
Il Ritorno
Serie: Il Prescelto
- Episodio 1: Il Regno
- Episodio 2: Altri stimoli
- Episodio 3: Un arduo addestramento
- Episodio 4: L’inizio del torneo
- Episodio 5: Nel vivo del torneo
- Episodio 6: Il potere nascosto
- Episodio 7: La fine del torneo
- Episodio 8: Un nuovo inizio
- Episodio 9: L’imminente arrivo del male
- Episodio 10: L’inizio del sentiero
- Episodio 1: Incontri avvincenti
- Episodio 2: Scontro tra amici
- Episodio 3: Un ricordo triste
- Episodio 4: Una conclusione inaspettata
- Episodio 5: Alla ricerca della Zahra
- Episodio 6: Il Regno di Zaria
- Episodio 7: Un nuovo alleato
- Episodio 8: Il Ritorno
- Episodio 9: Fantasmi del passato
- Episodio 10: Mancanza di energie
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Quella persona sconosciuta sogghignò “Ora te lo dirò ma non agitarti, non essere così impaziente, anzi te lo mostrerò” così delicatamente si tolse il cappuccio. “Cosa? allora hai capelli appuntiti e neri, un’aria apparentemente innocua e buffa, gli occhi rotondi e chiari, il naso greco e le labbra sottili, aspetta ma sei Zack?” chiese alzando le sopracciglia e con un espressione stupita. “Esatto!l’unico ed inimitabile, proprio io in carne e ossa, ti sono mancato vero Oliver? ah scusi le sono mancato”. “Non ti ho riconosciuto subito senza quello stupido elmo, e anche armatura aggiungerei, comunque non preoccuparti per le formalità, ricordo che noi due abbiamo ancora dei conti in sospeso per quanto riguarda ciò che è accaduto nel torneo, ma sei arrivato in nostro soccorso oggi, proprio al momento opportuno, quindi… ti ringrazio ragazzo”. “Non lo dire nemmeno Oli”. “Ecco ora stai esagerando” con una vena sulla fronte di Oliver ben visibile. “Immaginavo… comunque torniamo seri, come sta, lo vedo mal ridotto, che gli è successo”. “È opera di quella creatura, lo ha attaccato con il suo pungiglione che ha sortito effetti velenosi, e ora sembra essere in grave pericolo, e non posso permettere che gli succeda qualcosa… non a lui” disse Oliver scaraventando con tutta la sua forza un pugno sul terreno. “È forte, tu meglio di chiunque dovresti saperlo, se è vero quanto sostieni, allora non sarà di certo questo a fermarlo, quindi diamogli solo tempo”. “Si…forse hai ragione”. “Non vorrei interrompere questa riconciliazione inaspettata, ma dobbiamo decidere come agire, restiamo qui per sperare e aspettare che Ventus e Hexus si riprendano, oppure andiamo a cercare lo scrigno e a loro li portiamo in spalla?”.”Non saprei, anche perché è vero che la forza interiore di Ventus potrebbe salvarlo, ma Hexus… non so quante probabilità abbia di sopravvivere”. “Credimi Oliver, si riprenderà, lo so per certo, quindi io direi di aspettare, e poi se anche volessimo andarcene, come facciamo?”. “In effetti hai ragione, ma non possiamo neanche restare qui, potremmo avanzare fino a quando troveremo lo scrigno, anche perché non dovremmo essere così lontani, a quel punto allora potremmo davvero abbandonare questo luogo”. Nel frattempo Zack non riusciva a seguire quella conversazione, era così carico di continuare quell’avventura, che per lui era appena iniziata, che non stava fermo un attimo, così iniziò a perlustrare tutta quella zona a forma di cerchio, alla ricerca di un passaggio segreto. Tornò anche sul punto preciso in cui aveva abbattuto quella creatura ambigua e notò che vi era una piccola chiave dorata che raccolse. Vi era un piccolo simbolo di un verde luminescente inciso sulla base della chiave, che appariva come l’unione tra le lettere z ed h, che improvvisamente si illuminò ed emetteva un suono lieve. “Cos succede?”. “Non lo so Oliver, ho trovato questa chiave tra i resti di quell’essere, non so a cosa possa servire”. “Non mi importa, tanto non ci sarà utile, cerca solo di fermare quel suono, mi infastidisce”. “Se solo sapessi come…” Zack osservava quell’oggetto con fare investigativo, ma era anche nervoso perché pur riflettendoci non riusciva a capire come funzionasse, infatti a differenza di Oliver lui era convinto che avesse la sua utilità, pensò che non poteva essere lì per una semplice casualità. “Dai vieni, fammi vedere” disse Zeratrus cercando di rendersi partecipe. Ma nell’istante in cui il giovane si allontanò dalla posizione in cui era il suono si dissolse nel nulla…era sparito completamente. “Ah, grazie Zack, non ne potevo più di quel suono”. “Ma io non ho fatto niente…”. “Aspetta un attimo, ritorna nel punto esatto in cui eri” consigliò Zeratrus toccandosi la folta barba. Così fece il giovane, ed il suono riapparve. “Ma come… aspettate penso di aver compreso, ora continuo ad avanzare”. Procedendo in quella direzione, proiettata verso una parete rocciosa, il suono si fece man mano più assordante, nel mentre Oliver si copriva i timpani. “Vedo una forma simile ad una serratura incisa su una parete”. “Prova ad inserire la chiave” consigliò Zeratrus. “Fa di tutto pur di far smettere questo suono” gridò Oliver. “Ma è solo la forma, non ci può essere una serratura all’interno di una parete rocciosa, comunque provare non costa nulla”. Così Zack la estrasse dalla tasca del suo capotto in cui l’aveva precedentemente riposta e la inserì in quella forma di serratura, ma si bloccò, la chiave non andava oltre, come se si trattasse davvero solo di una parete. “Ecco lo sapevo. “No, non è possibile, altrimenti perché quel suono?” disse Zeratrus grattandosi il capo e camminando avanti e indietro con un espressione confusa. “Premettiamo che questa sciocchezza di cui parli fosse vera, se io dovessi immedesimarmi in questa tua ottica ti direi che probabilmente può riuscirci solo il prescelto” disse Oliver continuando a gridare come se non ne potesse fare a meno. “Giusta osservazione, ma come facciamo con Ventus in quelle condizioni?”. “Solleviamolo e facciamo in modo che sembri che la serratura la apra lui”. “Potremmo provarci”. Così Zack si precipitò ad aiutare Oliver a tirare su Ventus e con estrema calma lo fecero avvicinare alla strana parete, cercando di fargli tenere la chiave in modo corretto per inserirla nella serratura. Riuscirono a porgliela delicatamente e in modo corretto tra il pollice e l’indice e pian piano dirigevano la sua mano verso la serratura, appena la chiave toccò quella serratura qualcosa si smosse, l’enorme parete di roccia davanti a loro stava scomparendo, come fosse una porta scorrevole, ed eccolo lì in tutta la sua bellezza, lo scrigno che conteneva una delle leggendarie pietre, la Zahra. Era fatto d’argento, era di media grandezza, spiccavano i lati contornati da granelli d’oro e poi al centro vi era la serratura, con una forma e un colore uguale allo strano simbolo inciso sulla chiave, Zack fu molto intuitivo e perspicace, perché comprese che per aprirlo occorreva proiettare quel simbolo con quello presente sullo scrigno che faceva da serratura. Così facendo, si sentì un rumore metallico deciso, lo scrigno si aprì automaticamente, da esso fuoriuscì una sorta di vapore, non ci riusciva ad intravedere nulla, ma poi dopo qualche secondo si dissolse. “Alla fine è questa una delle antiche pietre”. “Già è proprio la Zahra in tutto il suo splendore, una pietra verde, di forma esagonale e lucentissima, tanto che tramite essa é possibile riflettere la propria immagine”. “È incredibile, chissà come saranno le altre, peccato che Ventus non possa vederla”. “Aspetta un attimo, dammi la pietra”. Così Zack gliela porse, ma una volta che la raccolse dallo scrigno incominciò a tremare e maldestramente la fece cadere. “Oh, no che ho fatto!”