Il re cristiano e la norrena – parte II

Serie: Il re cristiano e la norrena


Il re non parlò, ma i suoi occhi dovevano aver risposto comunque perché Hafdis sorrise. Un sorriso conturbante e terribile che penetrò dritto nella sua anima. Inspirò e si protese verso di lei, tirandola verso di sé e avvolgendola con un bacio di fuoco, che si propagò in tutto il suo corpo, come fiamme sotto la pelle. In un attimo lei fu sopra di lui, cingendolo con le proprie gambe e chinandosi su di lui in un intenso bacio.

Le mani del re scorrevano sulla sua schiena, accarezzandone ogni centimetro e gustandone il tatto della sua pelle. Le loro lingue si intrecciavano, rivelando la loro passione e l’impazienza, data dai mesi passati a guardarsi e a desiderarsi in silenzio.

Il re non era più giovane, ma conservava ancora il fisico del grande condottiero che era stato. Il suo volto era bello e non portava nessun segno della sua età, se non la maturità e la fierezza del suo sguardo.

Non c’era bisogno di dire che si sentisse ancora giovane con Hafdis, ma di sicuro si sentiva vivo.

Affondò le mani nella folta chioma di lei e spinse la sua testa ancora di più verso la sua, soffocando entrambi in quel bacio così disperato, facendogli desiderare di più. Afferrò i suoi capelli e le tirò la testa indietro, esponendo il suo collo e l’incavo delle sue spalle alla sua lingua vorace.

Quando arrivò al suo seno lei si lasciò sfuggire un lamento, quasi fosse insopportabile. Il re continuò e fu allora che un’ombra le attraversò gli occhi. Quasi come fosse furente, prese il re per il collo e lo spinse indietro, guardandolo negli occhi. Durò solo qualche istante, perché poi lo baciò con una rinnovata passione, violenta e imprevedibile. Si calò su di lui, rapidamente, senza neanche dargli il tempo di realizzare di trovarsi avvolto dalle sue carni. Un gesto che lo lasciò senza fiato. Hafdis non si curò di questo e prese a muoversi sopra di lui, con forza e passione, tenendosi alle spalle di lui, inarcando la schiena e portando indietro la testa. Il re si avvicinò a lei per assaporare nuovamente con la lingua la sua pelle, ma lei lo ributtò indietro, spingendolo contro la seduta e guardandolo negli occhi con aria di sfida.

Il re non sapeva cosa pensare. Nessuna donna gli era mai salita sopra in quel modo, ma nonostante si sentisse inebriato di piacere a causa delle sue movenze, il desiderio di possederla era più forte.

La sollevò con forza e la rigirò, ancora dentro di lei, in modo da ritrovarsi sopra. Le sue gambe lo strinsero ancora più forte, attirandolo a sé. Ma era arrivato il suo turno di comandare e si liberò dalla morsa, inginocchiandosi e tenendola per i fianchi. Lei si arrese al suo volere, portando indietro le braccia facendosi dominare, ma senza mai distogliere lo sguardo dai suoi occhi.

Fu proprio questo a farlo impazzire. Sentiva che era vicino e che se si fosse lasciato dominare dal suo corpo sarebbe venuto in quel momento, riversando fiumi del suo seme dentro di lei.

Ma il re non voleva che finisse così presto. L’aveva sognata in silenzio per mesi e voleva che il loro abbraccio durasse più tempo possibile. Si concentrò per riprendere il controllo e diminuì la velocità delle sue spinte, senza però diminuirne l’intensità. Lasciò che le sue mani vagassero sul corpo di lei, accarezzandole con forza le gambe e risalendo fino al suo ventre, attraversando la pelle tesa sulle sue costole e valicando le colline dei suoi seni. Si chinò in avanti per assaporare ancora quel frutto strepitoso, sentendo il corpo di lei dimenarsi per muoversi e il suo membro stretto in una morsa ancora più feroce. La sollevò su di sé e si lasciò cavalcare da quella stupenda valchiria, senza lasciarle i seni e continuando a tormentarli, leccando e succhiando, come se si volesse nutrire del suo piacere.

