
Il viaggio
Serie: Embolie di un separato
- Episodio 1: Il gatto della mia vicina
- Episodio 2: Il ciuccio & Babbo Natale
- Episodio 3: Mi devi dire di no
- Episodio 4: Notti insonni
- Episodio 5: La comitiva
- Episodio 6: Da cosa ho capito che sarebbe finita
- Episodio 7: Il coraggio delle tre di notte
- Episodio 8: Stefano non c’è più
- Episodio 9: Il viaggio
- Episodio 10: La paura non fa sempre novanta
STAGIONE 1
Per fare dei viaggi intergalattici a me non è mai servita una navicella spaziale o la tuta da astronauta o Cape Canaveral. Mi è sempre bastato il Pandino milleduecento con l’impianto a GPL che avevo. Quella macchina andava una favola, per dinci, con i suoi oltre duecentomila chilometri e non sentirli. Mi ricordo una sera, dopo cena, una litigata clamorosa con quella che, all’epoca, era mia moglie. Un’incazzatura dell’altro mondo. Mi pare che fosse inverno pieno, se non sbaglio, tipo gennaio o febbraio, e quell’anno faceva un freddo della madonna. Il motivo della litigata, sinceramente, mi sfugge, però, mi ricordo bene quel momento in cui ti si attappa la vena e tu vorresti spaccare tutto. Ora, siccome di spaccare le cose non era proprio il caso, visto che stavamo in affitto e i buffi ci correvano dietro con l’accetta, pensai bene di uscire di casa. Neanche a dire, che avrei potuto fumarmi una stecca intera di sigarette per il nervoso, perché non fumo, oppure scolarmi qualche bella bottiglia, perché non bevo neanche. Afferrai le chiavi dell’auto, presi sciarpa, piumino e zuccotto e andai via. Il freddo mordeva forte, porco cane, dentro l’abitacolo presi a sbattere le mani e, dopo, a sfregarle sempre più forte, accesi il motore per far sbrinare il parabrezza. Nel silenzio e nel buio assoluti io, con quelle fumate bianche che mi uscivano dal naso e dalla bocca, parevo un cavolo di dragone. Ingranai la prima con il vetro ancora appannato, l’auto per tre quarti ibernata e il mio culo, pure. A Roma c’è una cosa che si chiama Grande Raccordo Anulare, per gli amici GRA, praticamente è un anello che circonda la città, di una sessantina di chilometri. Imboccai per quella direzione, dato che, tra le altre cose, non era troppo distante da dove mi trovavo. In quella macchina e su quella strada siamo stati, per più di un’ora, in due: io e i miei pensieri. La cosa meravigliosa è che il rodimento di culo iniziale, piano a piano, a iniziato a placarsi. Non so come dire, ma, dentro quel mezzo catorcio su ruote, io volavo, volavo in uno spazio indefinito, al confine tra veglia e dormiveglia, tra realtà e immaginazione. Una specie di film visto non come al cinema, tutto di filato, ma come si vede in sala di montaggio, con decine e decine di fotogrammi che scorrono veloci uno accanto all’altro. E, poi, saranno state le luci giallognole dei pali lungo la corsia che passavano ad intervalli regolari, il tepore che, lentamente, prendeva il sopravvento sul freddo, la tranquillità di quello spazio tutto mio, io mi sono sentito ritrovato, liberato e in pace con me stesso. Tornato a casa, trovai mia moglie che si era messa già a letto. Non andai in camera, mi sdraiai sul divano, con un plaid sulle gambe e mi addormentai con le linee del viso rilassate. L’indomani mattina non so se ci chiarimmo, ma a me importava poco, perché addosso mi era rimasta quella sensazione di pienezza e soddisfazione che ti prende ogni volta che si ritorna da un lungo viaggio.
Serie: Embolie di un separato
- Episodio 1: Il gatto della mia vicina
- Episodio 2: Il ciuccio & Babbo Natale
- Episodio 3: Mi devi dire di no
- Episodio 4: Notti insonni
- Episodio 5: La comitiva
- Episodio 6: Da cosa ho capito che sarebbe finita
- Episodio 7: Il coraggio delle tre di notte
- Episodio 8: Stefano non c’è più
- Episodio 9: Il viaggio
- Episodio 10: La paura non fa sempre novanta
Mi hai fatto provare una bellissima sensazione: quella di quando stai da solo e c’è silenzio e tu non senti il bisogno di altri e nemmeno di riempirlo, quel silenzio. Le ‘linee del viso rilassate’ mi piace molto.
@cristiana grazie mille per le tue parole! In effetti, ‘le linee del viso rilassate’ piace molto anche a me 🙂