. Oliver sogghigna “Tranquillo non è così facile distruggere le tre pietre, sono praticamente indistruttibili, realizzate dal materiale più resistente che esista in tutto l’universo, il lonsdaelite”. Quest’ultimo la raccolse e fece notare a Zack che non aveva riscontrato neanche un graffio, non riportò alcun danno, e ciò suscitò l’ammirazione del giovane. Dopodiché aprì docilmente la mano di Ventus e gliela porse, accade qualcosa di ambiguo, era come se la pietra lo stesse purificando da quel veleno, le sue vene incominciarono a pulsare, e il giovane incominciò ad emettere dei piccoli gemiti e a sudare. “Cosa sta accadendo?”. “Non preoccupatevi, basterà aspettare qualche secondo”. Più passavano i secondi e più aumentava il volume dei gemiti di Ventus. Addirittura quest’ultimo iniziò a lacrimare e le sue vene pulsavano in modo sempre più forte, ma tutto, d’un tratto si arrestò. I suoi occhi si aprirono lentamente, non riusciva ad alzarsi, neanche a parlare, era completamente confuso, non era cosciente, e sicuramente la presenza di una pietra che non aveva mai visto nella sua mano non aiutava, la sua vista era annebbiata, ma non abbastanza da non fargli notare quel dettaglio. “Ogni pietra ha una sua peculiarità, la Zahra può assorbire il dolore di chi la tocca, ma solo il prescelto può azionare gli effetti speciali delle tre antiche pietre, quindi questa è l’ennesima prova che Ventus è colui destinato a salvare questo regno caduto in disgrazia, ma a me piace credere che il suo destino non sia così limitato, sono convinto che sia colui destinato a salvare il mondo intero!” rivelò Oliver agli altri che rimasero stupiti e preoccupati da ciò a cui avevano assistito. Ogni componente di quel viaggio aveva con sé un borsone, era grande, alto, di colore beige, tutti lo avevano uguale, perché fornitogli da Oliver, contenente tutto ciò che gli sarebbe stato utile per intraprendere quell’arduo cammino, così Zeratrus scavò nel grosso borsone di Ventus “Trovato! Ecco tieni, ti sentirai meglio” disse porgendo al giovane una grossa borraccia d’acqua tiepida. Quest’ultimo frastornato la accettò e bevve qualche sorso “Grazie… ora va… un po’ meglio”. “Ne ero sicuro” tutti si riunirono attorno al giovane manifestandogli gran calore. “Purtroppo per il momento non possiamo aiutare anche Hexus, ma non c’è problema, perché nella prossima tappa si situa uno strano lago contenente un’acqua azzurra con poteri curativi” disse Oliver con un sorriso in volto, alimentando la speranza in Zeratrus.
Serie: Il Prescelto
- Episodio 1: Incontri avvincenti
- Episodio 2: Scontro tra amici
- Episodio 3: Un ricordo triste
- Episodio 4: Una conclusione inaspettata
- Episodio 5: Alla ricerca della Zahra
- Episodio 6: Il Regno di Zaria
- Episodio 7: Un nuovo alleato
- Episodio 8: Il Ritorno
- Episodio 9: Fantasmi del passato
- Episodio 10: Mancanza di energie
Mi piace che le pietre abbiano delle proprietà uniche, quella curativa ha fatto la differenza in questa situazione. Il cammino dell’eroe prosegue, ora con un alleato (ma lo sarà davvero?) in più.