La festa nel bosco
In un incantevole prato incastonato tra dolci colline, viveva un coniglio particolarmente gentile e mansueto di nome Ghigo. Ghigo non era un coniglietto normale; la sua morbida pelliccia argentata brillava come la luce della luna e i suoi grandi occhi espressivi brillavano di calore.
I giorni di Ghigo erano pieni di piaceri semplici, saltellare tra l’erba color smeraldo, sgranocchiare il trifoglio baciato dalla rugiada e scambiare allegri saluti con i suoi amici del bosco. Gli altri animali ammiravano Ghigo non solo per il suo aspetto radioso ma anche per la sua eccezionale gentilezza e generosità.
Una mattina soleggiata, Ghigo scoprì una macchia di fiori di campo in piena fioritura, i cui colori vibranti danzavano nella brezza. Ispirato dalla bellezza che lo circondava, Ghigo decise di organizzare una grande festa sul prato. E invitò i suoi amici: Trollo, il giocoso scoiattolo, Poldina, la vecchia tartaruga saggia, e Selma, la spensierata farfalla.
La notizia del raduno di Ghigo si diffuse in tutta la foresta, raggiungendo creature grandi e piccole. Anche creature timide come Aras il timido topo e Gippo il timido riccio decisero di partecipare, attratti dalla promessa di gioia e divertimento.
Mentre il prato si riempiva di risate e del profumo dei fiori, Ghigo si assicurava che tutti si sentissero i benvenuti. Saltava da un ospite all’altro, assicurandosi che ognuno avesse un posto e un piatto di frutti di bosco succulenti o lattuga croccante. La gentilezza di Ghigo brillava come un faro, creando un’atmosfera di armonia tra i diversi partecipanti del bosco.
Durante la festa, una leggera brezza portò una melodiosa melodia che incantò tutti. Ghigo, noto per il suo amore per la danza, volteggiava con grazia, invitando gli altri a unirsi a lui. Trollo eseguiva mosse acrobatiche, Poldina ondeggiava con passi misurati e persino Gippo e Aras superarono la loro timidezza, dimenandosi allegramente al ritmo.
L’occasione gioiosa continuò finché il sole non scese sotto l’orizzonte, proiettando un caldo bagliore dorato sul prato. Ghigo riunì i suoi amici per esprimere la sua gratitudine per la loro presenza e la sua gioia per l’armonia che avevano condiviso. Ogni amico, a turno, parlò dell’influenza positiva di Ghigo e del senso di unità che il raduno aveva portato nella foresta.
I giorni si trasformarono in settimane e il ricordo della deliziosa celebrazione di Ghigo perdurò, intessendo un senso di unione tra gli animali. Ispirate dalla sua gentilezza, le creature del prato iniziarono a organizzare i propri raduni, favorendo un più forte senso di comunità.
Gli atti di gentilezza di Ghigo si estesero oltre gli eventi. Aiutò Gippo e Aras a raccogliere cibo durante i giorni più freddi e offrì saggi consigli a Poldina quando dovette affrontare un problema sconcertante. Trollo, a sua volta, lo aiutò a trovare le noci e le bacche più succose, dimostrando la reciprocità che definiva le loro amicizie.
Un giorno, una pioggia leggera cadde sul prato, lasciando dietro di sé una tela di goccioline scintillanti. Ghigo, sempre ottimista, vide l’opportunità di organizzare un picnic baciato dalla pioggia. Con le foglie impermeabili che fungevano da ombrelli improvvisati, gli amici si riunirono ancora una volta, condividendo storie e risate sotto il leggero picchiettio delle gocce di pioggia.
Con il cambiare delle stagioni, cambiava anche il prato, ma la gentilezza di Ghigo rimaneva una costante. Il suo impatto sulla foresta fu incommensurabile, aveva trasformato un semplice incontro in un catalizzatore per amicizie durature e una comunità armoniosa.
Nel cuore del prato, circondato da amici vecchi e nuovi, Ghigo si rese conto che la vera bellezza della vita non risiedeva solo nei colori vibranti dei fiori di campo o nel sapore dolce dei frutti di bosco, ma nel calore delle connessioni autentiche e nella gioia di donare gentilezza agli altri. E così, nella sua pelliccia argentata e coi suoi occhi scintillanti, Ghigo continuò a incarnare lo spirito di un simpatico coniglio, lasciando un’eredità di amore e unità nel cuore del prato incantato.
Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Interessante questo tuo cambio di rotta verso la favola. Secondo me ben riuscito, particolarmente il finale.
Grazie 🙂