Incubo

Serie: Arturo Piccolit - Detective Privato


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Piccolit e Sibilla continuano le loro indagini sul misterioso Nettare

“Questa faccenda puzza più della cacca di unicorno al mattino” disse il Guercio battendo un pugno sul bracciolo della poltrona, Piccolit sobbalzò quando Sibilla cercò la sua mano sotto il grande tavolo.

Anche se non erano più legati e immersi nell’oscurità, la presenza del gigantesco boss non lasciava tranquilli i due investigatori.

“Come avete fatto a trovarci?” chiese Arturo, cercando di controllare il tremolio della voce.

“Ho un solo occhio, ma vedo molto lontano.”

“Sarei stato in grado di cavarmela anche da solo” puntualizzò Arturo.

“Vi hanno fatto prigionieri appena messo piede in Rainbow Street” disse il Guercio.

“Stavamo fuggendo con una pista.”

“Quale pista?”

“Non la dirò a un boss della malavita. Ho un contratto che mi lega alla mia cliente.”

Il Guercio fece un cenno e nel medesimo istante decine di Code del Diavolo vennero estratte, tintinnarono leggere. Un suono troppo armonioso per un oggetto così letale.

Il Guercio sogghignò. “Considera risolto il tuo contratto precedente. Adesso lavori per me.”

Sibilla sussurrò. “Forse dovresti ascoltarlo.”

“Non ci penso nemmeno. È stato lui a rubare l’Occhio di Oberon, io dovrei arrestarlo, non collaborarci.”

“Occhio di Oberon? Non c’entro niente con quella storia. Non mi interessano le cianfrusaglie da collezionista.”

“Menti” gridò il Detective alzandosi in piedi, ogni Imp nella sala face un passo verso di lui, Sibilla fu lesta a tirarlo giù.

“Lo so che come abbonato a Gnomo Moderno non posso aspettarmi molta sagacia. Ma non credo che sia il momento giusto per mostrare i muscoli” sibilò la fatina.

Arturo si schiarì la voce. “Forse ti stai confondendo Guercio. L’Occhio di Oberon è un artefatto molto potente e ho visto io stesso la lettera che hai inviato alla signorina Ariele.”

“Quale lettera?”

“La lettera in cui dicevi che avresti rubato l’Occhio di Oberon.”

“Scusami, ma perché un criminale dovrebbe mandare una lettera in cui dichiara cosa vuol fare?”

“Non lo so devi dirmelo tu. Egocentrismo, forse?”

“Idiozia, vorrai dire! Nessun ladro sarebbe così stupido da avvertire la vittima prima di un colpo.”

“In effetti ha senso?” disse Sibilla. “Hai solo questa prova?”

Arturo arrossì violentemente, poi si riprese. “Ho visto io stesso un Imp fuggire dalla Villa dopo il furto.”

“Fammi capire, Gnometto” disse il Guercio facendosi avanti. “Il furto è avvenuto nell’esatto momento in cui tu arrivavi alla Villa?”

Arturo cercò un motivo per continuare a sostenere la sua tesi, ma non ne trovò. Cercò lo sguardo di Sibilla, ma la fatina aveva nascosto il viso nelle mani e stava scuotendo la testa.

“Qualcuno sta cercando di incastrare gli Imp. Quindi detective ti prego di voler condividere le tue informazioni. Se non lo fai mi costringi a mostrarti quanto so essere persuasivo.”

Piccolit si guardò intorno, acuì al massimo i sensi, dando fondo a tutte le sue capacità mentali che lo avevano reso il detective che era. In pochi attimi individuò le possibili vie di fuga, calcolò le probabilità che aveva di sconfiggere gli Imp, elaborò possibili strategie per battere il Guercio in astuzia. Decise di collaborare all’istante.

“Sono i Leprecauni a vendere il Nettare a Darking. Stanno cercando di far impazzire gli Imp e forse ucciderli.”

Arturo avvertì un colpo sordo alla sua destra, poi un altro. Si voltò. La testa rosata della fatina stava sbattendo disperata sul tavolo, spargendo polvere rosa tutto intorno.

“Ma va?” disse il Guercio tirandosi indietro nello schienale. “Sei un segugio tu. Scommetto che ti ha messo su questa pista una moneta d’oro dei Leprecauni.”

Alle sue spalle sentì sghignazzi malevoli.

“Sai della moneta?”

“Certo che lo so. Ho detto io a Rodex di fartela avere.”

“Ma come? Lui non lavora per te. Era moribondo.”

“Tutti gli Imp lavorano per me, siamo una grande famiglia.”

“Allora perché non siete andati voi da O’greedy?”

“O’greedy e i suoi piranha vestiti di verde stanno cercando di far ricadere su di noi le colpe di crimini che non abbiamo commesso. Se ci facessimo vedere in Rainbow Street avremo gli sbirri attaccati alle code in un attimo. Ci serviva qualcuno di esterno e al contempo abbastanza stupido e inetto da non destare sospetti.”

“E’ tra i maggiori motivi per cui vengo scelto a quanto pare.”

“Dovresti aggiungerlo all’insegna” disse Sibilla.

“Quindi cosa volete che faccia?”

“Abbiamo una pista. Il Nettare che fa impazzire i miei Imp viene tutto dalla zona a Est della città.”

“Le valli di Cornsit?”

“Esatto, iniziate lì a indagare.”

“Siamo nella cacca, è proprio il caso di dirlo” disse Piccolit mentre, accompagnato da Sibilla, varcava il confine estremo della civiltà. Little York con le sue luci e le strade brlicanti di insetti svaniva brutalmente, per lasciare spazio a una distesa di erba gialla e malaticcia.

“Cosa intendi?”

“Tu lo sai con cosa viene distillato il Nettare?”

“No, io non la prendo quella roba.”

“Con quello” disse il detective indicando una collinetta brulla, dalla strana sfumatura lillà.

“Che puzza, cos’è?”

“Cacca di unicorno.”

“Vuoi dirmi che il Piccolo Popolo per sballarsi si beve degli escrementi?”

“Beh, opportunamente trattati. Non così come li vedi.”

“Sempre cacca è.”

“Una volta distillata non è più… E comunque gli unicorni sono gli animali più nobili del mondo.”

“A me sembrano solo dei cavalli che ci credono troppo. Comunque nobili o no, non credo che caghino mughetti.” Ad un tratto la fatina si bloccò. “Aspetta un attimo, tu l’hai provata.”

“Solo una volta” si difese Arturo. “Ero giovane.”

“Non ci posso credere, hai bevuto la cacca” Sibilla scoppiò a ridere tenendosi la pancia, aveva le lacrime agli occhi e sprizzi di luce rosa la avvolgevano, seguendo il ritmo dei suoi singulti.

Arturo avrebbe voluto ribattere, ma la trovò così carina che non riuscì a fare a meno di sorridere. Risero assieme addentrandosi nella valle morente.

“Quindi, qual è il piano?” Domandò Sibilla una volta raggiunta la collinetta. “Io là sopra non mi ci arrampico.”

“Non servirà” disse il Detective indicando una grossa rientranza sul fianco dell’altura. “Qualcuno sta scavando. Vuol dire che c’è attività.”

“Potrebbero essere dei produttori di Nettare normale?”

“Il Guercio crede di no e penso che abbia ragione.”

“Perché?”

“Vedi il colore? Questo violetto non è normale. Gli escrementi di unicorno hanno i colori dell’iride. I produttori di Nettare hanno abbandonato questa valle da anni, la ritengono infruttuosa e sterile. Ora il miglior Nettare si produce a Sud.”

Sibilla lo guardò sospettosa. “Come fai a saperlo, detective? Non è che ogni tanto ti fai un goccetto di popò arcobaleno?”

“No, no. È che un investigatore le deve sapere queste cose.”

“Ok, va bene. Quando pensi che torneranno, Signor Investigatore?”

“La distillazione del Nettare è proibita, verranno stanotte.”

“Quindi appostamento?”

“Non credo che sia sicuro che tu rimanga. Chiederò a Ninja di accompagnarti in un posto sicuro.”

Sibilla sfoderò il suo sguardo minaccioso. “Prova a lasciarmi fuori” disse puntandogli contro la padella. “E ti ci affogo nella cacca di unicorno.”

“Va bene” disse Artur, fingendo di accettare controvoglia. “Troviamoci un posto nascosto e con una buona visuale. Tra poco sarà notte.”

“Arturo” gridò Sibilla nel buio. “Svegliati, sta succedendo qualcosa.”

