Il Paradosso di Brandimarte

Brandimarte è lo pseudonimo di un misterioso personaggio che, come svariati studiosi del suo tempo, preferisce rimanere nell’ombra e tramandare i suoi studi ai posteri «affinché ne facciano buon uso dimenticandone l’autore».

A differenza dei suoi colleghi, ama definirsi lo “studioso dell’amore”. In molti non lo considerano neppure uno studioso, ma addirittura un ciarlatano. In particolare un suo acerrimo nemico, Araldo De Carolis, si accanisce spesso contro di lui e le sue teorie definite strampalate.

Ma il De Carolis, in gran segreto e all’insaputa di tutti, conserva una copia dell’ultima pubblicazione di Brandimarte: “Il Paradosso dell’Amore”.

Il misterioso studioso del nobile sentimento sostiene che tutto si muova intorno a una formula matematica.

«Ogni desiderio esaudito di colei che vorreste amare, aumenta di tre volte la possibilità di essere amati».

De Carolis che non ha mai ammesso pubblicamente di soffrire di solitudine, è incuriosito dalla prima parte della formula che si conclude con «ma un eccesso di desideri dichiarato riduce la probabilità di essere corrisposti».

«Quindi, se io esaudisco tre desideri di Lodovica, lei potrà amarmi nove volte tanto».

Lodovica Grizzaffi è una donna dalla bellezza straordinaria e sconvolgente di cui De Carolis è da sempre perdutamente innamorato. Si è spesso gettato a capofitto nello studio proprio per non pensare a lei.

«E se dichiarare di voler esaudire tre desideri fosse troppo? Brandimarte avrebbe ragione. Lodovica potrebbe negarsi. E io rimarrei imprigionato con tutte le mie pene d’amore».

Il dilemma è grande. De Carolis vorrebbe aprire il suo cuore, ma teme una reazione scomposta della donna. Poi, finalmente, si decide. Per non esporsi lascia, durante la notte, davanti casa della Grizzaffi un biglietto “siete la donna più bella che potessi incontrare in questa e nelle future vite. Sono vostro umile servo d’amore. Scrivete su questo biglietto tre desideri. Lasciatelo davanti alla porta. Saranno esauditi per la vostra felicità. Passerò domani notte a recuperarlo. Sempre Vostro…D.C.”.

La giornata successiva, per De Carolis, è fra le più tese della sua vita. Neanche gli studi più complessi lo hanno mai tenuto così sulla corda. Ma è deciso «una volta conosciuti i desideri li esaudirò e poi aprirò il cuore alla mia adorata Lodovica».

E’ notte fonda. De Carolis si avvicina di soppiatto all’abitazione della donna. Vede il biglietto davanti all’ingresso, lo recupera e si allontana per leggere con trepidazione la risposta, evitando di essere scoperto.

Apre il foglio.

“Cortese ammiratore. In troppi hanno esaudito i miei desideri. Proprio ieri Orfeo Di Nucci mi ha regalato degli splendidi fiori rari, Sabino Pacetti una brocca arricchita da pietre preziose provenienti dall’Oriente mentre Oddone Marucci mi ha dedicato una splendida serenata. Senza che avessi chiesto nulla. E potrei proseguire, ma non intendo tediarvi. Non ho, dunque, davvero più niente né da chiedere, né da dire”.

Il cuore di De Carolis inizia a battere sempre più forte. L’incubo tremendo si sta materializzando. Non avrebbe avuto la possibilità di dichiararsi. Il suo amore sarebbe rimasto confinato nelle segrete stanze del suo cuore.

La teoria di Brandimarte era dunque corretta. Ma De Carolis non aveva prestato attenzione al paradosso, insito e insidioso, nella seconda parte della formula stessa: che più persone potessero amare la stessa donna nello stesso momento, esaurendone i desideri, inconsapevoli gli uni degli altri.

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Discussioni

  1. “«Ogni desiderio esaudito di colei che vorreste amare, aumenta di tre volte la possibilità di essere amati».”
    De Carolis potrebbe tentare il tutto per tutto in un atto di coraggio. Dichiararsi senza, com’è desiderio di Lodovica, ossequiarla di nessun dono. Potrebbe avere successo, se la formula matematica funziona.

  2. Nel suo biglietto Lodovica fornisce a De Carolis un’indicazione preziosissima, quella di non avere desideri. Se Carolis sara’ capace di interpretare il biglietto non potra’ non vedervi formulato un desiderio molto chiaro.
    Cogliera’ De Carolis questa sottigliezza esaudendo dunque il desiderio della bella Lodovica di non esaudire nessun suo desiderio? Lodovica potrebbe amarlo, e la sua perspicacia potrebbe valere a De Carolis piu’ dell’esaurimento di un semplice desiderio formulato con chiarezza.

    1. Nyam Z., De Carolis è un fine studioso, ma forse (come tutti gli studiosi ben indottrinati) non abituato a cogliere le sfumature. Sembra che Brandimarte abbia lasciato ai posteri qualcosa, al tempo stesso, di astruso e semplice. Sherlock Holmes diceva “Una deduzione giusta ne suggerisce invariabilmente altre”

    1. Ciao M. Luisa. Intanto grazie. In qualche modo Brandimarte una risposta la fornisce, nella seconda parte della sua formula. Forse aumentando di quel tanto che basta il caos che governa i sentimenti? O cercando di fornire una soluzione a non rimanere vittime di tale caos? Credo che Brandimarte, con il suo paradosso, lasci al lettore ogni deduzione