Il maglione giallo 

Serie: L' incontro


La vita dei miei genitori

Quanto vorrei avere il potere di viaggiare nel tempo e incontrare la versione trentenne di mio padre. Avrei tanti consigli da dispensare. Ad esempio quello di cambiare strada tornando a casa. Così non avrebbe mai conosciuto mia madre, io non sarei venuta al mondo e la nostra storia non somiglierebbe ad una tragedia greca. Mia madre mi ha lasciata nel 2013, mio padre nel 2023. Sto ancora aspettando di guarire dal mio crollo psicotico dovuto alla loro morte. Non doveva finire così. Non so ancora chi ha creato la morte, ma in un futuro molto lontano la incontrerò anche io e darò la mia opinione sulla fine della vita. Soprattutto sulla fine di mio padre. Una vita travagliata dall’inizio alla fine. E il tutto a causa di un maglione giallo fatto a mano. Si, il maglione che era solita indossare mia madre quando era sul balcone al secondo piano a fumare. Un comportamento da sciagurata. Siamo nei primi anni settanta, in una casa situata nel centro di un paese in provincia di Bari. La giovane versione di mio padre s’invaghì sedutastante di mia madre, come un Romeo fuori dal contesto. Mi chiedo ancora oggi cosa lo colpì di più: la sua straordinaria bellezza o il suo atteggiamento menefreghista. Fu così che mio padre notò il maglione giallo alzando lo sguardo e lei abbassando il suo trovò la sua cavia per scappare dalla prigione dorata nella quale viveva. L’inizio di un rapporto tossico come non si vedeva dai tempi di “Cime tempestose”. All’epoca l’unica opportunità per mio padre di frequentare mia madre era di far conoscere le rispettive famiglie. Ed è qui che già nacquero i primi attriti. Ebbene la famiglia di mio padre, povera fino al midollo, aveva qualcosa in contrario che il loro prezioso figliolo frequentasse una bellissima ricca ragazza di buona famiglia cresciuta in collegi svizzeri. Mia nonna materna dal suo canto non sapeva che farsene di uno studente fuoricorso senza fama o fortuna. Io dico sempre che l’ unica cosa che avessero in comune fosse la marcante bellezza di entrambi. Se avessi già avuto la macchina del tempo avrei gridato già stop, fermi, ognuno a casa propria. Non avete niente in comune, provenite da due mondi diversi, non vi lasceranno mai stare insieme. Tu papà sei povero e mamma ha un segreto tremendo: era una figlia adottata. Fu trovata sui gradini di un convento in provincia di Tollo nel 1950 e dopo tante peripezie fu portata a casa dai miei nonni materni. Avevano entrambi una lettera scarlatta sul petto già negli anni della loro gioventù. Si vedevano di nascosto da tutti. Mio padre saltava le lezioni universitarie e mia nonna era abituata alle lunghe passeggiate di mamma. Dato che ero la loro figlia, non mi era dato sapere nulla sui particolari di questi incontri. Mia madre era troppo assorbita dalla sua vita, il paese in riva al mare le iniziava a stare stretto. Sognava di fuggire ma sapeva già che da sola non ce l’avrebbe fatta, aveva bisogno di un uomo e questo la faceva star male.

Continua...

Serie: L' incontro


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni