
Irina
Serie: I PASSANTI IN VIA DEI MATTI
- Episodio 1: Irina
- Episodio 2: Joanna
- Episodio 3: Cowboy e Fucsia
STAGIONE 1
“Finalmente uno specchio come si deve in questa stanza” non poté fare a meno di pensare Irina che poteva ora vedersi a figura intera, piedi compresi.
Ci aveva messo un po’ a convincere Miguel, che sapeva sarebbe poi toccato a lui tirare a lucido quasi tutti i giorni quel dannato specchio; ma l’amore è più forte di ogni cosa. Non l’amore in generale, ma essere innamorati di Irina, che di forza di volontà ne aveva sia da vendere che da regalare e se si metteva in testa una cosa la otteneva senza possibilità di replicare.
“Devo tenere sotto controllo i miei progressi!” continuava a protestare Irina “Lo specchio del bagno mi arriva solo a metà busto! Come faccio a vedere come sono messa più in basso?”
Ma le serviva che arrivasse proprio fino a terra? Certamente!
Da quando lavorava da Valerio, Irina si sentiva rinata. Non era un lavoro leggero, ma sicuramente era meglio degli sgrossi che doveva fare con Miguel di ristoranti e fabbriche. Ora aveva senso farsi carina per andare a lavoro, senza strafare. Il problema era che in una pizzeria non lievita solo la pasta per la pizza, ma anche le persone particolarmente golose. E così, a discapito dei 9 o 10 km che il contapassi al polso le segnava alla fine di ogni turno, la bilancia a casa aggiungeva chili su chili ogni settimana.
Era ora di darci un taglio. Ma come?
A Irina venne un’idea folle. Iniziò a comprare un sacco di vestiti, economici ma carini, quei vestiti che ti invogliano a perdere qualche chilo qua e là ma senza metterti ansia. Aveva imparato dalla nonna a cucire, quindi sceglieva solo modelli che si potevano stringere facilmente. In ogni caso, ogni volta che la tentazione di cedere alla generosità di Valerio si faceva forte, Irina pensava allo specchio e a quel tubino celeste che l’aspettava nell’armadio per la prossima giornata libera assieme a Miguel.
Ogni giorno, prima del turno di mezzogiorno, Irina si divertiva a scegliere il look del giorno, mettendoci così tanto impegno e passione da far invidia a qualsiasi influencer. Quando finalmente una maglia o un vestito dava segni di cominciare a stare troppo largo, Irina rimediava con una delle decine di cinture “fashion” che aveva arrotolate ordinatamente nel primo cassetto del comò. Ancora un centimetro o due e sarebbe stata ora del passaggio sotto l’ago della macchina da cucire.
Questo gioco si era fatto ancora più interessante da quando si era accorta di un giovane che stava alla finestra ad osservarla. Non sapeva da quanti giorni fosse iniziato quel rituale, ma lo aveva visto per la prima volta in un giorno di pieno sole. Aveva messo un vestito nuovo che le stava a pennello e che con il cappello di paglia la faceva sentire come una diva di Hollywood degli anni ’50 che si recava in spiaggia. Aveva così tanta voglia di vedersi che guardava a lungo il suo riflesso sulle vetrine e sulla carrozzeria delle macchine.
Quando da lontano vide la finestra davanti la quale passava tutti i giorni, decise di guardarsi attentamente mentre attraversava la strada. Si ammirò a lungo e proprio nel momento in cui si stava avvicinando al vetro, il riflesso sparì lasciando posto all’immagine di un ragazzo tra i venti e i venticinque anni che la guardava a bocca aperta tenendo in mano una tazza di chissà che ciofeca. Lei continuò a camminare come se non fosse mai stata sua intenzione fermarsi, ma continuava a sorridere. Le faceva piacere fare quell’effetto anche su un uomo così tanto più giovane di lei.
Dopo qualche passo, si bloccò. Accidenti alla sua autostima troppo alta da quando aveva perso 10 chili, e se il ragazzo fosse rimasto basito per quanto risultasse ridicola vestita in quel modo? Di fianco a lei una macchina scura le mandava il suo riflesso deformato, troppo bassa e troppo larga.
C’era solo un modo per togliersi ogni dubbio.