La guardava muoversi sopra di lui, con forza e passione. Fu rapito dalla sua espressione contratta nel godersi quel piacere: la testa in alto, gli occhi chiusi e la bocca appena aperta in un respiro sempre più affannato. Sentiva la sua vagina stringersi sempre di più attorno a lui, calda e pulsante, portando anche lui a conoscere quelle vette insieme.

Le mani di lei affondavano nella sua carne, sul suo petto e sulle sue braccia, graffiandolo e ferendolo. Quel piccolo dolore fu per il re ancora più eccitante e rispondeva con più vigore al corpo di lei premuto contro il suo.

Finalmente, Hafdis posò il suo sguardo nuovamente su di lui. In quel momento al re sembrò di poterle guardare dritto nell’anima. Si lasciò sfuggire un grido più forte di lei, profondo e sincero, mentre perdeva il controllo del suo corpo, pervaso da violenti spasmi. Di fronte a quella visione sublime nemmeno il re poté più trattenersi e si abbandonò al piacere insieme a lei, tremando e sospirando insieme.

Si abbandonarono, infine, sul pavimento di pietra, esausti e soddisfatti, l’una accanto all’altro, in silenzio.

In realtà conosceva già la risposta, ma voleva sentirlo dire da lui: “Da quanto tempo mi desideravi?”.

“Da molto più tempo di quanto un re dovrebbe ammettere”.

“In fondo non siete tutti così noiosi voi cristiani”. Hafdis si alzò e rientrò dentro la vasca. “Ora possiamo farci il bagno”.

Il re sorrise e andò a sedersi dentro l’acqua accanto a lei. Da quel momento i suoi giorni sarebbero stati più interessanti.

NOTA: Fanfiction basata sulla serie televisiva “Vikings”

FONTE IMMAGINE DI COPERTINA: https://www.nauticareport.it/dettnews/report/le_navi_dei_vikinghi-6-4977/

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Discussioni

  1. Anche io son giunto qua come fan di Vikings, e non ho potuto non immaginare la splendida sala da bagno romana di re Ecbert 🙂
    Mi piace come tratti il tema, ricco di dettagli senza però scadere nel volgare. Letteratura erotica ne ho sia letta che scritta (qua per ora ho pubblicato solo una serie, sto pensando se mettere anche gli altri racconti, forse un pelo troppo espliciti e meno “sentiti”), e posso dire per esperienza diretta che è facile scadere nel banale e nel gratuito, cosa che tu hai ben evitato.

    1. E’ un tema che sto esplorando da poco tempo come “scrittrice” e sono ancora in fase di sperimentazione. Anche io ne ho di più espliciti, ma non credo sia uno stile che mi si addica molto, preferisco concentrarmi sulle sensazioni piuttosto che sulle azioni 🙂

    2. Evidenziare le sensazioni e le motivazioni è ciò che distingue (a parer mio e semplificando molto) l’erotico dal pornografico. Che è comunque un genere con una sua dignità: vale anche lì la regola che bisogna saper scrivere. A tal genere però farei fatica a trovare una collocazione su Edizioni Open.
      Ho 3/4 racconti già pronti, tra cui il seguito di quello già pubblicato, ma sono più per il no che per il si.

  2. Bello, descrizioni palpabili e vivaci. Oltre ad adorare l’ambientazione (essendo anch’io un fan di Vikings non poteva essere altrimenti) ho apprezzato l’eleganza e il turbamento con cui hai affrontato il genere. La letteratura erotica si sviluppa quasi sempre attorno ad una parabola ben definita, ma con mille variazioni su tema, come un blues che fa sempre lo stesso giro di accordi eppure nessuna canzone è uguale all’altra. Questa storia mi è piaciuta, complimenti.