
Il sipario
Serie: Ombre e sussurri dal passato
- Episodio 1: Ombre e sussurri dal passato
- Episodio 2: I sussurri della scuola
- Episodio 3: Il profumo
- Episodio 4: Elena o Ellen T
- Episodio 5: Quella vita
- Episodio 6: Panacea
- Episodio 7: Dissonanza cognitiva
- Episodio 8: Solo Finzione?
- Episodio 9: Luna piena
- Episodio 10: Una carezza con i calli sopra le mani
- Episodio 1: Confusione e liberazione
- Episodio 2: Forse era destino
- Episodio 3: Respira e lascia a me i dubbi
- Episodio 4: Solo l’inizio
- Episodio 5: L’amore forse non esiste, se esiste non dura per sempre
- Episodio 6: Il sipario
- Episodio 7: Artefice del destino
- Episodio 8: Finite incantatem
- Episodio 9: Primo giorno di scuola
- Episodio 10: Veemenza
- Episodio 1: Dolce paranoia
- Episodio 2: Bilancio
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Niccolò e Laura erano vestiti con sobria eleganza. Lui indossava un completo blu non formale, abbinato a una camicia azzurra che contrastava i suoi occhi scuri. Lei sfoggiava un tubino nero che accarezzava le dolci curve del suo corpo, esaltando la figura slanciata e facendola sembrare più giovane dei suoi cinquant’anni. La sensualità di Laura e il buon gusto erano ineguagliabili, attirando sguardi ovunque andasse. Erano pronti per andare a cena fuori dall’albergo, in un rinomato ristorante della città.
Lasciarono la suite lussuosa, il corridoio silenzioso, illuminato da luci soffuse, attraversarono il parcheggio fino alla Maserati Ghibli nera. Niccolò, con un gesto galante, aprì la portiera per Laura, che si accomodò con grazia sui sedili in pelle rossa. Poi si sedette al posto del guidatore, accendendo l’auto con un ruggito sommesso del motore a gasolio. Le luci gialle del parcheggio vennero sostituite dalla gradazione azzurra e intensa dei fari della macchina, che tagliavano la penombra circostante.
Usciti dal parcheggio, Niccolò guardò intensamente Laura negli occhi, il suo sguardo carico di complicità e desiderio. Con un sorriso malizioso, affondò deciso il piede sul gas, approfittando del lungo rettilineo che si snodava davanti a loro. La potenza del motore fece vibrare l’auto, e i due vennero schiacciati contro i lussuosi sedili mentre l’auto accelerava rapidamente. La città si avvicinava, illuminata dalle luci dei lampioni e delle insegne.
La sensazione che la vita scorresse troppo veloce lo tormentava, tanto che lo scrittore, per un istante, pensò che, per giustificare li suoi averi, aveva dovuto scrivere un libro. Ma le probabilità di successo con un’opera letteraria erano irrisorie, quasi inesistenti. Ci aveva provato già due volte, cimentandosi in tutt’altro genere. Ora, mentre accarezzava il successo con il suo ultimo romanzo, un senso di rabbia gli sussurrava cattiverie all’orecchio. L’ironia della sorte volle che i due libri pubblicati senza clamore iniziassero a vendere ininterrottamente proprio qualche mese dopo l’uscita del suo nuovo lavoro.
Non erano, però, queste le ansie, le incertezze e le frustrazioni di uno scrittore in lotta per ottenere e mantenere il successo in un settore così imprevedibile. La scrittura era solo una parte della sua vita: il rifugio segreto, la facciata onesta. Eppure, non poteva fare a meno di guardarsi alle spalle, consapevole che ogni pagina scritta celava un rischio.
Dopo l’incontro con Elena, quella sottile linea tra realtà e finzione sembrava essersi dissolta. Scrivendo, non si era reso conto di quanto profondamente stesse fondendo le due dimensioni. Lentamente, grazie a quel poco tempo con Elena, comprendeva la distinzione, ma il resto del mondo no. Solo finzione.
Niccolò strinse forte il volante, diventando un tutt’uno con la macchina. Dedicò il massimo della concentrazione alla guida. La potenza del motore a gasolio risuonava sotto di lui, un ruggito sommesso che faceva ribrezzo ai suoi pensieri. Ma poi, la mano delicata di Laura si posò sulla sua coscia. Quel tocco improvviso lo riportò alla realtà, facendogli battere il cuore più forte. Senza pensarci, rallentò, sentendo la pressione del piede sul freno prima di entrare nella rotatoria.
«Non sei a Monza Nico» affermò con tranquillità Laura.
«Giusto. Volevo provare il motore.»
«Me ne sono accorta.»
Continuarono a chiacchierare in macchina durante il tragitto. Dovevano raggiungere il ristorante situato in uno dei vicoli del corso, tra edifici antichi e nuove attività che vibravano di contemporaneità. Nelle vicinanze del locale, Nico perse molto tempo per trovare un parcheggio e qualche spicciolo da lasciare al parcheggiatore abusivo. Fece lo stesso gesto elegante con cui aveva aperto la portiera, questa volta per far scendere Laura. Con galanteria allungò la mano. Proseguirono a piedi, anche se per lei, con i tacchi alti, poteva risultare una lunga camminata. Si tenne stretta al braccio di Nico. Sembrava che ci fossero più auto parcheggiate a perdita d’occhio che persone.
