Il mostro sotto il letto

Serie: Frammenti di una notte di gennaio


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Da piccoli abbiamo tutti paura del mostro sotto il letto. Da grandi, invece, di cosa abbiamo paura?

«…e vissero per sempre felici e contenti.»

L’uomo chiude il libro con uno scatto e si volta per lasciare un bacio sulla testa di sua figlia. «È ora di dormire zuccherino, domani c’è scuola.»

Si alza dal letto e si avvicina alla porta, quando una vocina lo ferma. «Papà?»

«Si, zuccherino?»

«Puoi…» La bambina di contorce le dita delle mani, le guance leggermente arrossate, cercando le parole giuste per la sua richiesta. «Puoi guardare sotto il letto?»

«Sotto il letto…?» L’uomo sembra un po’ confuso. «Oh, certo!» dice portandosi una mano alla testa. «Certo piccola.»

Si sdraia a terra, alza le coperte e guarda sotto il letto. «Tutto bene piccola, nessun mostro!» afferma sorridendo. «Ora dormi.»

«Papà…?» chiama nuovamente la bambina.

«Si…» il tono di voce leggermente spazientito.

«Smetterò mai di avere paura?»

«Di cosa, tesoro?»

«Del mostro sotto il letto.»

«Oh.» L’uomo si avvicina di nuovo al letto e si siede, stringendo la testolina della bambina sul suo petto. «Certo che smetterai di avere paura del mostro sotto il letto, tesoro.»

«E non avrò mai più paura?»

L’uomo tamburella con le dita sulla bocca. Era una domanda difficile a cui rispondere.

«Beh, piccola… Smettere di avere paura è impossibile. Ci saranno altre cose che ti faranno paura.»

«Tipo cosa?» chiede la bambina, con sguardo incuriosito.

«Tipo le tasse!»

Un attimo di silenzio. «Papà?»

«Si?»

«Cosa sono le tasse?»

«Una cosa molto, molto brutta bambina mia.»

«E quando smetterò di avere paura del mostro?»

«Quando crescerai e ti renderai conto che i mostri non sono sotto il letto, ma dentro di noi.»

«Dentro di noi? Vuoi dire che ce li mangiamo?»

Il papà scoppia a ridere. «No zuccherino, non ce li mangiamo i mostri. Siamo noi che li creiamo, non sentendoci abbastanza, non credendo di potercela fare. Da grandi si ha sempre paura di sbagliare, si ha questa necessità di correre e correre; per raggiungere cosa, poi? Abbiamo così tanto bisogno di dimostrare agli altri che ci dimentichiamo che le uniche persone a cui dobbiamo dimostrare siamo noi. E questo ci crea dei mostri dentro.»

La bambina aggrotta le sopracciglia. «Non credo di aver capito…»

«È troppo presto per capire, bambina mia, troppo presto. E, in tutta onestà, spero che tu capisca il più tardi possibile.» Si alza dal letto e le rimbocca le coperte. «Ora dormi, si è fatto davvero tardi. E domani la mamma se la prenderà con me quando farai i capricci per andare a scuola.»

«Buonanotte papà.»

«Notte piccola.»

L’uomo si avvia verso la porta ma, prima di uscire dalla stanza, si volta di nuovo verso la bambina ormai mezzo addormentata.

«Zuccherino?»

«Si, papà?» mugugna lei.

«Ieri, mentre eri a scuola, ho fatto una chiacchierata con il mostro sotto il tuo letto. Mi ha detto che era un po’ stanco. Sai, fare paura ai bambini è un lavoro stancante. Così è andato in vacanza. Mi ha detto di dirti che gli mancherai, ma che puoi dormire tranquilla perché non verrà più a farti paura.»

«Grazie papà.»

«Ora dormi» e spense la luce lasciando la stanza al buio.

Serie: Frammenti di una notte di gennaio


Avete messo Mi Piace6 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Il titolo mi ha ricordato la storia di “Nel buio della notte”, con Nicolas e Moo – il mostro – , ma questa é un’ altra storia, di Micol Fusca, meravigliosa scrittrice fantasy a cui dobbiamo tanto. Anche il tuo racconto mi piace, promette bene. So che ci stupirai sempre di piú, nei prossimi episodi della serie. La nostra passione per la scrittura, quando é forte, non é acquetta. Se il mio fiuto di lettrice non mi inganna – piú sviluppato della mia abilitâ di venditrice – ci riserverai grandi e piacevoli sorprese.

  2. “Sai, fare paura ai bambini è un lavoro stancante.”
    Fortissima questa frase!!! Nel mio caso, per non sapere nè leggere e nè scrivere ho messo le tasse che devo pagare sotto al letto 😂

    1. Ciao Francesco! Più che farle capire che il mostro sotto il letto esiste era un modo per rassicurare la bambina e farle dormire sonni tranquilli. E anche perchè, il mostro sotto il letto, in senso metaforico esiste; ognuno di noi ha qualcosa che non lo fa dormire in modo tranquillo e spensierato. Ma, a differenza della bambina, non abbiamo un papà che possa “parlare” con il mostro, ci tocca affrontarlo da noi

  3. “Ieri, mentre eri a scuola, ho fatto una chiacchierata con il mostro sotto il tuo letto. Mi ha detto che era un po’ stanco”
    Bellissima questa frase 😂
    Comunque sia, l’intero episodio è risultato piacevole alla lettura!! Complimenti Tatiana 👏😃