In Hotel

Da qualche giorno pranzo nel ristorante dell’albergo che mi ospita, qui nel sud Tirolo. È molto bello, pulito, chiaro, ordinato… In genere siamo in pochi e c’è silenzio, cosa che mi rilassa. I camerieri sono solerti, attenti, e non troppo invasivi. Da ieri c’è un nuovo cameriere che si è aggiunto agli altri. È molto giovane e certamente è in formazione perchè la sua giacchetta è bianca mentre gli altri camerieri indossano un capo blu.  Affianca un collega che gli impartisce ordini e gli dà consigli sulle cose da fare e su come farle bene. Lui si muove con cautela, è un po’ rigido, ma è preciso, accurato. Quando si accosta al mio tavolo, le guance gli si arrossano. È timido, di una timidezza che si fa apprezzare. In silenzio e con passo felpato mi porta un piatto di fumante canederli in brodo e accosta il formaggio grattugiato. Non parla, fa un cenno per chiedermi se gradisco metterne nel brodo. Poi si allontana sotto lo sguardo vigile del collega che muove il capo in segno di approvazione. Quando torna a ritirare il piatto, un movimento non perfetto gli fa cadere il tovagliolo dal braccio. In una frazione di secondo guarda verso il collega che lo controlla, poi si china e rimette tutto a posto. Il viso è in fiamme. La vergogna per l’errore lo blocca sul posto per alcuni secondi. Poi scivola via e s’infila nelle cucine… Poco dopo riesce e si accosta al collega. Parlano quasi bisbigliando, lui ascolta e al termine la sua espressione è più distesa. Quando si avvicina al mio tavolo col carrello dei dolci gli chiedo se sta facendo un tirocinio e se si trova bene. Diventa tutto rosso ma il viso gli s’illumina. Mi risponde che sì è in formazione ed è molto fiducioso di imparare per bene le cose. Capisco che è di lingua madre tedesca e uscendo lo saluto con “auf widersehen und gute wünsche”. Lui, composto, sorride e ringrazia con un “vielen dank”. Quindi mi porge un ombrello perché fuori pioviggina.

                                                                            Cammino svelto –

                                                                         sul mio ombrello rosso

                                                                             pioggia leggera

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Commenti

  1. Micol Fusca

    Ciao Carlo Maria, ormai le tue “istantanee” di vita mi danno modo di mettere in pausa la giornata per qualche secondo, in modo simile a quando si chiudono gli occhi per alcuni istanti. Non trovo altro termine che “deliziose”.