
La bambina
Serie: Il figlio delle fate
- Episodio 1: Il piccolo inventore di Asprapetra
- Episodio 2: La leggenda dei figli delle fate
- Episodio 3: Il corvo
- Episodio 4: Un compagno di viaggio inaspettato
- Episodio 5: Pantagruele
- Episodio 6: Gli estranei
- Episodio 7: Catalanotia
- Episodio 8: La grande discarica
- Episodio 9: Il circo
- Episodio 10: Carmuslio
- Episodio 1: I draghieri del re
- Episodio 2: La galleria di Catrefte
- Episodio 3: Sofolica
- Episodio 4: Nuova Flumenargia
- Episodio 5: Dedalo
- Episodio 6: Re Goffredo
- Episodio 7: L’antro delle invenzioni
- Episodio 8: Moderna
- Episodio 9: Agianicta
- Episodio 10: La Foresta Verde
- Episodio 1: Ferchiurem
- Episodio 2: L’isola di Sinilluarna
- Episodio 3: Il Mare delle Piogge
- Episodio 4: La bambina
- Episodio 5: L’indovinello
- Episodio 6: C’è una terra felice
- Episodio 7: Il nome
- Episodio 8: Ritorno ad Asprapetra
- Episodio 9: Amelia
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Quando Martino e Arturo riaprirono gli occhi, il mare si estendeva all’orizzonte come una placida macchia d’olio. I ciottoli della spiaggia erano freddi sotto di loro e una sensazione di isolamento li avvolgeva. Si alzarono in piedi e si guardarono intorno. Tutto ciò che potevano vedere erano ampie distese di ghiaia, in cui l’aria salmastra accompagnava una vista spoglia e desolata, dominata da vecchi pescherecci e barche in rovina.
Martino pensò che quella non poteva essere l’isola di Sinilluarna descritta da Ferchiurem. Nessuno poteva sperare di trovare un qualche tipo di aiuto in tutta quella desolazione.
I due bambini decisero di mettersi in cammino nella speranza di trovare qualcuno che potesse aiutarli. Si imbatterono, così, in un piccolo sentiero che si snodava attraverso vaste distese di muschi colorati, con piccoli corsi d’acqua che scorrevano tra le pietre.
Quando si ritrovarono in un’aperta radura, trovarono uno scenario completamente diverso: la spiaggia solitaria e le fredde distese di muschi e licheni avevano ceduto il posto a un ambiente ricco di vegetazione e di uccelli colorati che danzavano nell’aria. Al centro di questa radura c’era un’enorme statua di un cervo, mentre al di là di quello spazio si apriva una serie di campi verdi, prati fioriti, foreste lussureggianti e ruscelli sereni. La natura sembrava incontaminata e selvaggia e la terra era abbondante di flora e fauna.
Martino e Arturo si inoltrarono nella foresta, camminando cautamente e cercando di restare sempre nascosti tra i cespugli. Incontrarono unicorni dalla criniera lucente che pascolavano tra i fiori e fauni che suonavano soavi melodie su doppi flauti di legno.
Il loro peregrinare li portò attraverso prati verdi e colline ondulate fino a una cascata scintillante. Lì, rimasero incantati davanti a una mandria di cavalli alati che si abbeverava pacificamente alla cascata e le cui ali iridescenti svolazzavano al vento.
Sempre nascosti dietro ai cespugli, Martino e Arturo rimasero a osservare con stupore mentre i cavalli alati si avvicinavano alla cascata e si lanciavano nell’aria con movimenti aggraziati. Il suono dell’acqua scrosciante mescolato al fruscio delle ali di quegli animali li ipnotizzava.
A distoglierli da quello spettacolo, però, fu un sibilo che li invitava a fare silenzio. Si girarono e videro una bambina, all’incirca della stessa età di Martino, con la pelle chiara, i capelli color platino e gli occhi argentei. Indossava uno spesso mantello rosso e stringeva in una mano una briglia dorata. La bambina si avvicinò con passo esitante al cavallo e, lentamente, gli offrì la briglia d’oro.
L’animale alzò la testa e la fissò con i suoi grandi ed espressivi occhi scuri. All’avvicinarsi della ragazzina, sbuffò e cercò di scuotere via la briglia.
La bambina, però, non si diede per vinta. Con determinazione, continuò a parlare dolcemente al cavallo, accarezzandogli la criniera dorata e mantenendo una presa ferma sulla briglia. Il cavallo si oppose con tutte le sue forze, cercando di liberarsi dalla presa della bambina. Ma lei non si lasciò intimidire e, con un immediato balzo, riuscì a salire sulla groppa del destriero.
Inizialmente, il cavallo cercò di scrollarsi di dosso la piccola saltando e scuotendosi freneticamente. La bambina si aggrappò con tutte le sue forze, ma continuò a parlare al cavallo con voce calma e rassicurante. Gradualmente, l’animale abbassò le ali, accettando la presenza della bambina sulla sua groppa.