“Miguel!” chiamò entrando nel locale argentino dove lavorava suo marito. “Miguel! Dove sei?”
Miguel rientrò dal retro dove stava controllando le scorte di bevande, allarmato dalla voce carica di urgenza della moglie.
“Sono, qui! Cosa c’è?”
Irina marciò verso di lui, incurante dei clienti che si giravano a guardarla. Lo sguardo grave e l’espressione risoluta spaventarono Miguel che velocemente ripercorse con la mente le attività della mattinata appena trascorsa. Le aveva fatto il caffè, l’aveva svegliata con un bacio, era sicuro di aver tirato giù il coperchio del WC e ancora più sicuro di aver asciugato il lavandino; non aveva tirato l’acqua forse? Aveva dimenticato il grembiule? No, lo aveva addosso.
Non aveva assolutamente idea di cosa avesse fatto, ma era già pronto a buttare per terra un ginocchio e chiedere scusa.
Irina si fermò a mezzo metro da lui e fece un giro su sé stessa.
“Come sto?” chiese seria.
Miguel non disse niente, talmente sconcertato dalla domanda che temeva di non aver capito.
Irina si agitò e chiese con voce acuta cosa pensasse del suo vestito.
“Ti… ti sta bene amore mio” balbettò Miguel.
“Bene?” ripetè un cliente abituale sulla sessantina alle sue spalle che conosceva bene anche Irina “Sei talmente bella che faresti invidia a mia nipote! Posso chiederti l’onore di accompagnarti al lavoro, mia cara?”
Irina lanciò una risata cristallina e accusò l’uomo di essere un terribile adulatore e che sarebbe stato meglio per lui stare al riparo dal sole che in quel momento picchiava forte. Uscendo, questa volta fece caso agli sguardi di apprezzamento che l’accompagnavano, trovando ancora più gratificanti quelli delle donne. Loro erano sempre delle vere esperte!
Una volta rassicurata di non sembrare una donna in piena crisi di mezza età, quasi non vedeva l’ora di passare ogni giorno davanti a quella finestra. L’espressione di quel ragazzo era il giudizio che le sarebbe rimasto impresso nella mente per tutta la giornata. C’erano giorni in cui lo vedeva addirittura sorridere nonostante le sembrasse sempre un po’ triste. Stava cominciando ad affezionarsi a quel ragazzo.
Le venne un tuffo al cuore quando una mattina non lo vide alla finestra. Stava male? Cercò di scacciare subito quel pensiero, sostituendolo da uno più positivo, ovvero che probabilmente era a lavoro. Non ci voleva comunque, proprio quel giorno che era in ritardo e si sarebbe anche dovuta fermare da Miguel che si era dimenticato il grembiule.
Una volta arrivata, sentì Valerio dire a qualcuno “Ecco la prima ad arrivare, sempre puntuale!”
“Magari fossi puntuale!” rispose allegramente. Rimase piacevolmente sorpresa nel constatare che l’interlocutore di Valerio era niente e poco di meno che il ragazzo della finestra.
“Irina, ti presento Tommaso” annunciò felice Valerio “Finalmente avrete qualcuno che sposta le casse d’acqua al posto vostro!”
“E’ un vero piacere conoscerti!” sorrise Irina e strinse la mano di quel ragazzo allampanato, mentre dentro di lei prendeva forma una nuova idea folle: prendere Tommaso sotto la sua ala protettiva e tirarne fuori la migliore versione possibile.
Serie: I PASSANTI IN VIA DEI MATTI
- Episodio 1: Irina
- Episodio 2: Joanna
- Episodio 3: Cowboy e Fucsia
Anch’io sono entusiasta di questa nuova serie. Rende il cerchio completo. Irina mi era già simpatica, sono contenta di scoprire il mondo di questa mia coetanea 😃
Che bello! Finalmente le “vere” storie dei personaggi. Attendo con trepidazione i prossimi!
Ciao ShanLan, bentornata anche da parte mia. Questo inizio mi piace e mi inteiga, è davvero simpatico, seguirò con piacere il seguito !
Bentornata ShanLan. Gradevolissimo questo episodio. Aspetto con curiosita` i prossimi. Spero presto.