Il risveglio 

Serie: Uhniere


Quando mi svegliai mi sentii quasi in stato comatoso. Mi faceva malissimo tutto il corpo ma la testa sembrava vuota, leggera. 

Di fronte a me due ragazze avvenenti, vestite con solo due corpetti neri e rossi e un cappuccio viola sulla testa, in stile dark, mi fissavano con degli occhi rossi e argentei. 

Ebbi un sussulto.  

-Cosa desiderate da me? Dov’è Uhniere?-

Loro risero e si fissarono. Sembravano complici di un insano gioco terribile. Avevo sinceramente paura di morire o restare intrappolato per sempre in quel maledetto palazzo. Se fossi morto nel sonno non sarebbe stato meglio? La pozione non era veleno, era un intruglio che evidentemente mi era stato dato per dormire a lungo. 

Maledii il giorno in cui entrai in quel palazzo e il momento in cui la curiosità circa la voce della donna mi aveva messo nei guai. Maledii anche me stesso, desiderando la morte… 

Non potevo smettere di pensare ad Uhniere nonostante tutto. Si sa che l’uomo è sempre stolto e si lascia sopraffare dalle tentazioni perciò non riesce a desistere quando vede un corpo stupendo. 

Ma sapevo che era tutta una farsa, infatti di Uhniere non vi era più traccia da nessuna parte. 

Le ragazze, che mi sembrarono demoni malvagi e potenti, mi si fecero sempre più vicine e quando provai ad alzarmi dal letto mi resi conto solo allora di essere legato per i piedi e per le mani.

Ero in trappola molto più di quanto non lo fossi prima. 

-Lasciatemi andare!-

Gridai con quanto più fiato avevo in gola, cercai anche di slegarmi mordendo per quanto potevo le bende che mi stringevano fortissimo i polsi e le caviglie. 

Il dolore era fortissimo. Le due ragazze importunenti mi misero una benda sugli occhi e un panno in bocca e risero in modo diabolico.

Vidi che si stavano trasformando lentamente in Keiteris, forme rossastre piccole ma orrende e putrescenti. 

-Non potrai fuggire straniero- 

Risero come può fare solo un mostro orripilante ma quello nin era un film era la realtà  e io ero sul serio in pericolo. Il buio mi attanagliava e mi rendeva triste, depresso. Soffrivo di claustrofobia leggera ma essere sottoposto ad una simile tortura dell’animo e del corpo rendeva il tutto più grave. 

Non ricordavo quasi più la mia vita di prima. Tutto era incentrato sul presente ostile e deprimente, folle! Nemmeno in un libro di Lovecraft avevo letto di abomini simili! 

I demoni approfittarono del mio povero corpo, e solo in alcuni momenti mi resi conto che le loro voci in alcuni tratti diventavano un’unico coro straziante che assomigliava incredibilmente alla voce di Uhniere, la donna misteriosa e maligna. 

Povero me! Il buio era la mia unica luce… 

Le loro mani si diffondevano sul mio corpo come un virus che si prende tutto ciò che vuole, e le bocche volevano divorarmi. 

Poi sentii dei rumori e le loro voci si zittirono, pian piano. Come se stessi sfuggendo alla bocca dell’inferno grazie a Dio o grazie a qualche figura angelica. 

-Alzati straniero- 

Era di nuovo Uhniere, sola. 

Magicamente mi alzai e guardai i miei piedi e le mani. Mi toccai la bocca e il viso, gli occhi. Ero davvero libero o era tutta una finzione? 

-Cosa mi hai fatto?-

-Ti ho messo alla prova. Grande è la tua fede straniero- 

Continuavo a sentirmi soltanto uno stupido ladruncolo, ma stavolta avevo capito una cosa: l’aldilà esisteva davvero. 

Uhniere mi fissava con occhi strani. Era delusa forse? 

-Perche’ mi fissi in questo modo?- 

-Non mi fare domande straniero.- 

I brividi percorsero la mia schiena. 

All’improvviso entrò una donna stupenda, che disse di chiamarsi Hertierl, mi baciò  ed Uhniere mi disse che era lei la donna che si era unvaghita di me ed era stata lei a cantare quando ero arrivato al castello. 

-Non ci credo- 

Lo dissi convinto. Sapevo di non sbagliare. 

Hertierl rise sguaiatamente e continuò a baciarmi, stringendomi per la gola.

Uhniere rise, trasformandosi in due demoni distinti, che portavano con sé sulle loro schiene le fiamme del male. 

Svenni in un bacio di morte che mi portò via con sé.  

Quando mi svegliai ero solo ma di nuovo bendato e legato. 

Quell’incubo non avrebbe avuto più fine… 

Serie: Uhniere


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