
La finestra dell’albergo
Serie: Anatomia sepolcrale di un sogno
- Episodio 1: L’arrivo e le altezze
- Episodio 2: Il coltello e i ricordi
- Episodio 3: Nel cuore della notte
- Episodio 4: Ombre rosse
- Episodio 5: Le parole nel buio
- Episodio 6: Il temporale
- Episodio 7: La visione
- Episodio 8: La rivista di poesia ermetica
- Episodio 9: La finestra dell’albergo
- Episodio 10: La prima accoglienza
- Episodio 1: Il solletico dell’assassino
- Episodio 2: Ingresso in camera
- Episodio 3: Prima di cena
- Episodio 4: Inizio della cena
- Episodio 5: L’arrivo a Praga
- Episodio 6: Vita con Edo
- Episodio 7: Delle carte utili e inutili
STAGIONE 1
STAGIONE 2
«Siamo rimasti a parlare fino alle quattro. Per una questione di rispetto nei tuoi confronti, gli ho detto di non poter rispondere per te, consigliandogli di non fare affidamento sulla tua disponibilità, Gustav, né su quella di Lara, ben conoscendo la tua situazione e le vostre dinamiche familiari, che non sono affatto semplici. Poi, nel pomeriggio, l’ho accompagnato in albergo. C’era molta nebbia lungo il tragitto. Abbiamo parlato di meno, mentre l’albergo si avvicinava e si definiva a fatica, come se si stesse dissolvendo in un’eclissi. Prima di salutarlo, gli ho promesso che ti avrei illustrato la sua idea sul progetto della rivista. Arrivati di fronte al suo albergo, l’ho visto barcollare, aveva lo sguardo vitreo, tremava. Ho pensato non fosse più abituato a mangiare e a bere così tanto. Mi ha richiamato verso le nove, col fiatone, chiedendomi se ti avessi visto o anche solo parlato. Gli ho detto che non c’era stato il tempo per nulla. È stata l’ultima volta che l’ho sentito. A essere sincero, un po’ mi dispiace di non essergli stato di aiuto, ma non ho avuto scelta e poi… non riesco a fidarmi di lui. Non so il perché, ma c’è un suo lato che mi spaventa. Lo sento insidioso, ambiguo, sfuggente. Mi ha raccontato che passa intere giornate su eBay. Avrebbe aperto un negozio elettronico di libri antichi, in cui gestirebbe diverse aste. I libri li avrebbe ereditati da uno zio. Mi è parso strano.»
«Pensi che ti abbia mentito?» gli chiese Gustav.
«In parte sì.»
«Devo restituirgli il coltello, comunque vadano le cose.»
«Cosa vuoi che se ne importi? Era solo un pretesto.»
«Si rifarà vivo, secondo te?»
«Non ne ho idea, ma non avendo trovato in noi gli alleati che cercava, lo vedo difficile.»
«Se così fosse non avrebbe più ragioni per restare. Potrebbe essere già in treno, a scrivere poesie» disse Gustav.
«Non è detto. Non è una persona così prevedibile. Lo ha dimostrato fino all’ultimo.»
«Anche secondo Lara è imprevedibile. Dopo la tua telefonata, lo ha trovato addormentato con la testa sul tavolo.»
«Al pensiero della sua partenza… non so se provare sollievo o una sorta di rimpianto – oltre al desiderio, del tutto irrazionale, naturalmente, che lui sia ancora in giro, dietro l’angolo, a spiarci.»
«Vorrei vedere il suo albergo. Sono curioso» fece l’avvocato.
«Dopo ti ci porto, non è lontano da qui. Intanto mangia, sembra che tu non abbia più appetito» gli disse Ariele, allungando la forchetta nel piatto di Gustav, dove infilzò un pezzo di bistecca grondante di sangue. Lui lo lasciò fare, senza intervenire o dirgli altro. Sembrava tornato un bambino.
