Il tempo

Serie: L'estate del 2023


Una serie di piccole storie in equilibrio sul filo dell'estate

Finisco di lavorare al centro estivo di Madonna Ponte, è l’una passata e non ritorno a casa perché tra andare e tornare non riuscirei a combinare niente. Pranzo al mare con un pezzo di pizza rossa, una bottiglietta di acqua frizzante e un caffè. Faccio quattro chiacchiere con la barista. È bionda, è simpatica, è carina ed ha gli occhi di un bel color verde scuro. Poi rimango seduto in silenzio per un po’. Guardo il mare e guardo la gente. Il mare è agitato, la gente invece no. La gente ha caldo. Parto alle 14:10 da Fano per essere a Marotta alle 14:30. 14:30 è l’orario che mi è stato dato dall’ufficio per il mio appuntamento. La statale è dritta, sgombra e bollente. Il termometro segna 38 gradi. Vado piano per via degli autovelox. Arrivo a Marotta, svolto in via Tre pini e poi in via Illica. Parcheggio davanti alla casa di riposo. L’ambulatorio è di fianco all’edificio principale, in fondo ad uno stradino che costeggia un giardinetto mal tenuto, bruciato dal sole. Al posto del dottore ci sono due persone in fila e un cartello. “Visita del lavoro” c’è scritto, il nome corto della cooperativa segnato sotto. Il dottore arriva con comodo e con quasi trenta minuti di ritardo. Ci mette un altro po’ di tempo per farci entrare. Vado per secondo. Mi siedo. Il dottore mi chiede come sto, mi chiede se ho cambiato numero di telefono e mi chiede di cercare tra la pila sottile di fogli quello con il mio nome stampato sopra. Si lamenta dell’aria condizionata. Mi chiede se peso ancora 64 chili. Gli rispondo che adesso di chili ne peso 62. «Ci vediamo tra 2 anni», dice. «Grazie a Dio», rispondo. Firmo qualcosa, raccolgo qualcos’altro, mi alzo, saluto la parete dietro di lui e poi me ne vado fuori di lì, lontano più che posso da tutto quel cazzo di tempo buttato via.

Serie: L'estate del 2023


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Michele, questo breve incipit ha tutto quello che serve per destare la curiosità. Mi chiedo il motivo per cui il protagonista abbia dovuto sostenere questa visita, quasi un “pro forma”: proseguo con la lettura

  2. Mi è piaciuto questo racconto dal ritmo sostenuto e scandito da frasi brevi ed efficaci. Quasi didascalico. Uno stile molto curioso che ho apprezzato. Bello lo spunto finale. Il tempo non è qualcosa che dovremmo gettare via.