Il palazzo dei sogni.
Serie: Spettacoli di strada
- Episodio 1: Spettacoli di strada
- Episodio 2: Il palazzo dei sogni.
STAGIONE 1
<< Sarà questo il posto? >> chiese Michael, titubante, guardando il grande palazzo grigio dall’aspetto trascurato e decadente.
<< L’indirizzo è giusto>> rispose Fedra, perplessa anche lei, guardandosi intorno nella piazzetta sterrata dove erano appena arrivati, e in cui non si vedeva anima viva.
Si avvicinarono all’ingresso principale, con un grande portone di legno scuro, accanto al quale c’era un campanello con su scritto: “Associazione Shaimè”; suonarono.
La ragazza che aprì la porta avrà avuto 25 o 26 anni, capelli scuri raccolti in una coda composta, occhi verdi, scarpe da tennis ai piedi, jeans ed un’anonima maglietta in tinta unita.
Accennò un sorriso, facendo loro segno di entrare.
<<Mi chiamo Carla>> disse <<e sono la responsabile della selezione nuove risorse. Un nostro associato ha visto il vostro spettacolo e mi ha riferito che si tratta di qualcosa di molto particolare ed insolito. Mi ha anche mostrato un piccolo filmato che si è preso la libertà di girare durante la vostra esibizione; spero non sia un problema per voi >>.
Fedra e Michael mormorarono scoordinatamente: <<No, no, nessun problema >>.
Mentre parlava, Carla li guidava attraverso una serie di corridoi su cui si affacciavano diverse stanze, dal cui interno provenivano voci, musiche, suoni di TV accese.
Da alcune di queste stanze uscivano persone pulite e ben vestite, che nulla avevano da invidiare ad un abitante dei salotti della Palermo bene.
Carla proseguì lungo diversi corridoi, che si susseguivano quasi a formare un enorme labirinto.
Aveva un’aria decisa ed al tempo stesso quasi trafelata, come di chi si sforza di essere presente, ma con la mente corre altrove.
<< La comunità funziona così: offriamo alloggio ad artisti, senzatetto, lavoratori che non possono permettersi di pagare l’affitto o il mutuo per via del loro precariato. Chiunque abbia neccessità di un posto in cui vivere e di qualcosa da mettere sotto i denti è ben accetto, purchè non crei problemi agli altri associati. Se necessario ci occupiamo di trovare loro un lavoro, li aiutiamo con eventuali spese mediche, forniamo abiti e tutto il necessario ad una vita dignitosa. L’unica cosa che chiediamo in cambio è una minima percentuale sui loro guadagni a titolo di quota associativa, ed una collaborazione attiva nella comunità. A ciascuno è affidato un compito secondo le proprie capacità ed abilità: aiutare in cucina, in lavanderia, occuparsi di pulire alcuni ambienti comuni, dedicarsi dell’orto o a rifornire la dispensa. Siamo una comunità quasi autosufficiente, produciamo molti dei cibi e degli oggetti di cui necessitiamo e siamo contrari alle logiche del consumismo smodato >>.
Detto ciò, Carla spalancò davanti a loro una porta che conduceva ad un grande giardino, dove alcune persone stavano lavorando.
Nulla nell’aspetto esteriore del grande palazzo lasciava presumere che potesse essere tanto curato e splendido all’interno.
Il terreno di pertinenza della comunità era abbastanza grande da contenere diversi orti, atti a produrre tutto il necessario per quanti vi alloggiavano (circa un centinaio di persone complessivamente), oltre ad alberi d’ulivo, alberi da frutto di ogni genere, piante decorative, fiori che venivano usati per realizzare composizioni da vendere fuori dai principali cimiteri della città.
Dopo aver attraversato un porticato che costeggiava il lato destro del giardino, entrarono all’interno di una grandissima sala quasi vuota, in fondo alla quale si trovava un palco.
<< Questo è il nostro teatro>> disse. << Noi crediamo che coltivare l’arte, alimentare la bellezza sia fondamentale per vivere bene. Per questo incoraggiamo ogni iniziativa artistica da parte dei nostri associati. Questo palco è sempre a disposizione di chi abbia qualcosa di bello da mostrare, anche vostra se doveste decidere di associarvi. Questo dipende solo da voi >>.
Fedra cercò lo sguardo di Michael, ma lo trovò perso a scandagliare lo spazio circostante e riflettere su quanto finora avevano visto.
Carla si avvicinò ad una macchina del caffè che si trovava su un tavolo, in un angolo.
<< Lo prendete amaro o dolce? >> chiese loro.
<< Amaro>> rispose Michael.
<< Dolce >> disse Fedra.
<< Io credo che il vostro spettacolo abbia del potenziale. Quando ho visto con che macchinario rudimentale e quasi obsoleto siete riusciti ad allestire un’opera basata su ologrammi e giochi di luci, con una trama così complessa ed una simile cura per i dettagli, sono davvero rimasta colpita ed ammirata. Se accetterete di entrare a far parte della nostra associazione, metteremo a vostra disposizione gli strumenti di cui necessitate per continuare a dedicarvi alla vostra arte. Provate a pensare a come potreste migliorare lo spettacolo se solo aveste proiettori ad alta definizione, mixer di luci, effetti speciali, qualsiasi cosa possa servirvi. So che vi starete chiedendo perchè lo facciamo, ma guardatevi un po’ intorno: chiunque sia qui, riesce a vivere felicemente ed al tempo stesso alimenta e sostiene la nostra comunità. Tutti ne abbiamo un beneficio. Pensateci su, se volete, e fatemi sapere >>.
Poi prese il bicchierino di caffè e lo bevve in un sorso solo.
<< Ora devo proprio andare. Perdonatemi, ma c’è molto lavoro e nessuno è disposto a farlo al posto mio >> sorrise. << Se volete seguirmi, vi accompagno all’uscita >>.
Percorsero nuovamente a ritroso il giardino, i corridoi infiniti da cui erano passati in precedenza, le porte dal cui interno provenivano suoni di vita quotidiana, per ritrovarsi nell’ingresso scarsamente illuminato del grande palazzo, sul cui lato sinistro si trovava una piccola porticina con su scritto: “Vietato l’ingresso ai non addetti”.
Fedra e Michael salutarono Carla e la ringraziarono per la proposta; dissero che ci avrebbero riflettuto attentamente e che le avrebbero risposto al più presto.
Del resto, la loro unica l’alternativa era continuare a dormire in strada, accanto ai cassonetti, e proprio verso quella alternativa si diressero, dopo aver chiuso il pesante portone di legno alle loro spalle, con i caffè fumanti ancora tra le mani.
Serie: Spettacoli di strada
- Episodio 1: Spettacoli di strada
- Episodio 2: Il palazzo dei sogni.
Brava Giulia stai creando suspense. Sembra tutto troppo bello e quella porticina…Si vedrà! Aspettiamo il seguito!