“Non stavo dormendo” protestò il detective. “Mi riposavo gli occhi.”

“Ma se russavi come un Troll con la sinusite.”

Piccolit riuscì ad aprire le palpebre e per un terribile istante temette di aver dormito per tutta la notte. La luce dell’alba splendeva ad est. Ci volle un attimo prima di capire di cosa si trattasse: fuoco.

Una cortina di fiamme si snodava nelle tenebre.

“Qualcuno ha appiccato un incendio?” disse Sibilla. “Aspetta, le fiamme si muovono! Per tutti i demonietti, cosa sta succedendo?”

Prima ancora che l’enorme sagoma si posasse a terra, Piccolit aveva capito di cosa si trattasse. Avrebbe voluto rispondere, ma il terrore gli aveva risucchiato tutte le parole in fondo allo stomaco.

Il destriero che era apparso in mezzo alla radura era nero come un brutto sogno, la criniera e la coda ardevano di fiamme inestinguibili. Fece qualche passo tra l’erba secca, quindi sollevò la coda lucente e mollò un peto che fece tremare ogni singolo stelo. Quindi liberò l’intestino e sparì nella notte come una cometa.

“Un Incubo. Avevo sentito parlare di questi mostri, ma non credevo esistessero davvero.” balbettò Piccolit, quando anche l’ultima scintilla del mostruoso destriero fu sparita. “Qualche pazzo sta utilizzando cacca di Incubo per produrre il Nettare che fa impazzire gli Imp.”

“Mi ci gioco le ali che c’entra quel viscido di O’greedy e i suoi folletti.”

“Leprecauni, la prego. Ci teniamo a distinguerci.”

Arturo e Sibilla si voltarono, alle loro spalle un ometto con un impeccabile completo color smeraldo, un pizzetto rosso ben curato e due occhi da sciacallo li teneva sotto tiro.

“O’greedy” sibilo Piccolit. “Non la farai franca.”

“Io credo proprio di sì.”

Due enormi sagome affiancarono il Leprecauno. Anche al buio la rocciosa linea dei Troll era impossibile da non riconoscere.

“Ho commesso un errore quando siete venuti a Rainbow Street. Ma non capiterà di nuovo. Spaccaossa, Ciucciabudella prendeteli.”

Serie: Arturo Piccolit - Detective Privato


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. “Fece qualche passo tra l’erba secca, quindi sollevò la coda lucente e mollò un peto che fece tremare ogni singolo stelo. Quindi liberò l’intestino e sparì nella notte come una cometa.”
    😂

  2. ““Non ci posso credere, hai bevuto la cacca” Sibilla scoppiò a ridere tenendosi la pancia, aveva le lacrime agli occhi e sprizzi di luce rosa la avvolgevano, seguendo il ritmo dei suoi singulti.”
    😂 Bellissima questa scena 😂 👏

  3. ““Lo so che come abbonato a Gnomo Moderno non posso aspettarmi molta sagacia. Ma non credo che sia il momento giusto per mostrare i muscoli” sibilò la fatina.”
    Gnomo moderno 😂

  4. ““Questa faccenda puzza più della cacca di unicorno al mattino” disse il Guercio battendo un pugno sul bracciolo della poltrona, Piccolit sobbalzò quando Sibilla cercò la sua mano sotto il grande tavolo.”
    😂

  5. Bello questo episodio, arcobalenoso! Mi sono venuti in mente i minipony, poi è apparso l’Incubo. Non c’è che dire, leggere i tuoi racconti è una garanzia: oltre ad essere divertenti non si sa mai in che mani andranno a finire i protagonisti. Per fortuna c’è Sibilla e la sua padella!

  6. “Vedi il colore? Quest violetto non è normale. Gli escrementi di unicorno hanno i colori dell’iride. I produttori di Nettare hanno abbandonato questa valle da anni, la ritengono infruttuosa e sterile. Ora il miglior Nettare si produce a Sud.”
    Non ho idea di come facciano a venire in mente certe cose, divertono e incuriosiscono.

  7. Eccolo il grande Piccolit! La droga è un bel problema, e se puzza di popò arcobaleno il problema aumenta esponenzialmente.😂
    Che bello ritrovare la tua scrittura Alessandro: semplice, scorrevole, sempre efficace.