L’albergo, al loro arrivo, era avvolto in un’atmosfera plumbea, irreale, la solita di via San Filippo Neri, dove Gustav mancava da tempo. Non lo ricordava così deprimente e astratto.
«Saranno mesi che non vengo qui. Eravamo spesso di passeggio, la domenica, verso sera. Vi ho sempre trovato del gotico. A Lara piaceva molto; alle bambine meno, però. Non me lo sono mai spiegato.»
Ariele fumava, parlava poco, limitandosi ad ascoltare le parole del suo amico. Ogni tanto alzava il viso a una finestra spenta; poi, quando intercettava quella giusta, la indicava con un dito, chiudendo un solo occhio: «La quarta finestra del terzo piano corrisponde alla camera di Stain. Me lo ha detto lui quando l’ho accompagnato. Osservala bene».
La finestra del terzo piano, che Ariele continuava a indicare al suo amico, era aperta e malinconica. Al suo interno pareva già notte, una notte fresca, boschiva, di soli riverberi e scintillii. I due si domandavano perché tanto interesse per un compagno di classe ripiombato senza un preavviso nella loro vita e poi di nuovo sfumato, per volteggiare sulle loro figure come l’ombra di un’aquila, o di un avvoltoio.
«Forse è il suo fallimento che ci attrae così tanto. Il fatto che si sia distanziato dal nostro destino, quando all’inizio pareva andare tutto a gonfie vele, intendo dalla sua parte rispetto alla nostra. Una sorta di inversione. In classe eravamo noi i perdenti, ricordi?»
«Ma allora non ci facevo caso. Non era importante il mio valore, nemmeno a che punto fossi rispetto a tutti gli altri, ma solo la frangetta di Margot.»
«Che ricordi. A quest’ora mi terrorizzano.»
«Io credo che sia ancora lì.»
«Meglio tornare. Così diamo nell’occhio.»
«Come preferisci» disse Ariele, fissando per un’ultima volta la finestra buia della camera.
Poco dopo ritornarono indietro, entrambi sconfitti.
La sera dopo, Gustav e Ariele decisero di cenare di nuovo insieme, nello stesso ristorante nei pressi dell’albergo dove avevano pranzato, per poi ritornare a controllare qualche indizio dalla finestra della scorsa volta. Ormai, per entrambi, il mistero dell’ arrivo del poeta era diventata un’ossessione, proprio come lo era per il poeta la fondazione di una sua rivista ermetica. Dovevano in qualche modo arrivare a capo della questione una volta per tutte. Erano di nuovo speranzosi di ottenere un ulteriore contatto con lui, nel caso fosse ancora lì.
Nell’attesa Gustav batteva le scarpe e i denti per il freddo. Tutte le luci delle finestre dell’albergo erano accese, sarebbe stato difficile ricordare e individuare la sua, allo stesso modo di quando erano tutte spente. Per cui si ostinarono a puntarle singolarmente, dalla stessa fila, cercando di ricordare la posizione esatta dell’unica che ricordavano accesa la sera prima, dove avevano fiutato le radiazioni della sua presenza.
I due alzarono la testa. L’avvocato si sollevò sulle punte con la destrezza di un ballerino, stringendo gli occhi e sperando di intravedere una forma appena più definita dalle ombre della finestra.
«Non ti sembra lui? Adesso sta alzando un braccio. Sono sicuro che ci avrà riconosciuto» gli disse Ariele, continuando a descrivere ciò che di vago vedeva smuoversi dalla stessa finestra, dove Gustav guardava e in parte riconosceva.
«Sarà il poeta?»
«La persona che adesso si muove» disse Gustav, stranito, rispondendo ai cenni misteriosi che si animavano a più scatti dalla finestra.
«Diciamogli di scendere, ma con un segno discreto, misurato.»
«Non lo vedo più.»
«Allora non ci resta che chiedere di lui alla reception. Del poeta, o del signor Stain Lopez. Non abbiamo alternative» disse Ariele.
