Il sesto tocco

Serie: L'Ultimo Desiderio


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Every parte con un gruppo scelto di Cavalieri per raggiungere i confini del regno, allo scopo di verificare a chi appartenga un giacimento d’oro.

Ladena lo svegliò poco dopo il quinto tocco. Leia scrutò il volto della donna alla ricerca di eventuali tracce di malumore, ma non ne trovò. La domestica, che doveva avere più o meno l’età di Lady AnaMera, gli sorrise con gentilezza, invitandolo a seguirla. Non fece parola riguardo al luogo in cui lo aveva trovato.

Ladena lo informò che i domestici si recavano a consumare i pasti un tocco prima del primo principe e di Lady AnaMera. Leia trovò quell’abitudine generosa; consentire alla servitù di svolgere il proprio compito senza dover sopportare i morsi della fame dimostrava la cura che i due nobili riservavano a chi era loro accanto.

La domestica lo condusse al piano inferiore, spiegandogli ad ogni passo l’uso dei locali che incontravano lungo il corridoio. Unendo le nuove informazioni a quelle ricevute da Roter, Leia riuscì a tracciare una mappa mentale del piano in modo accurato.

Dopo aver recuperato la tunica dalla sarta, Leia seguì Ladena fino alla cucina privata: un ambiente grande, caldo, che conservava gli aromi delle pietanze preparate. Conobbe Isa, la cuoca personale del primo principe. Ladena gli indicò la grande tavola al centro della stanza: era già stata apparecchiata con cura, per otto persone. Leia notò che le stoviglie erano di buona qualità, anche se più pratiche rispetto a quelle che aveva utilizzato durante il pasto condiviso con Lady AnaMera. Robusta ceramica bianca per i piatti, vetro spesso per i bicchieri, posate in metallo chiaro.

Battuto il sesto tocco, iniziarono ad arrivare i commensali. Leia salutò ognuno con un leggero inchino del capo, non sapendo bene come comportarsi in quel frangente: la servitù privata del primo principe non era composta da nobili, ma rispetto a quella che viveva nei piani bassi aveva tutt’altra postura e tutt’altro portamento.

Le due cameriere che si occupavano delle pulizie dell’ala privata gli sedettero accanto, una da un lato e una dall’altro; si somigliavano in modo evidente, tanto che gli parve naturale pensare che fossero sorelle. Le loro voci erano leggere come cinguettii: non lo tormentarono con inutili chiacchiere, ma si dimostrarono attente nel metterlo a proprio agio. Di fronte a lui sedeva il figlio di Isa, un giovane paggio che dimostrava un paio d’anni più di lui. Rimase a studiarlo in silenzio, ma il suo sguardo comunicava semplice curiosità. Gli ultimi due posti erano occupati dai Fidelis che avevano appena smontato dal turno di guardia alle porte degli appartamenti del primo principe.

Durante il pasto, Leia studiò questi ultimi cercando di non farsi notare. Erano una donna e un uomo di giovane età, non più di trent’anni, che indossavano i propri muscoli al pari di una corazza: prima di sedere a tavola avevano tolto il pettorale e le protezioni per le braccia, rimanendo con una tunica di tessuto pesante addosso. Benedisse la grata che il giorno prima gli aveva permesso di raggiungere lo Scrigno. Se lo avessero scoperto a vagare per i corridoi dell’ala, lo avrebbero cacciato all’istante.

Venne servito un piatto unico, consumato con calma alla luce delle lampade alimentate dalle pietre magiche. Lo stufato, accompagnato da patate e pane appena sfornato, non aveva nulla da invidiare a quello del pasto di metà giorno. Era caldo, abbondante, ricco di sapore: l’anima di Leia ne fu saziata quanto la pancia. Considerò la praticità di quella messa in tavola: una sola portata evitava il continuo andirivieni dal piano di cottura e lasciava a tutti il tempo di mangiare senza fretta.

Una volta terminato il pasto, Ladena lo prese da parte per informarlo che poteva disporre del suo tempo liberamente, fino allo scoccare del nono tocco. Lo invitò a gironzolare per l’ala, per prendere dimestichezza con il luogo; aggiunse, perentoria, l’ordine di non varcare le porte che lo avrebbero condotto in altre parti del Palazzo. Leia annuì, grato. Avere il divieto di andarsene lo rassicurò, mettendo a tacere il timore che aveva provato al cospetto di Lady AnaMera.

Le due cameriere seguirono la domestica più anziana e lo salutarono con un cenno allegro della mano. Isa iniziò a sparecchiare e Leia si affrettò ad aiutarla. La donna accettò con un sorriso che espresse la sua gratitudine, lasciando che portasse le stoviglie sporche fino alla vasca del lavabo. Non gli concesse altro, dandogli una spinta scherzosa con il fianco non appena lo vide arrotolarsi le maniche della tunica per iniziare a lavare i piatti. Lo cacciò come avrebbe fatto con un bimbo di pochi anni, indicandogli la porta.

Imbarazzato, Leia rimase in piedi per parecchi istanti senza sapere cosa fare. Con la coda dell’occhio vide il paggio avvicinarsi da dietro. Quando il ragazzino si chinò per sussurrargli all’orecchio, dovette attingere a tutta la propria forza per non lasciar trapelare il panico che gli aveva stretto la gola.

«Sai giocare a battipalla

Continua...

Serie: L'Ultimo Desiderio


Avete messo Mi Piace6 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Leggendo non ho potuto fare a meno di pensare a una caratteristica curiosa della tua scrittura: è immersiva e accogliente proprio come le scene che racconta, come un tranquillo pasto in un nuovo ristorante guidato da qualcuno di generoso e di cui ti fidi.

    1. Ne ho messi diversi attorno a Every, ma ora che mi ci fai pensare ho salvaguardato Leia. I traumi sofferti nella sua prima vita, causati dal secondo principe, continueranno a lavorare anche in questa facendo di Ronal il suo terrore più grande. Un terrore che Leia non potrà cacciare con una spada, presente unicamente nella sua mente.

  2. Mi piace molto il modo in cui fai sentire Leia ancora in bilico, anche dentro una scena così semplice e quotidiana. È circondato da gesti gentili, cibo caldo, voci leggere, eppure resta sempre pronto a difendersi, quasi incapace di concedersi davvero alla normalità.
    Proprio per questo l’ultima domanda funziona benissimo e sembra chiedere una cosa da niente, ma arriva come una piccola porta che si apre. E forse, per Leia, imparare a stare con gli altri sarà difficile quanto imparare a fidarsi.
    Bellissimo questo capitolo♥

    1. In questo punto della storia Leia ha sempre l’impressione di camminare sulle uova: ha paura di romperle. La forma mentis che ha acquisito nei suoi quarant’anni è in grado di suggerirgli come sopravvivere alla violenza e alla strada, non come vivere in una comunità. Per lui sarà difficile, ma potrà contare su parecchie mani tese.

  3. “senza dover sopportare i morsi della fame dimostrava la cura che i due nobili riservavano a chi era loro accanto”
    enorme contrasto ripsetto all’usanza di usare i bambini come giocattoli sessuali, da un lato l’orrore dall’altro il rispetto dovuto alle persone

    1. Le convenzioni sociali cambiano da popolo a popolo: in questo romanzo, devono essere messe a posto diverse cosucce per rendere la società realmente “umana”. Servono leggi alla base (e qui abbiamo, guarda caso, un futuro re 😉), ma soprattutto cambiare la visione ereditata.