LA DISCESA

Sullo schermo la scena รจ immobile: cielo scuro con poche stelle, polvere grigiastra, quattro esili zampe metalliche poggiate al suolo. Nessun rumore percepibile.

Inizia una lunga notte, per tanti uomini sul pianeta Terra.

Una lontana striscia dorata percorre il firmamento. Greggi silenziosi si muovono sulla collina, guidati da cani e pastori. La meta รจ sconosciuta, eppure indicata come unโ€™attesa speranza. รˆ soltanto una fioca luce dentro a una baracca di legno vecchio.

Poi il portello di alluminio si apre, si intravede una goffa sagoma bianca, mentre segnali e ronzii si rincorrono nelle onde invisibili. Al Centro salti di esultanza; stupore davanti a milioni di piccole scatole luminose. Pronte tutte le rotative di acciaio a stampare in fretta la notizia tanto attesa.

Ecco fermarsi tre imponenti animali; scendono dalle loro schiene i conoscitori di astri, con regali e volti di curiositร . Solo fiato caldo di mammiferi per il bambino. La grande stella si รจ fermata; voci e belati, intorno, riempiono il silenzio del brullo paesaggio. Poco distante un grande re prepara un assalto di morte.

Il primo passo sulla crosta sabbiosa รจ un ovale rigato, una muta parola e una duratura testimonianza. Saltelli imprecisi nella luce falsata e breve; il tempo di stendere una piccola bandiera colorata nellโ€™aria senza vento. Dialoghi emozionati, misti ad applausi.

Deposti i doni, i tre viaggiatori riprendono la strada del ritorno, senza ripetere i propri passi. La notte sfuma nel giorno, tra canti di gioia e di ringraziamento. La luce della stella perde vigore, si confonde con i primi bagliori dellโ€™alba.

Il capitano con la tuta bianca risale la scaletta, poi il portello si richiude con un leggero sospiro. Lo scenario ritorna immobile, nella vastitร  di un universo buio e silenzioso.

La nuova famiglia si mette in cammino, coperta di poveri stracci, verso lโ€™orizzonte del giorno.

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Davanti allo schermo, stesi sulla rugiada della notte, ci sono uomini assonnati e pronti a scordare, mentire, tradire.

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Furio, ci hai regalato una potente allegoria che mescola simboli sacri e moderni, come i Re Magi e i mezzi di comunicazione contemporanei, per riflettere sulla speranza, la ricerca e la disillusione. La “stella” che sfuma e la luce che perde vigore simboleggiano, a mio avviso, il passaggio dalla speranza al quotidiano, segnato da conflitti e tradimenti. Alla fine, l’immagine degli uomini pronti a “scordare, mentire, tradire” suggerisce una riflessione amara sulla natura umana, incapace di mantenere viva la speranza in un mondo che dimentica facilmente. Davvero molto bello.

    1. Grazie Cristiana.. come sempre interpreti alla perfezione il senso dei miei scritti.. l’uomo dimentica in fretta, quando non rinnega subito.. una triste conferma viene dalle guerre, alle quali ci stiamo addirittura abituando, quasi senza piรน dolore o ribellione..