Serie: Anatomia sepolcrale di un sogno
- Episodio 1: L’arrivo e le altezze
- Episodio 2: Il coltello e i ricordi
- Episodio 3: Nel cuore della notte
- Episodio 4: Ombre rosse
- Episodio 5: Le parole nel buio
- Episodio 6: Il temporale
- Episodio 7: La visione
- Episodio 8: La rivista di poesia ermetica
- Episodio 9: La finestra dell’albergo
- Episodio 10: La prima accoglienza
Il rapporto tra i due sta diventando sempre più stretto, di pari passo con la loro ossessione per Stain.
Mi chiedo dove tutto ciò li condurrà.
Credo che se il poeta non fosse piombato all’improvviso nelle loro vite, avrebbero perso entrambi qualcosa dell’altro; di certo non avrebbero raggiunto questo grado specifico di relazione, né si sarebbero posti determinate domande, con una tale concentrazione, ispirazione e intensità. Stain, senza volerlo, avrà favorito una singolare alleanza, che non saggiavano dai tempi lontani della scuola Blaise Cendrars, probabilmente.
Entrambi mostrano di avere paura del mistero poetico che ha fatto irruzione, dopo tanti anni, senza un movente chiaro, nell’intimità delle loro esistenze ordinarie, ma non vogliono ancora ammetterlo. L’alleanza che stanno perfezionando, in qualche modo potrebbe rassicurarli e immunizzarli di fronte alla minaccia di un simile invasore, così imprevedibile e controverso, che non esiterebbe a umiliarli e a distruggerli in un battito di ciglia, o con una manciata di versi liberi, lanciati come coltelli, nel caso se ne presentasse l’occasione. Come sempre i giochi sono ancora aperti, da tutti i fronti e i punti di vista.
Ancora un grazie. A presto.
I due compagni hanno sviluppato una attenzione morbosa nei confronti del poeta che si auto alimenta all’interno della stessa coppia. L’impressione è quella di due lupi famelici che annusano alla ricerca disperata della loro preda. I due fanno congetture, improvvisano ricordi che si rimbalzano l’un l’altro, ogni volta aggiungendo un particolare e ingigantendoli. Sembra la strada diretta per la follia. Un capitolo veramente efficace e altrettanto misterioso.
Hai colto l’aspetto seduttivo operato da alcune paure profonde e radicate – aspetto tipico dell’infanzia. I due amici ritornano indietro nel tempo verso un deposito emozionale controverso e radioattivo, cercando di esorcizzare il disordine che l’arrivo del poeta sta comportando per le loro esistenze e le loro certezze. Lo temono e lo desiderano a distanza di istanti, con la stessa intensità. Il loro comportamento è una riprova del disordine, come della luce irresistibile, operata dalla sua presenza, ormai magnetica, della quale entrambi sentono di non poter fare più a meno. Questa verità, nel caso fosse appurata dal poeta, attiverebbe un meccanismo di sottomissione estremo, molto pericoloso. Se dietro quella finestra ci fosse lui e li scorgesse, potrebbe attivarsi inesorabilmente il meccanismo perverso di una duplice seduzione, simile a quella operata in ciascuno dei tre da Margot, scomparsa nel nulla in condizioni precarie di salute. Vedremo insieme gli esiti di queste dinamiche dove ci porteranno. Sono curioso quanto te, credimi. Un saluto.
“oltre al desiderio, del tutto irrazionale, naturalmente, che lui sia ancora in giro, dietro l’angolo, a spiarci”
Che strano questo ‘desiderio’. Dovrebbe essere piuttosto ‘timore’, ‘paura’. Eppure no, è ‘desiderio’. Dice molto.
Esatto. È qui il nucleo. Lo hai colto in pieno.
Siamo al penultimo episodio di questa serie, di cui sono riuscito a recuperare solo alcuni episodi, e mi sta piacendo molto. Complimenti Luigi!! Provvederò a leggere anche gli altri episodi. 😃
Perfetto, Alfredo. Sono molto onorato e felice del tuo interesse. Grazie e a presto.