Il messaggio (ultimo episodio)

Serie: Tra le luci del cielo


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Ho conosciuto meglio la strana donna anziana

Abbiamo una grande responsabilità. Non saremo qui in eterno. Né noi, né il nostro pianeta. Quelle parole continuavano a riecheggiare, come un sottofondo, tra i miei pensieri. Iniziavo a percepire ogni cosa da un’altra prospettiva. Proprio come mi era successo in sogno, immaginavo ora di salire in alto, oltre i tetti delle case, ancora più su. Innalzarmi tanto da poter vedere tutta la Finlandia, poi l’Europa, infine tutto il nostro pianeta dall’alto. Poi, continuando l’ascesa come se fossi risucchiata da una forza misteriosa, vederlo allontanarsi da me e diventare un puntino sempre più piccolo, fino a sparire tra miliardi di altri puntini luminosi. Ed è stato lì, proprio in quel momento e in quel luogo della mia fantasia, che ho capito di essere come un granello di sabbia, anzi più piccola e più insignificante. Di essere tutto e niente allo stesso tempo. Faceva freddo lì, e mi sentivo profondamente sola.

A quel punto, ho focalizzato nuovamente la strada davanti a me. Ho guardato a destra, poi a sinistra: tutto mi appariva diverso, più luminoso, più reale. Come chi torna a casa dopo un lungo viaggio, anch’io mi sentivo trasformata.

Esistiamo per un momento, un momento soltanto. Non avrei permesso a me stessa di lasciar passare quel momento, senza aver prima fatto sentire la mia voce.

Ho accelerato il passo. Avvertivo l’urgenza di mettere tutto nero su bianco, come per trattenere quelle sensazioni prima che volassero via per sempre.

Ho aperto la porta di casa, e la prima cosa che ho visto sono stati due enormi occhi gialli che mi fissavano speranzosi.

«Bradipo, sto per fare una pazzia»

«Miaoo» (che tradotto significa: quando mai hai fatto cose normali?)

Con ancora indosso il giubbotto, mi sono seduta davanti al computer, l’ho avviato, ho aperto il programma di scrittura e ho fissato per qualche istante la pagina bianca.

Ecco, quello era il momento giusto per buttare tutto fuori, ma quali parole avrei scelto per farlo? Come avrei potuto esprimere i miei pensieri, evitando di apparire stupida o superficiale? Più pensavo, più mi bloccavo. Poi ho capito: è un salto nel vuoto. Come quando il picchio ha aperto le zampe, lasciandomi precipitare. Dovevo scrivere e basta.

Così, immaginando lo sguardo di chi avrebbe un giorno ricevuto quel messaggio (il tuo sguardo, amico mio) ho iniziato: Tu non mi conosci, e come potresti? Tra le innumerevoli luci del tuo cielo notturno, invisibile ai tuoi occhi, c’è il luogo in cui io vivo…

Messaggio da un’anonima abitante del pianeta Terra.

Serie: Tra le luci del cielo


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Discussioni

  1. Adesso non so se commentare qui o al primo episodio 😄 Brava, Arianna, bel finale e bella storia. Per la serie “le cose non sono ciò che sembrano” la donna anziana è una specie di Margherita Hack e l’invio del messaggio era gratuito.
    È sempre presente il paesaggio in questo racconto, uno scorcio di luoghi che molti tuoi lettori (me compreso) non hanno mai visto. E hai pure trovato lo spazio per un po’ di ironia al volo!

  2. Molto originale ed efficace come episodio di chiusura. Ricco di ampiezza, di luci e di significati sul rapporto del pensiero col processo creativo e con il mistero dell’immaginazione. Un vero salto nel vuoto oltre i confini.

