
Il silenzio del custode
Serie: Il silenzio del custode
- Episodio 1: L’incontro dell’ispettrice con il custode
- Episodio 2: Il silenzio del custode
- Episodio 3: Il mistero della scultura
- Episodio 4: Solo l’ombra conosce la verità
- Episodio 5: La maledizione dell’Ombra
- Episodio 6: La fine dell’Ombra
STAGIONE 1
La villa si stagliava imponente contro il cielo plumbeo, circondata dalle montagne silenziose. Il vento freddo della sera soffiava tra gli alberi, facendo scricchiolare i rami come se volessero sussurrare antichi segreti. L’Hotel Villa Grigia era noto per la sua bellezza senza tempo, ma anche per l’aura di mistero che sembrava avvolgerlo da sempre. Non era raro che gli ospiti si sentissero inquieti, come se la storia di quel luogo respirasse ancora tra le mura.
L’ispettore Marta Rossi fissava l’edificio mentre il crepuscolo si faceva più fitto, avvolgendo ogni cosa in un manto di ombre. Era stata chiamata d’urgenza quella mattina. Un ospite dell’hotel, Lorenzo De Santis, un collezionista d’arte milanese, era stato trovato morto nella sua stanza. Apparentemente, una morte naturale: infarto, aveva detto il medico di turno. Ma c’era qualcosa che non quadrava e Marta lo aveva avvertito fin dal primo sguardo. Forse era l’espressione sul volto di De Santis, un misto di sorpresa e paura, o forse la strana sensazione che le trasmetteva quel luogo.
Carlo, il custode della villa, l’aveva accolta all’ingresso senza dire una parola, con lo sguardo basso e le mani grandi strette dietro la schiena. Era un uomo anziano, forse sui settant’anni, con una postura curva e movimenti lenti, quasi meccanici. Si diceva che lavorasse lì da sempre, che conoscesse ogni segreto di quelle mura, e che nessuno potesse muoversi nella villa senza che lui lo sapesse.
“È sempre così taciturno?” aveva chiesto Marta al direttore dell’hotel, mentre salivano le scale che portavano al piano delle camere. Il direttore, un uomo elegante e composto, le aveva lanciato un’occhiata rapida, quasi imbarazzata.
“Carlo è… particolare” aveva risposto dopo una pausa. “Ma conosce ogni angolo di questo posto. Non si può gestire una villa come questa senza di lui.”
Arrivati al piano superiore, Marta si era fermata davanti alla porta della camera di De Santis. La polizia aveva già messo i sigilli, ma non c’era segno di effrazione. Marta si chinò per esaminare la serratura. Nessun segno di scasso. Tutto era al suo posto, tranne l’uomo morto all’interno.
Spingendo la porta, si trovò di fronte a una scena ordinata. La stanza era grande, arredata con mobili antichi e opere d’arte appese alle pareti. Sul letto, De Santis giaceva disteso come se si fosse addormentato. Ma il suo viso raccontava un’altra storia. Le labbra erano sottili e serrate, e gli occhi, anche se chiusi, sembravano trattenere una paura che Marta non poteva ignorare.
“Questa è solo la prima parte” pensò, sentendo crescere in lei il bisogno di scavare più a fondo. Si avvicinò al letto e notò un dettaglio che le era sfuggito: accanto alla mano destra di De Santis, un piccolo biglietto di carta, piegato a metà. Marta lo raccolse con cura. C’era una sola parola scritta a mano: **”Ombra”**.
Serie: Il silenzio del custode
- Episodio 1: L’incontro dell’ispettrice con il custode
- Episodio 2: Il silenzio del custode
- Episodio 3: Il mistero della scultura
- Episodio 4: Solo l’ombra conosce la verità
- Episodio 5: La maledizione dell’Ombra
- Episodio 6: La fine dell’Ombra
L’atmosfera è avvolgente.
Credo ci sia un problema nella visualizzazione dell’ordine degli episodi, in quanto questo è mostrato come terzo.
Comunque, a parte questo disguido tecnico della piattaforma, ho trovato questo inizio molto promettente e scritto in maniera da catturare l’attenzione del lettore.
Il mistero dietro la morte dell’uomo coinvolge e spinge a volerne sapere di più.
Mi sono chiesto anche io se ci sarà un seguito. In caso contrario, rimane la qualità della scrittura e un finale sospeso che non guasta mai.
Sì, Giancarlo, ci sarà un seguito!
Mi piace lo stile della tua scrittura che riesce a creare delle suggestioni immediate. I particolari rendono piú credibile l’ambientazione della storia. Il fatto che indaghi un’ispettrice e non un ispettore, mi attira. Spero ci sia un seguito, perché l’indizio nel finale non l’ho capito.
Grazie! Sì, Maria Luisa, fa parte di una serie.
Bene. Mi fa piacere; credo che saremo in tanti a leggere gli episodi di questa serie. A presto.
Grazie mille!
Un racconto ben scritto e particolareggiato, con un ritmo incalzante. In poche parole sai darci le giuste indicazioni sui personaggi e l’ambientazione che stuzzicano la fantasia. Immagino sia una serie
Grazie per le osservazioni, Cristiana. Ci sarà un seguito!