Il guerriero di stoffa

Indossò il cinturone, poi prese in mano lo scudo.

Fece un sospiro, era pronto ad affrontare qualunque cosa gli si parasse davanti.

Incominciò a camminare.

Attorno a lui, il paesaggio era allegro ma via via che procedeva in avanti iniziò a diventare sempre più triste. Dove prima c’erano le fontanelle di miele e le nuvole di zucchero, adesso c’erano alberi morti e rocce umide, tutto evocava malinconia.

Ma lui era lì apposta.

Diventò molto serio, soprattutto quando vide arrivare il primo ragno.

Era minuscolo, stupido, e l’insetto, quando lo vide, sobbalzò per poi correre via.

Lui lo inseguì e dopo aver girato un angolo vide quell’orda di ragni che gli zampettava incontro.

Fece un sospiro per trattenere la calma, poi sguainò la spada e tranciò in due un ragno, poi con lo scudo si protesse da quell’assalto e ne cacciò via altri.

Il combattimento diventò sempre più feroce: affettò altri di quegli insetti, alcuni li schiacciò e poi cercò di avanzare, ma solo che i ragni l’avevano circondato del tutto e si rese conto che non poteva scappare. O si sarebbe battuto fino alla vittoria, oppure sarebbe morto.

Quel pensiero gli diede più forza e si batté con la spada con ardimento, ma poi un ragno gli strappò quasi via lo scudo e lui se lo tenne forte, un attimo dopo un secondo ragno riuscì nel toglierglielo dal braccio e quasi si portò via pure il suo arto.

«No!» gemette.

Non pensò più allo scudo e prese la spada a due mani per poi sventolarla tagliando altre zampe e altri corpi.

I ragni non cedettero neppure un palmo di terreno.

Sono forti del numero, si rese conto.

Stava per uccidere l’ennesimo di quegli insetti quando un ragno gli tolse via la spada.

Con un tintinnio, l’arma cadde in terra.

Cercò di recuperarla, ma i ragni erano troppi e si dovette difendere con calci e pugni; solo che, adesso, i ragni erano più forti di prima e lo travolsero con tutto il loro peso per poi squarciargli la stoffa, l’imbottitura… alla fine lo dilaniarono e di lui non rimasero che brandelli che i ragni si scambiavano di bocca in bocca.

I ragni proseguirono con la loro marcia di crudeltà e tristezza.

Un attimo dopo, il peluche si risvegliò e prese spada e scudo. Avevano distrutto il suo corpo precedente, ma lui era ancora pronto a combattere, era pronto a tutto pur di salvare il Regno degli Orsacchiotti.

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