Martino era stato in apprensione silenziosa fino a quel momento, poi uscì velocemente allo scoperto. Tutti i cavalli alati nitrirono e ripresero il volo, tranne quello che era stato appena domato.
La bambina si voltò verso la fonte del rumore.
«Per favore, abbiamo bisogno di aiuto» implorò Martino.
La bambina, con occhiate brevi e sfuggenti, li guardò sospettosa.
«Chi siete voi? E come avete fatto a finire qui?»
Martino e Arturo raccontarono del loro naufragio, spiegando il motivo che li aveva spinti su quell’isola.
La bambina disse: «Sembrate sinceri, ma non capisco perché dovrei aiutarvi. Che cosa ci guadagno?»
«Ti preghiamo» la supplicò Martino «non sappiamo cosa fare. Non conosciamo questo posto».
Arturo, invece, non disse niente. Si limitò a fissare incredulo quella strana bambina dal mantello rosso. Lei sospirò con aria irritata. Stava per dare l’ordine al cavallo di volare via, incurante degli sguardi speranzosi dei due fratelli. Ma poi, come trattenuta da una forza misteriosa, si voltò nuovamente verso di loro.
«Va bene, va bene, vi aiuterò. Ma non pensate che sia un divertimento per me. Dovrete seguirmi e fare esattamente ciò che dico.»
Martino annuì mentre Arturo si avvicinò cautamente ma senza alcun gesto né parola. La bambina si avvicinò al collo del suo nuovo destriero e indicò la parte posteriore della schiena dell’animale, rimasta libera. Poi, con aria seccata, disse: «Ora salite sulla groppa del mio cavallo. Vi porterò a casa mia. Lì cercherò di capire come aiutarvi».
I due fratelli osservarono con un po’ di timore quel poderoso animale dal manto bianco come la neve.
«Dobbiamo proprio salirci là sopra? Non sappiamo come si sta su un cavallo» disse Martino imbarazzato.
«Vai pure avanti tu» aggiunse Arturo rivolto alla loro interlocutrice «noi ti seguiamo volentieri a piedi».
«Ma allora, lo volete sì o no il mio aiuto?» sbraitò la bambina «Se sì, fate subito quello che ho chiesto».
Con qualche esitazione, i due ragazzi si avvicinarono alla groppa del cavallo. Mentre cercavano di salire, scivolarono e caddero più volte, sotto gli sguardi sempre più seccati della bambina. Dopo diversi tentativi goffi, finalmente riuscirono a issarsi sulla groppa del cavallo.
L’animale cominciò a camminare lentamente, facendo oscillare i suoi passeggeri da un lato all’altro come pendoli. Con molta fatica, Martino e Arturo cercarono di mantenersi in sella, aggrappandosi al mantello di chi avevano davanti e ridendo nervosamente.
«In fondo non è poi così difficile» disse Martino con un tenue sorriso.
«Ah, davvero?» commentò la bambina «Aspetta a dirlo. Tenetevi forte!»
Con un cenno della voce, il cavallo fu invitato dalla sua fantina a sollevarsi in volo. Quando le potenti ali del cavallo si mossero per la prima volta, Martino e Arturo furono presi dal panico. Urlarono e si aggrapparono disperatamente ai fianchi candidi del cavallo, mentre la bambina, senza prestare attenzione ai loro gridolini di terrore, rimase saldamente in sella all’animale che, nel frattempo, si librava in cielo, superando il terreno.
Attraversarono un banco di nuvole bianche e impalpabili mentre l’aria si faceva sempre più fredda e umida. Martino e Arturo erano terribilmente spaventati e non osavano guardare oltre la schiena del cavallo.
Il viaggio attraverso le nuvole sembrava eterno, ma infine il cavallo li portò al di là della cortina bianca. Lì, di fronte a loro, si presentò sempre più imponente un arcobaleno dai colori vibranti. L’arcobaleno si estendeva in un arco perfetto attraverso il cielo. I due fratelli chiusero i loro occhi e immaginarono che, riaprendoli, si sarebbero ritrovati immersi in un mondo di tinte vivaci. Invece, quando le loro palpebre si sollevarono, si resero conto che tutto ciò che attraversavano era un banco di minuscole goccioline d’acqua in sospensione nell’aria.
Quando Martino e Arturo si accorsero che il cavallo si avvicinava sempre di più alla terraferma, videro davanti a loro uno strano edificio, le cui finestre della parte superiore, alte e strette, si susseguivano in modo apparentemente senza fine, creando una serie di scale che sembravano salire verso l’infinito.
Serie: Il figlio delle fate
- Episodio 1: Ferchiurem
- Episodio 2: L’isola di Sinilluarna
- Episodio 3: Il Mare delle Piogge
- Episodio 4: La bambina
- Episodio 5: L’indovinello
- Episodio 6: C’è una terra felice
- Episodio 7: Il nome
- Episodio 8: Ritorno ad Asprapetra
- Episodio 9: Amelia
Mi piace tantissimo la cura che metti nello scegliere ogni parola.
Grazie mille! 😊
Che bello!
Grazie!