In auto

«Quando è stata l’ultima volta che vi siete messi a guardare il tramonto? L’ultima volta volta che l’ho fatto mi trovavo con una persona a me speciale. Ci siamo guardati…»

Una donna spegne velocemente la radio.

Comincia a sbuffare mentre guida.

Si guarda intorno per riempire la noia che la pervade. Il suo sguardo si sofferma nuovamente sulla radio e decide a fatica di riaccenderla, in fondo non può fare altro alla guida.

La voce del conduttore non si sente più, solo della musica commerciale.

La donna appoggia la testa allo schienale mentre continua a guidare. I fanali dell’auto illuminano parte della strada che percorre. La luce illumina dei cartelli: Gaiano prossima uscita a 2,5 km; Bagliarone dritto per 10 km.

«E dopo questo splendido intermezzo musicale, continuiamo con le ultime news»

«Buona sera da Tania Spezzani. La giornata di oggi è stata caratterizzata dall’incontro delle Nazioni Unite…»

La donna al volante sbadiglia, niente di quello che dicono alla radio sembra interessarla.

Intorno a lei tutto è immerso nell’oscurità, a malapena i fanali riescono a penetrarla.

«…ultimo minuto: sono stati trovati dei morti nella zona di Bagliarone. La polizia non ha voluto rilasciare dichiarazioni sul numero dei decessi e sulla loro causa di morte. Alcuni…»

La donna improvvisamente comincia ad interessarsi dell’avvenimento. I suoi occhi si spalancano e il suo respiro si fa più frequente.

«…testimoni lì vicino interrogati dalla stampa riferivano di strane grida nel palazzo. Un paio di minuti dopo anche per strada…»

La donna stringe il volante, il suo corpo le si irrigidisce.

«…appena ricevuti nuovi aggiornamenti ci ricollegheremo»

La donna spegne velocemente la radio.

Una luce potente proveniente dagli specchietti la fa sbandare. Un’auto poco distante le sta facendo segnale con i fari. La donna si fa prendere dal panico e accelera.

Anche l’auto dietro segue il suo stesso passo, continuando a lampeggiare insistentemente.

La donna comincia a singhiozzare, mentre il motore della sua auto romba per l’accelerazione.

Il lampeggiare dei fari della macchina dietro cambia. Le luci diventano improvvisamente blu.

La donna alla vista di quelle luci decide di rallentare, accosta sulla destra e spegne il motore, quello di dietro continua a brontolare mentre il veicolo si ferma, le luci blu continuano ad illuminare la zona circostante.

La donna appoggia la testa al volante, mentre cerca di riprendere il controllo.

Dei colpi sul vetro la fanno tornare alla realtà.

Abbassa il finestrino e una luce le illumina il suo volto: ha dei capelli castani, un viso delicato senza una ruga in volto con un paio di foruncoli: uno sotto il naso e l’altro alla destra delle labbra, ha un naso piccolo con la punta che tende all’insù e dei piccoli occhi celesti.

La donna sposta lo sguardo a causa del fascio di luce improvviso della torcia.

«Buona sera, signora» è un uomo con un’uniforme della polizia «Stava andando un po’ veloce»

«Mi scusi agente, pensavo fosse un maniaco” risponde lei, mentre si asciuga le lacrime.

«Sta bene, signora?»

«Si, le ho detto: pensavo fosse un maniaco»

«Mi dispiace averla spaventata»

«Ora, sto meglio, grazie»

«Può favorire patente e libretto?»

La donna acconsente e consegna dal suo portafoglio la patente e dal portaoggetti il libretto.

«Teresa Vinzaglio» legge il poliziotto.

«Presente» risponde con un accenno di sorriso lei.

«Devo dire che i suoi 42 anni se li porta benissimo»

«Troppo gentile”

«L’auto però è intestata a Annunziata Malenda» domanda lui sospettoso.

«E’ il nome di mia suocera. Nel ‘900 si utilizzavano nomi strani. Secondo me i nostri nonni odiavano i loro figli» risponde prontamente lei.

«Come la capisco. Mio padre si chiama Canonico. E volevano si facesse prete»

I due ridacchiano per alcuni istanti.

«Dove sta andando signora?» domanda incuriosito, appoggiandosi con un braccio allo sportello.

«A Bagliarone. Sto tornando a casa da una festa di amici»

«Sta andando a Bagliarone!?” il poliziotto smette di sorridere, il suo volto si è incupito «Signora…»

«L’ho sentito alla radio, per quello pensavo fosse un maniaco prima»

«Stia sempre allerta e non si fermi a parlare con nessuno, le auguro buona serata» le riconsegna i documenti e ritorna al suo veicolo.

La donna riprende il suo viaggio con la radio sempre spenta.

I fari illuminano finalmente il cartello “Benvenuti a Bagliarone”

La donna mette le sicure agli sportelli, mentre guida per le strade della città.

Si ferma ad un semaforo rosso.

Un uomo incappucciato attraversa la strada. Arrivato all’altro marciapiede si volta a guardare la macchina facendo raggelare il sangue della donna.

L’incappucciato torna a guardare davanti a sé proseguendo il suo cammino.

Scatta il verde e la donna come se fosse un pilota di formula 1 pigia sull’acceleratore e si allontana dall’incrocio.

I palazzi e le case scorrono incessantemente ai lati.

Dopo diversi minuti finalmente si ferma davanti ad un edificio.

Scende dall’auto e respira guardando dei campi davanti a sé.

Si sposta verso il bagagliaio e lo apre.

Guarda dentro e sorride.

All’interno i corpi di una ragazza e un ragazzo, lividi e con diversi tagli. Tra i due cadaveri ci sono due buste di plastica, una sporca di rosso e l’altra contenente vari indumenti, li tira fuori e li indossa, buttando quelli vecchi sui visi dei due morti.

Prende dalla busta anche un paio di guanti, uno spruzzino e uno straccio usandoli per pulire l’interno dell’abitacolo. La ragazza non ha fretta, sembra anzi godersi ogni istante di quella pulizia attenta e precisa.

Una volta finito di passare anche sul pedale, si stiracchia soddisfatta, rimette tutto all’interno della busta di plastica che conserva all’interno di una borsa.

Butta il portafogli con i documenti dati al poliziotto sul sedile, si libera della parrucca mostrando i suoi veri capelli, corti e rossi e dagli occhi toglie le lenti a contatto che le coloravano gli occhi.

Prende una tanica dall’interno del bagagliaio e lo versa dentro e fuori dal veicolo.

Estrae dalla tasca un pacchetto di fiammiferi, ne accende uno e lo getta sulla scia di benzina che subito prende fuoco e si espande ad incredibile velocità.

La donna si allontana.

L’auto prende fuoco e dopo alcuni istanti esplode.

La donna continua a camminare.

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Discussioni

  1. Un inizio che potrebbe dare l’ idea di un racconto romantico, con l’ autoradio accesa che parla di tramonti. E un finale con l’ auto e i corpi bruciati. A parte il colore rosso fuoco, che potrebbe accomunare inizio e fine – anche per i capelli della protagonista, un contrasto non da poco, che spiazza. Resta la curiosita` di sapere chi fossero i due ragazzi e soprattutto perche` la donna li avesse eliminati.

    1. Sono contento che l’inizio sembrava portare da tutt’altra parte, era proprio il mio obiettivo per migliorare l’effetto finale. So che è un racconto, ma speravo di creare delle riflessioni su chi fossero le persone. Mi piace che le storie non raccontino tutto e lascino qualcosa all’immaginazione