
Il profumo
Serie: Ombre e sussurri dal passato
- Episodio 1: Ombre e sussurri dal passato
- Episodio 2: I sussurri della scuola
- Episodio 3: Il profumo
- Episodio 4: Elena o Ellen T
- Episodio 5: Quella vita
- Episodio 6: Panacea
- Episodio 7: Dissonanza cognitiva
- Episodio 8: Solo Finzione?
- Episodio 9: Luna piena
- Episodio 10: Una carezza con i calli sopra le mani
- Episodio 1: Confusione e liberazione
- Episodio 2: Forse era destino
- Episodio 3: Respira e lascia a me i dubbi
- Episodio 4: Solo l’inizio
- Episodio 5: L’amore forse non esiste, se esiste non dura per sempre
- Episodio 6: Il sipario
- Episodio 7: Artefice del destino
- Episodio 8: Finite incantatem
- Episodio 9: Primo giorno di scuola
- Episodio 10: Veemenza
- Episodio 1: Dolce paranoia
- Episodio 2: Bilancio
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Dopo aver firmato il libro di Rebecca, Niccolò alzò lo sguardo e vide la fila di persone in attesa. Ogni volto portava con sé un’espressione di felicità e ammirazione, questo oscurò di luce il buio dentro. Laura rimase al suo fianco, offrendo parole di incoraggiamento e occasionali commenti, insieme a sorrisi compiaciuti.
Ad Angela, grazie per aver letto il mio libro. Grazie di cuore Alessandra. Grazie per il tuo sostegno. Con tutto il cuore, Niccolò.
La penna stilografica scivolava sulle pagine lasciando un tratto di inchiostro nero. Niccolò firmava con gesti fluidi, ogni dedica un piccolo tributo di gratitudine ai suoi lettori. Mentre la fila si diradava, Niccolò si prese un momento per assaporare l’esperienza. Ogni dedica, ogni sorriso, ogni parola scambiata con i lettori aveva rafforzato il suo amore per la scrittura. La fila sembrava interminabile, eppure non erano tante persone come a Roma o Milano. Niccolò sentiva crescere dentro di sé un senso di realizzazione superiore, definitivo. Questa sensazione riusciva a trasmetterla a Laura che gli poggiò una mano sulla spalla e gli disse: «ma come sei bravo. É stato un successo.»
Niccolò annuì, firmando una copia. «Si, lo è stato e lo sarà ancora.»
La vita gli aveva insegnato che ogni momento di felicità intensa era seguito da una forma contraria che colpiva con altrettanta forza. Se la felicità raggiungeva un livello tre, qualcosa non tardava ad arrivare con un livello due o anche tre.
Un delicato profumo si insinuò nell’aria, un dolce aroma di cedro e mela verde che si diffuse, rimanendo sospeso come il tempo. Gli occhi dello scrittore scivolarono lungo la fila di persone, cercando l’origine del profumo. Ogni volto che incontrava era un estraneo, ma le sue narici percepivano l’odore senza sbagliarsi. Continuò a firmare con mano sicura una copia dopo l’altra del suo romanzo. I fan attendevano con pazienza il loro turno; stranamente, molte ragazze tenevano il libro stretto al petto. Tutti erano desiderosi di scambiare qualche parola con l’autore, che si prestava molto volentieri alle chiacchiere. La sua mente reagì a quel profumo. La bellezza dei ricordi si sfogliò nella sua mente come un album fotografico. Quei ricordi erano parte della sua storia, associati a momenti gioiosi e anche difficili. Il cuore iniziò a bussare forte alle porte della mente, gridando di fare attenzione. Nell’aria, l’odore sembrava svanito e lui respirò profondamente, come se fosse riemerso da una piscina piena di liquore. Un giovane si avvicinò, uno dei pochi. I suoi cupi occhi brillavano di ammirazione.
«Il suo libro mi ha aiutato in un momento difficile» disse con voce tremante. Niccolò gli sorrise, chiedendosi quale momento difficile, ma non l’avrebbe chiesto. Non si sarebbe immischiato nel dolore altrui, avendo da poco fatto pace con il suo. Scrisse: “Continua a trovare forza nelle parole. Con affetto, Niccolò.”
