cupola è grande e non sappiamo come farla stare in piedi – Brunelleschi iniziò ad avviarsi verso il cantiere continuando ad esprimere i suoi dubbi sul fatto che una cupola così grande non potesse stare in piedi.
L’entusiasmo per condividere le sue conoscenze scappava a piccole gocce dalla voce contenuta di Brunelleschi, la ragazza rise e lo seguì pronta per capire di più dietro la cupola di quella che sarebbe stata la chiesa più grande del XIV secolo.
Serie: Oltre il dipinto
- Episodio 1: La scuola di Atene – Raffaello Sanzio
- Episodio 2: Il giuramento degli Orazi – Jacques Louis David
- Episodio 3: Santa Maria del Fiore – Brunelleschi/Ghiberti
- Episodio 4: Vocazione di San Matteo – Caravaggio
- Episodio 5: La libertà che guida il popolo – Eugène Delacroix
- Episodio 6: La lezione di danza – Edgar Degas
- Episodio 7: La persistenza della memoria – Salvador Dalì
- Episodio 8: Protesta in piazza Tian’an Men-1989
- Episodio 9: Covid-19 — 2020
- Episodio 10: Il viandante sul mare di nebbia – Caspar David Friedrich
“Il progetto del secolo “…la cattedrale di Firenze. Bello leggere questo scorcio antico tra costruttori dell’epoca in più riferiti alla mia città. Sembra di vederli all’opera. Molto originale lo spunto di narrare per mezzo dei dipinti… “il quadro parla”.
Dopo il romanticismo, Atene e Roma, eccoci a Firenze. Sono curioso di scoprire quale sarà la prossima tappa, dove ci porterà questo viaggio nel tempo attraverso i dipinti!