Mentre avanzavano, il rumore dei loro passi si univa al chiacchiericcio distante dei passanti, e le luci soffuse dei lampioni e delle insegne conferivano un tocco colorato alla serata. Il corso principale, cuore pulsante della vita cittadina, era costeggiato da negozi, bar, diversi locali, mentre vicoli stretti si dipanavano al lati, invitando a esplorare angoli nascosti. Tra questi si nascondeva il ristorante scelto da Nico. A Laura, la piccola città non dispiaceva. Forse, pure di stare lontana dal caos di Milano, per lei posti del genere erano un paradiso di cemento.
La camminata sul corso fu breve, a braccetto, con un sentore di romanticismo. Successivamente si trovarono in un vicolo che sembrava l’angolo di un borgo antico senza tempo. All’interno il ristorante emanava un’eleganza indiscutibile. Mentre Laura si muoveva con la grazia in quei luoghi, lo scrittore si sentiva fuori posto. Tra quei volti sorridenti e impeccabili, vedeva riflessa la sua stessa menzogna.
Era stato lui a voler entrare in quel mondo. Ogni calice alzato e ogni sorriso scambiato lo mettevano davanti alla realtà di chi era. Non uno scrittore, non davvero: un criminale che aveva saputo trasformare il talento per le parole in una facciata perfetta, un sipario dietro cui nascondere la sua vera natura.
Eppure, non era il solo. Quanti di loro erano come lui? Non potevano essere tutti figli di papà; qualcuno doveva essersi reinventato, qualcuno doveva aver camminato all’inferno ed esserne uscito ustionato. Nico sapeva bene come funzionava. L’onestà era per i perdenti, per chi non aveva nulla da difendere.
Osservava le persone intorno a lui, i loro gesti eleganti, le risate calibrate. Serpenti travestiti da agnelli, brindavano con la sicurezza di chi aveva ingannato tutti, forse anche se stessi. Quanto costava mantenere una maschera? E quanto tempo ci voleva prima che si incrinasse?
Ogni tanto Laura gli lanciava uno sguardo, con quegli occhi che sembravano sapere tutto, e Nico sentiva crescere un senso di fastidio misto a inquietudine. Forse anche lei aveva capito qualcosa?
Nico aveva segreti che pesavano più di semplici peccati: le sue gesta si erano trasformate in storie su fogli. Tuttavia, la finzione era la sua unica salvezza, il suo rifugio. E poi… Elena apparve. Tutto si era stranamente complicato, tutto era in suo controllo e così doveva essere.
Ma cosa sarebbe accaduto quando il sipario fosse caduto?
Serie: Ombre e sussurri dal passato
- Episodio 1: Confusione e liberazione
- Episodio 2: Forse era destino
- Episodio 3: Respira e lascia a me i dubbi
- Episodio 4: Solo l’inizio
- Episodio 5: L’amore forse non esiste, se esiste non dura per sempre
- Episodio 6: Il sipario
- Episodio 7: Artefice del destino
- Episodio 8: Finite incantatem
- Episodio 9: Primo giorno di scuola
- Episodio 10: Veemenza
“Quanto costava mantenere una maschera? E quanto tempo ci voleva prima che si incrinasse?”: questa bellissima frase è la pietra portante di tutto, racchiude completamente i sentimenti e i pensieri di Niccolò.
Questo capitolo segna proprio un cambio di direzione nella storia, quasi un punto di non ritorno.
Sono veramente curioso di capire dove ci porterà.
Molto interessante questo episodio. La scrittura è la salvezza, il rifugio, eppure proprio lo scrivere un libro dove realtà è finzione si mescolano, ora tormenta Niccolò…forse è un pensiero un poco astruso che ho fatto solo io, ma questo aspetto mi è sembrato di una verità e di una potenza meravigliose…perché è proprio così che funziona la vita, e funzioniamo noi. Cerchiamo di fare ordine, tenere gli scomparti come fossimo cassetti, e invece le carte si mescolano, tutto si confonde, e la vita accade…
Ciao Giuseppe, episodio molto interessante. La rabbia e il tormento di Nico sono ancora tutti lì. Molto bello anche il suo rapporto con la scrittura, un rifugio segreto eppure sotto gli occhi di tutti. Aspetto il prossimo episodio:)
Ciao Melania, come va?
È interessante il fatto che, negli ultimi due episodi, il protagonista appare (finalmente) sotto una luce diversa che non è più quella lussuosa e patinata cui ci eravamo abituati. Il suo passato sta tornando a galla e finalmente anche lui si pone domande. Molto ben scritto e condotto questo cambio di rotta.
Spero di non naufragare con il cambio di rotta! Grazie Cristiana.