Tutti avevano qualcosa da condividere, e lui ascoltava con attenzione, rispondendo con quelle dediche personalizzate che trasmettevano il suo apprezzamento sincero.
Ancora una delicata nota di profumo. Un istinto primordiale di allerta lo pervase, si voltò di scatto verso Laura.
«Mi porteresti gentilmente un poco d’acqua?»
Dopo qualche secondo per ingoiare l’acqua, tornò a firmare, ogni fibra del suo essere era indecisa se tendersi come una corda di violino o non lasciarsi suggestionare da un profumo che avevano milioni di donne. Optò per la suggestione chiedendosi perché la mente aveva evocato dei ricordi sepolti e compianti? Continuò a firmare altre cinque copie, regalando sorrisi e parole gentili a ciascun lettore, più che altro a ciascuna lettrice.
“Per Elisa,” scrisse sorridendo, alludendo alla composizione, “con sincero affetto Niccolò.”
“A Chiara, grazie del sostegno.”
“Marta, la mia infinita gratitudine.”
“Per Sofia, grazie per essere qui oggi.”
“Ad Alessandra, a te grazie del consiglio, Niccolò Sartori.”
Ogni distrazione olfattiva fu cancellata da una giovane fan davanti a lui. Niccolò la guardò sorpreso dal suo entusiasmo e dalla sua determinazione.
«Ho ammirato Ellen T,» esordì la giovane come una esplosione piroclastica «fin dal primo capitolo. È forte, intelligente, così coraggiosa, è proprio tosta. Vorrei avere la sua determinazione e la sua forza d’animo.»
Niccolò la guardò attentamente, notando la sua giovane età e riflettendo sulle implicazioni del suo libro.
«Come tu saprai, Ellen T è un personaggio molto complesso. La ragazzina partita con buone intenzioni, ma che è stata trascinata in un mondo pericoloso.»
La giovane fan alzò un sopracciglio con interesse mentre teneva ancora la copia stretta al suo petto. «Si, ma io, l’ho capita fin dal primo momento. Anche se ha compiuto delle scelte sbagliate per Fil, ammiro il suo coraggio, si prende ciò che vuole con determinazione.»
«Vorrei farti presente… Anche se ha un coraggio indiscutibile, ricorda che le sue azioni hanno delle conseguenze molto serie. Il suo percorso non è esattamente quello che si vorrebbe per tutti. Ellen non è un modello da seguire» rispose Niccolò, seriamente pensieroso, senza distogliere il sorriso dal suo volto poi pensò: Non esiste nessun modello da seguire ragazzina.
«Ellen è la mia eroina imperfetta. Ha fatto cose terribili, non sono scema signor Sartori. Non la giustifico, ma la comprendo. Il coraggio e la sua determinazione sono straordinari.»
Il dialogo tra l’autore e la giovanissima fan, si gettava nel mare delle opinioni e prospettive all’interno della storia. Il che avrebbe portato la discussione su una scala più ampia e sulla soggettività della percezione morale. La ragazzina era l’esempio di come gli individui interpretavano e giudicavano le azioni degli altri. Aveva tirato fuori un argomento complesso e stimolante senza rendersene conto.
Niccolò la guardò per un momento, osservando i suoi occhi azzurri pieni di convinzione e i capelli castani che le ricadevano sulle spalle. Rifletté sulle sue parole.
«Capisco quello che vuoi dire. Forse è proprio questa imperfezione a renderla così affascinante. Ma non dimenticare mai che è un personaggio. Non emularla!»
Perché le persone volevano vedere oltre, cercando qualcosa che magari non c’era? Non accettavano che fosse solo un romanzo scritto senza grandi pretese, o forse c’era qualcosa di più, qualcosa di cui l’autore stesso non si rendeva conto. Nessuno sapeva che ciò che aveva scritto era realmente accaduto in buona parte, che quelle vicende facevano parte del suo passato. Forse era il momento di cambiare prospettiva sul suo lavoro e prepararsi ad accoglierne le nuove interpretazioni senza pensieri.
«Come ti chiami?» domandò, allungò la mano verso la copia da firmare.
«Mi chiamo Sara.» La ragazzina porse il libro, sorridendo timidamente.
“A te Sarà, grazie per questo punto di vista che non avevo. Sei migliore di Ellen T. Con affetto Niccolò Sartori” L’autore terminò la dedica e le restituì il libro, fissando di nuovo i suoi occhi spensierati.