  3. Mannaggia a te, Arianna! sono nella sala d’attesa del concessionario, mentre revisionano la mia Ruty (la mia auto, detta “Rutilia”, come tutti i cavalli di Geralt di Rivia) e sto finalmente leggendo l’ultimo episodio. E sono qua con gli occhi lucidi! Il finale mi ha spiazzato, mi ha fatto scendere una lacrimuccia. Mi sono sentito uno degli infiniti destinatari di quel messaggio, improvvisamente.
    Ed ho trovato geniale, davvero ben congegnata, la tua idea di partire col messaggio – senza spiegare nulla – nel primo racconto, per poi chiudere il cerchio qua. Questa serie mi è proprio piaciuta!

  4. “sistiamo per un momento, un momento soltanto. Non avrei permesso a me stessa di lasciar passare quel momento, senza aver prima fatto sentire la mia voce”
    questo passaggio mi piace tantissimo. E’ il modo più diretto che abbia mai letto per definire l’essenza della vita. Lasciare una traccia del nostro brevissimo passaggio nell’infinito scorrere del tempo

  5. “Dovevo scrivere e basta” e questo è tutto! Siamo tanto piccoli, come scrivi, ma abbiamo un tale potenziale che sarebbe assurdo non esprimerlo: mettendolo nero su bianco, dipingendo, modellando marmo o creta, componendo musica, amando. Perché è in queste cose che l’uomo varca i confini: l’arte e l’amore non il potere, non le guerre, non le conquiste. Amo ciò che hai scritto! 🌹🌹🌹🌹

  6. Molto belli gli ultimi due episodi della serie in cui la protagonista, dopo molte incertezze e tanti sogni a occhi chiusi e aperti, decide finalmente di mettere i piedi ben saldi per terra e le sue ali nello spazio. Si può stare qui in pace, facendo tutto quello che possiamo nel nostro piccolo, ma, allo stesso tempo, si può essere una comunità di persone che interagiscono e che hanno una comune finalità per cui lottano. La tua storia mi ha trasmesso un forte senso di appartenenza e di fratellanza. È certamente scritta molto bene con dialoghi efficaci e ben condotti e con splendide descrizioni di quella natura che ti circonda. Il bagno nell’acqua ghiacciata è un pezzo di bravura.

  7. Ciao Arianna, molto piacevole questo episodio, facile identificarsi nelle tue parole, soprattutto quando scrivi “Ho accelerato il passo. Avvertivo l’urgenza di mettere tutto nero su bianco, come per trattenere quelle sensazioni prima che volassero via per sempre.”
    Peccato non andare avanti ad approfondire un tema importante che hai lanciato in questa serie.

  8. Cara Arianna, sento il dovere morale di esprimere un commento in quest’ultimo episodio: ma è anche un gran piacere.

    Concordo con l’opinione generale, unanime vedo: una scrittura semplice, lineare, che fa da impalcatura a un contenuto davvero intrigante. La tua ricchezza, spero non lo prenderai come un eccesso di confidenza, è interiore: ardi come una stella. Tra tutte scelgo Maia, tra le Pleiadi.

    Non ti ringrazierò mai abbastanza per avermi portato lassù. E, come forse ricordi, sono obbligato a tener fede al mio impegno (esistenziale) di restituire almeno una volta + frazione tutto ciò che ricevo. Ci provo, sperando di non somigliare troppo alla tua insegnante di astrofisica (o forse sì).

    Vorrei portarti sul lago Inari, un po’ più a nord. L’ho già incontrato nella mia vita e non credo proprio che lo dimenticherò. C’è un’isoletta in quel meraviglioso specchio d’acqua, si chiama Ukonkivi, piccola roccia dedicata al dio del cielo, Ukko. Magari ci sei già stata, o forse no. In questultimo caso ecco, ci penserei perché alcuni viaggi sono come certe parole, se vuoi certi messaggi che, per essere raccontati, esplicitati, descritti devono prima aver viaggiato dentro di noi.

    Brava, davvero un bel raccontarti.

  9. Esistiamo per un momento, un momento soltanto. Non avrei permesso a me stessa di lasciar passare quel momento, senza aver prima fatto sentire la mia voce.

    Questo è l’essenza di tutto. Brava.