La cena (Attimi – 1)

Serie: L'Urlo Muto delle Ombre


Attimi - Capitolo 1 Samuele vive la sua vita tra i lati - divisi - della sua famiglia

“Mi piace E. S. Sta dalla parte della povera gente, vuole aumentare gli stipendi e le pensioni” disse sua nonna. Samuele, in realtà, alle lezioni di Politica Economica dell’università aveva imparato che le cose erano un tantino più complicate, e pensava che questa Signora E. S. fosse alla ricerca disperata di voti. Ma non gli andava di discutere di politica con sua nonna.

“Sono d’accordo” disse Samuele.

“C’è troppo capitalismo” s’intromise suo nonno.

“Guarda, io sono convinta che ci vorrebbero più politici come B.C. Allora si stava meglio.”

“Senti questa!” esclamò suo nonno. “B.C., un comunista.”

“Dovresti smetterla di credere a quello che diceva tuo fratello” concluse.

“Non ti permettere, sai?” lo riprese sua nonna. “Mio fratello credeva negli ideali giusti.”

“Questo weekend ho visto tre film” si intromise Samuele, deviando il discorso.

“Ah si? Strano, io ero a casa sia sabato che domenica, ma non hanno dato niente di interessante.”

“Li ho visti su internet” spiegò Samuele.

“Ah, certo. Neflis?

“Sì, nonna. Su Netflix.”

“Un giorno me lo fai vedere?”

“Certo, nonna. Possiamo collegare il computer alla televisione.”

Lei annuì, ma dal suo sguardo Samuele seppe che non aveva capito nulla.

“Beh, che film hai visto?”

“Il primo è stato Il collezionista di Ossa, con Denzel Washington.”

“Ah! Quell’attore è fantastico” disse la nonna. “I neri sono quasi più bravi dei normali a fare i film.”

“Certo, emigrano e non fanno niente tutto il giorno” disse suo nonno. Stava seguendo una partita di calcio. “Ne hanno, di tempo.”

“Denzel Washington è americano. Somaro!” lo ammonì sua moglie.

“E cosa cambia? Invece di pesare sulle nostre tasche, a mantenerli ci sono i cittadini americani.”

“In realtà, nonno” si intromise educatamente Samuele, “lui è proprio cittadino americano.”

“Beh, i suoi genitori saranno emigrati dall’Africa. E lo avranno cresciuto sulle spalle dei lavoratori onesti.”

“Già…” mormorò Samuele, arrendendosi.

“Com’è l’arrosto?” chiese sua nonna.

“Molto buono” disse Samuele.

“Dai, finiscilo, altrimenti si raffredda” disse lei, guardando con sospetto al piatto.

Samuele sorrise e riprese a mangiare.

Ora a parlare in cucina c’era solo la televisione. Il cronista commentava la partita, enunciando aneddoti e varie informazioni. Secondo Samuele, stava blaterando una banalità dietro all’altra. Non odiava il calcio in sé, ma trovava ridicolo che si costruissero teorie, che venissero trasmessi notiziari dedicati e ci si ostinasse a creare una cultura accademica attorno a una palla di cuoio.

“Vincerà l’Inter” disse il nonno rivolgendosi a Samuele. “Io gli interisti non li sopporto. Sono dei ladri” concluse.

“Già” mormorò Samuele.

Ancora, il cronista tornò a dominare la conversazione. Samuele voleva distogliere lo sguardo dal suo piatto. Punzecchiava il grasso dell’arrosto – lasciava sempre da parte il grasso – con la punta del coltello.

“Come sta la mamma?”

Samuele indugiò, sempre rivolto al brandello di grasso. “Bene” disse infine.

Sua nonna annuì con un cenno del capo. “Tienila d’occhio” disse, e con lo sguardo aggiunse sono preoccupata per lei.

Si alzò per sparecchiare i piatti vuoti. “Vuoi il dolce?”

“Avete del panettone?”

“No, caro… sai che a noi non piace.”

“Non preoccuparti, nonna. Passiamo al caffè?”