La curiosità di leggerla di Sara era tanta, tutta via riprese ad abbracciare il libro. «Signor Sartori…»
«Ah, non chiamarmi signore, Sara. Mi fai sentire vintage…» Risero insieme per quella battuta così, così.
«Volevo chiederle una cosa?» domandò arricciando il naso e assumendo uno sguardo fortemente curioso.
«Se posso risponderti lo farò» Rispose Niccolò guardando negli occhi di Sara, che sembravano più grandi dietro le lenti degli occhiali.
«Qual è la sua scena preferita del romanzo?»
«La mia scena preferita?» Ci pensò e si creò un buco nero nella sua mente che lo risucchiò nel passato. «Mi dispiace, ma non ho idea di quale potrebbe essere.» Rispose Niccolò con un sorriso beffardo di chi la sapeva lunga. In quell’attimo un profumo di cedro e limone lo stuzzicò, il cervello, per un attimo parve non capire più nulla. In quell’istante, il tempo si cristallizzò, e il mondo intero si ridusse a un respiro sospeso tra il passato e il presente, come se l’universo stesso trattenesse il fiato. Un respiro dopo, sembrava tutto normale, stava parlando con la ragazzina, Sara.
«Non fa niente. Grazie comunque per la firma, signor Sartori. Sarò sempre una sua fan e soprattutto di Ellen T.»
«Aspetta, di Fil, cosa ne pensi?» domandò. A quella domanda aveva ricevuto tre diverse risposte che non aveva neppure memorizzato per quanto fossero banali.
La ragazzina guardò un attimo all’insù, come se nel soffitto potesse trovare una risposta. Forse. L’attimo dopo la intravide negli occhi dell’autore.
«Un adolescente turbolento, tormentato. Direi intrappolato in qualcosa. Fil trova la sua dimensione solo con Ellen. Insieme sono distruttivi e appassionati. Una tempesta.»
«Grazie Sara!»
Fil non era un dannato, ma un giovane che, pur giocando con i demoni, cercava disperatamente un modo per sfuggire al suo destino. Era tragico perché sapeva che le sue scelte erano sbagliate, ma sentiva di non avere alternative migliori. Quando Niccolò scriveva, cercava di togliere il più possibile di sé nel personaggio. Purtroppo, creandolo, gli aveva dato l’anima.
Avvertì qualcosa di inspiegabile e abbassò gli occhi. Teneva in mano la penna, immaginando che fosse una spada. Non si accorse subito del profumo distinto e inconfondibile che esplose improvvisamente nelle sue narici: Light Blue di Dolce & Gabbana. Il dolce aroma di cedro siciliano e mela lo avvolse, soffocandolo senza mai del tutto.
La sensazione era familiare, ma mente e cuore non sapevano come reagire a quell’evento innaturale. Alzò gli occhi e lì, davanti a lui, c’era Elena. Un’apparizione inattesa che lo lasciò senza fiato, come un cielo senza luna.
Serie: Ombre e sussurri dal passato
- Episodio 1: Ombre e sussurri dal passato
- Episodio 2: I sussurri della scuola
- Episodio 3: Il profumo
- Episodio 4: Elena o Ellen T
- Episodio 5: Quella vita
- Episodio 6: Panacea
- Episodio 7: Dissonanza cognitiva
- Episodio 8: Solo Finzione?
- Episodio 9: Luna piena
- Episodio 10: Una carezza con i calli sopra le mani
Molto bello lo scambio di battute con la ragazza: è come se, in qualche modo, Niccolò avesse chiesto a Sara quel giudizio che nessuno aveva mai osato dargli, quasi una richiesta disperata di aiuto per tornare coi piedi per terra dopo il successo.
Grazie. Molto gentile!
“La vita gli aveva insegnato che ogni momento di felicità intensa era seguito da una forma contraria che colpiva con altrettanta forza.”
Ho spesso anch’io questa sensazione e questo stesso timore, quando succede qualcosa di bello che regala momenti di felicitâ intensa. Mi chiedo perché debba succedere. Siamo noi che, inconsapevolmente, finiamo per guastare quelle situazioni meravigliose? Sono le persone che abbiamo intorno che ci condizionano e ci fanno ricadere nella negativitâ? O sono soltanto i meccanismi inevitabili dell’esistenza, che creano continui cambiamenti, con influssi diversi, come la continua alternanza tra luce e buio o lo splendore della superluna che possiamo vedere solo raramente?
