Il punto di partenza

Serie: VIA LATTEA


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Aurora e Aline sono in viaggio e dall'Italia raggiungono il Giappone.

Quel treno viaggiava veloce, forse troppo veloce per permettere ai suoi passeggeri di prendere coscienza di dove si stavano recando.

Aurora sussurrò all’orecchio di Aline: «Dimmi Aline: perché il Giappone?»

«Vedi Aurora, per molti motivi pratici e per un motivo importante. Parecchie frontiere non le possiamo attraversare con una copertura debole come la nostra. Se scoprissero qualche incongruenza nel nostro passato, ci arresterebbero. Altri territori sono off limits per due ragazze che viaggiano da sole. Il motivo importante ha a che fare con la nostra missione. Ho visto che hai iniziato a scrivere qualcosa.»

«Ho solo buttato giù qualche idea.»

«Ho visto e volevo parlarti di questo: sei sicura che richiedere l’invio di una delegazione da qualche pianeta del distretto sia una buona idea? Ascoltami: un ambasciatore per recarsi in visita, innanzitutto richiede un cessate il fuoco planetario. E già lì, la vedo difficile. Ma anche fosse, vorrebbe incontrarsi con i leader della Terra. Prova a pensarci un attimo, potrebbe venirne fuori qualcosa di positivo?»

«Forse no.»

«Attualmente le testate nucleari sono circa dodicimila. Negli anni Ottanta sono arrivate a settantamila, quindi sono state in gran parte dismesse. Ma ora, improvvisamente, ne servono delle altre. Un presidente ha appena dichiarato di avere ordinato la costruzione di altre testate. Se tu fossi un’ambasciatrice e lo incontrassi, cosa potresti mai dirgli, usando un vocabolario consono alla figura? Per non parlare, poi, degli altri leader.»

«Hai ragione. Quindi?»

«Anch’io spero con tutto il cuore che quello che è accaduto qui, due volte, non avverrà mai più nonostante le quotidiane minacce. Sto cercando una soluzione che non passi dai centri di potere. Se possiamo trovarla, è da qui che dobbiamo partire. Per questo, per prima cosa non andremo a Shibuya o al karaoke o a vedere le spade dei samurai, ma a Hiroshima.»

***

Quella sera, nessuna delle due aveva voglia di parlare. Non era stata una giornata facile. Il silenzio e il dolore le avevano travolte e lasciate esauste. Non appena entrarono in albergo, Aurora decise per un ottimo bagno caldo, sperando che l’avrebbe aiutata a riprendersi, mentre Aline, con lo stesso scopo, prese degli altri fumetti tra quelli che aveva comprato qualche giorno prima a Genova.

Aurora, immersa nel tepore dell’acqua, cercò di non pensare assolutamente a nulla.

Dopo mezz’ora, il suo primo pensiero fu Aline: «Chissà come sta, ora mi sento in colpa per averla trascinata con me in questa storia».

Stava uscendo dalla vasca, quando la sentì ridere di gusto.

«Cosa ti fa ridere così? Cosa stai leggendo?»

«Scusa, ma questo fumetto è bellissimo. Parla di un’aliena che si innamora di un terrestre: lui ne combina di tutti i colori e lei gli lancia le scosse elettriche.»

Aurora, alquanto contrariata: «Molto divertente. Uno spasso, direi. Fammi vedere ‘sta cosa».

«Questo fine settimana, c’è un importante evento di cosplay a Tokyo. Sai cos’è?»

Sfogliando il fumetto seduta sul divano, ancora avvolta nell’asciugamano: «Quelli che si vestono da personaggi dei fumetti, dei film e dei cartoni animati?»

«Senti, siamo qui e chissà se e quando ci torneremo. Io ho deciso di andarci. Vieni con me?»

«Ti accompagnerò volentieri. D’altronde, qui siamo a casa tua e sei tu la guida.»

«Io ci andrò in costume. Pensa che figurone faresti, vestita così.»

«In bikini?! Sei impazzita? Ma che idee ti vengono? No.»

«Peccato. Ti starebbe bene; comunque guarda che indossa anche altri vestiti, normali.»

«In tal caso, ne possiamo discutere. Io manco al mare mi metto in bikini.»

«Scusa, con il cappotto ci vai in spiaggia?»

«Scema.»

«Vai a vestirti, ché prendi freddo. Io intanto cerco qualcosa che possa andarti bene.»

Due minuti dopo: «Senti: se si vedono le ginocchia va bene, o è troppo osé?»

E lì volò un cuscino.

Continua...

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