“Se vuoi la prossima volta lo prendo” disse suo nonno.

“Se ti capita” disse Samuele con un’alzata di spalle. Pensò al suo gesto, poi aggiunse: “Grazie.”

Bevvero il caffè, poi in cucina si parlò ancora un po’ dei film che avevano visto, dei libri che avevano letto e di come procedesse lo studio. Quando fu sicuro che entrambi i nonni non lo stessero guardando, Samuele controllò l’ora dall’orologio da polso.

“Va bene. Io mi sa che vado” disse.

“Di già?” esclamò sua nonna.

“Domani devo alzarmi presto” disse Samuele.

“Deve lavorare, eh!” disse suo nonno.

“Ma certo, ma certo” disse sua nonna. “Verrai a trovarci?”

“Sì, nonna. Settimana prossima vengo a cena.”

“Volentieri” disse sorridendo. “Sei proprio un bel ragazzo” aggiunse.

“Grazie, nonna.”

Si alzò anche suo nonno. Si salutarono.

“Alla prossima, ragazzo” disse suo nonno.

Samuele lo abbracciò. Fece lo stesso con sua nonna, e in più si fece dare tre baci sulle guance.

“Vi voglio bene” disse.

Serie: L'Urlo Muto delle Ombre


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Discussioni

  1. Mo imbatto adesso nella serie e rimango piacevolmente colpito da questo primo episodio. Mi piace l’educazione di Samuele e che vada a cena spesso dai suoi nonni.
    Non è difficile capire chi siamo E.S. e B.C. Ma se la nonna semplifica un po’ banalmente il nonno rappresenta qualcos’altro, qualcosa che oltrepassa l’età. C’è troppa gente in giro che definirebbe E.S. e B.C. comunisti… Il resto viene da sé.
    Oltretutto io sono pure interista, il nonno è pieno di difetti 😀

    1. Ciao Francesco! Mi fa piacere leggere il tuo commento 😉
      Esatto, il nonno – sebbene non mi senta di definirlo malvagio – è piuttosto ignorante, e lo si capisce dai suoi dialoghi (spero!).

  2. Non ho ben capito neppure io se sia l’inizio di una serie oppure un racconto a sé, ma credo funzioni in entrambi i casi.
    Ho notato una piacevole vena di ironia nei dialoghi tra nipote e nonni, indice di una certa distanza e incomunicabilità generazionale. Ma anche tanto affetto e un forte legame. C è qualcosa di diverso rispetto ai tuoi scritti precedenti, molto interessante.

  3. Faticavo a collegare i tag con il punto di questo episodio, poi ho letto che si tratta del primo di una serie. Forse l’hai fatto volutamente ma, per il momento non è contrassegnato come librick standalone 😅
    In ogni caso devo dire che la tua capacità nascosta di creare tensioni sotto traccia, quasi invisibili direi, con dei semplici dialoghi che all’apparenza non hanno nulla di straordinario, è davvero incredibile. Questa cosa si era già vista con un episodio di una tua recente raccolta, in cui il vero protagonista era appunto la tensione. Si potrebbe dire che usi il sottotesto come arma vincente. Attendo il seguito! 😀

  4. Stupendo Nicola!!! Quanto mi piace questo quadretto generazionale con un giovane che non replica polemico alle banalità dette dai nonni. C’è amore, rispetto, comprensione e benevolenza. Non servirebbe altro per avere un mondo migliore. Grazie Nicola!!! 👏👏👏👏

  5. Non capisco se si tratta dell’inicipit di una nuova serie o di un racconto. In ogni caso, sembra diverso, per ora da ciò cui ci hai abituati. O forse, neanche troppo se mi soffermo a riflettere su quanto c’è che si muove nella testa del tuo protagonista. Sempre molto bravo

    1. Ciao Cristiana! Grazie mille per aver letto e apprezzato.
      Confermo che si tratta dell’inizio di una breve serie, sebbene capisco che leggendo questo primo capitolo non sia proprio chiaro. Il tutto sarà più chiaro dal prossimo capitolo 😉