Grazie per il bellissimo, intenso e introspettivo commento. Vuol dire tanto per me. Alle tue domande non so rispondere però, per esperienza, la felicità da sempre fastidio a qualcuno, magari intorno a noi.
Hai cristallizzato il tuo protagonista, come se fosse ‘bloccato’ in un non-tempo. Ossia, come se il tempo non scorresse. È lì, seduto, molte persone gli si presentano, molti odori evocano in lui emozioni e risvegliano ricordi. Il mondo gira e lui è semplicemente lì. Come se la vicenda si svolgesse nella sua testa. È davvero curiosa questa tecnica e, direi, molto interessante.
Grazie. Ma sempre brava a te che riesci ad entrare nella testa di chi scrive. Come fai? Dote innata? Bravura? Esperienza? Forse tutte queste cose.
Ciao Giuseppe, ci sono punti in questo episodio che mi sono piaciuti molto, l’effetto del profumo sul protagonista e il dialogo con Sara, che fa intravedere qualcosa di molto interessante. Penso che la forma nel complesso potrebbe essere un po’ migliorata, per rendere la lettura più fluida. In ogni caso, dei tre episodi pubblicati, questo è decisamente il mio preferito.
Ciao. Cosa proponi per renderlo più fluido?
Un lavoro di pulizia. Stephen King in “Autobiografia di un mestiere” (un libro molto bello e divertente in cui ho trovato vari spunti utili) consiglia di eliminare tutte le parole inutili. Dalla prima alla seconda stesura togliere il 10% superfluo, tutto quello che non aggiunge niente di più alla narrazione. Ovviamente, è solo uno spunto, raccogli più commenti possibili per capire cosa va bene e cosa puoi migliorare. Per quello che mi riguarda, la scorrevolezza è molto importante, il testo non si deve inceppare. Spero di esserti stata utile 🙂
In realtà hai creato una serie di dubbi (molto apprezzati) che mi fanno pensare di dover riscrivere tutto dall’inizio. Infatti stavo per pubblicare il quarto episodio e ci ho ripensato. Il realtà più leggo, più sento di dover aggiungere qualcosa. In breve quale punto dell’imposizione ritieni incasinato?
Non volevo crearti confusione, scusami. Ora lo rileggo un’altra volta e ti dico. Ma tu vai avanti per la tua strada, il mio è solo un punto di vista. Penso che sia bello, oltre a farsi i complimenti, andare oltre e offrire spunti.
Eccomi. Una frase che non mi è molto chiara è all’inizio, quando dici che la luce oscura il buio (mi sembra una contraddizione). La domanda “optò per la suggestione, ecc.” mi sembra un di più. Poi, qualche aggettivo qua e là, ma veramente nulla di clamoroso. Non volevo risultare troppo severa, scusami! Hai già fatto un ottimo lavoro e la storia sta prendendo una piega interessante. Vai avanti come avevi deciso, leggerò con estremo piacere il prossimo episodio e continuerò a seguirti. Buona scrittura!
Mi piace migliorarmi, sono qui anche per questo, quindi prenderò sul serio tutto quello che mi scrivi apprezzandolo. Per quando riguarda quel pezzo… Allora, mi sono scervellato per questa frase. “Oscurò di luce il buio dentro” è una frase metaforica che unisce due concetti apparentemente opposti, oscuro e luce. Dunque, la luce è rappresentata dall’ammirazione e dalla felicità delle persone in fila, cioè ha temporaneamente coperto il buio interiore di Niccolò, ovvero la sua tristezza, dolore. In altre parole, la gioia e l’affetto dei fan oscurano, il suo stato d’animo negativo, portandogli un po’ di sollievo. Questo è il senso che mi sono concesso… Molto personale.
Un significato molto bello. (non so perché non mi fa rispondere al tuo ultimo messaggio direttamente). Grazie per questo confronto 🙂
Grazie a te per i consigli!
Grande idea, la processione delle firme che sembra quasi possa bloccare la vita.