
La forma dei pensieri
Serie: Eva e i segreti di Itky
- Episodio 1: Un risveglio nella nebbia
- Episodio 2: Era solo un sogno brutto
- Episodio 3: La bambina dagli occhi straordinari
- Episodio 4: Il richiamo della scuola
- Episodio 5: Non è un sogno
- Episodio 6: Lʼamico immaginario
- Episodio 7: Benvenuta nella scuola dei sogni
- Episodio 8: Il piccolo guardiano dei sogni
- Episodio 9: Una stanza per due. Parte 1
- Episodio 10: Una stanza per due. Parte 2
- Episodio 1: Le radici dell’oscurità. Parte 1
- Episodio 2: Le radici dell’oscurità. Parte 2
- Episodio 3: I fili del passato
- Episodio 4: La forma dei pensieri
- Episodio 5: Occhi che svelano misteri. Parte 1
- Episodio 6: Occhi che svelano misteri. Parte 2
- Episodio 7: Il giardino segreto. Parte 1
- Episodio 8: Il giardino segreto. Parte 2
- Episodio 9: I primi dubbi
- Episodio 10: Tam-Pik
- Episodio 1: Lʼultimo grido
- Episodio 2: La battaglia invisibile
- Episodio 3: La verità nascosta
- Episodio 4: Uno studente curioso
- Episodio 5: Nuovo alleato
- Episodio 6: La via per Itky
- Episodio 7: Cento domande senza risposte
- Episodio 8: Il ritorno di Ef
- Episodio 9: Sarò sempre con te
- Episodio 10: Prima della guerra
- Episodio 1: Le pagine nascoste
- Episodio 2: Non guardarti mai allo specchio
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Lisa rifiutò di cenare – rafforzando la protesta con la frase: «Lo faccio diventare blu!», la ragazza prese un libro e si immerse nella lettura. Eva non osò insistere. Non voleva scendere da sola, ma aspettare fino alla colazione non era un’opzione.
«Torno presto!»
«Sì, sì!» rispose Lisa.
«Va bene» pensò Eva chiudendo la porta. Anche a lei capitava di essere di cattivo umore. Inoltre, si conoscevano da troppo poco tempo per offendersi per simili sciocchezze.
Persa nei pensieri, Eva percorse il lungo corridoio. Fuori era già buio da tempo, e in tutto l’edificio erano accese decine di lampade. L’atmosfera era calda e accogliente. Serve davvero la magia per sentirsi felici? Una risata sincera e parole gentili non potrebbero mai sostituirla. Questa strana Scintilla era solo un aiuto per chi voleva cambiare il mondo. Ma non tutti sceglievano la strada giusta. Forse era meglio che sulla Terra rimanessero poche persone a conoscere l’Universo di Oa?
«Presto capirai tutto!» le risuonò improvvisamente nella testa una voce. Sorpresa, Eva si fermò. Era la voce di signora Giorgia? Qualcuno degli studenti? Il problema era che le voci nella testa sembravano tutte uguali – era come ascoltare un dialogo in cui capisci chi parla, ma non puoi descrivere il timbro delle voci. Probabilmente se lo era solo immaginato, anche se il brivido che le era corso lungo la schiena sembrava più che reale.
Nella sala da pranzo, Eva si sedette al solito posto.
«Ciao!» salutò improvvisamente Stefano. «Dov’è Lisa?»
«È rimasta in camera. Ha ancora le mani sporche. È di cattivo umore!”
«Mi dispiace tanto. Le hai detto che non l’ho fatto apposta?»
«Certo. Forse domani dovresti scusarti di persona?»
«Lo farei volentieri, ma ho paura… e se decidesse di vendicarsi?»
«Non è da lei!»
«Voi ragazze siete imprevedibili!» sospirò il ragazzo. «Quando imparerò a fare i fiori come si deve, le regalerò delle margherite perfette!»
«Stefano, assicurati solo che non succeda di nuovo!» rise Eva.
«Va bene…» concordò lui con un sospiro.
Dopo aver mangiato, Eva tornò in camera, portando con sé qualche biscotto. Stava per girare verso il suo corridoio quando vide Davide passare, borbottando qualcosa. Indossava lo stesso maglione oversize, i suoi capelli erano spettinati, lo sguardo abbassato. Quando passò accanto a Eva, si fermò, guardandola dritto negli occhi e poi, bruscamente, disse: «Te ne devi andare da qui!».
Spaventata, Eva fece un balzo di lato. Davide, senza aggiungere una parola, scese le scale e si diresse verso la biblioteca. Gli studenti che avevano assistito alla scena sussurravano, stupiti dal comportamento del Mentore. Un ragazzo gentile, in poche settimane si era trasformato in un adolescente cupo e introverso. Se prima si poteva spiegare tutto con il semplice stress scolastico, ora era chiaro che la causa fosse ben diversa.
Eva si affrettò a tornare nella sua stanza.
Lisa dormiva, mentre il libro giaceva sul pavimento. Di tanto in tanto arricciava il naso, a volte dalle sue labbra usciva un borbottio indistinto. Eva si avvicinò all’amica, la coprì e le sistemò i capelli scompigliati sul cuscino. Cercando di fare il meno rumore possibile, si cambiò in pigiama, spense la lampada e si sdraiò nel suo letto. Aveva bisogno di riposare prima del giorno successivo, quando avrebbe partecipato per la prima volta a una lezione nella Scuola.
Nel silenzio che era calato, si sentì un fruscio, seguito da un suono strano, come se qualcosa stesse graffiando il pavimento con degli artigli. Con gli occhi spalancati, Eva cercava di distinguere nella penombra la fonte di quel rumore. L’intruso non sembrava intenzionato a nascondersi: attraversò rapidamente la stanza, saltò sul letto e cominciò a respirare con soddisfazione.
«Noykì!» esclamò Eva. «Dove sei stato? Volevi lasciarmi per sempre?»
Noykì si agitò, infastidito.
«Ho capito, non mi lascerai mai, giusto? Sei così strano. Come vorrei sapere che aspetto hai veramente! Ti farò delle domande a cui puoi rispondere solo con «sì» o «no», e tu… Se è «sì», fai le fusa; se è «no», graffia il pigiama. Ok?»
In risposta si udì un sommesso ronfare. Eva sorrise e proseguì: «Sei sempre invisibile? No? Posso vederti? E quando? Oh, scusa, è una domanda complicata. Fammi pensare. Decidi tu quando renderti visibile? No? Decido io? Allora fatti vedere subito! Ancora no? Non capisco…».
La ragazza tacque, continuando a coccolare il suo amico invisibile. Sentiva che mancava pochissimo per svelare il suo segreto, ma non riusciva a trovare la domanda giusta.
«Sei un gattino? No? Ma al tatto sei proprio uguale! Aspetta! Che stai facendo?»
Noykì si spostò sul cuscino e le sfiorò dolcemente la tempia destra.
«Mi fai il solletico! Smettila!» ridacchiò Eva, ma lui non si arrese. Tornò alle sue mani, strofinandosi contro di esse, poi si arrampicò sul cuscino e le solleticò la guancia. E così più volte, finché Eva non capì che noykì cercava di comunicarle qualcosa.
«Credo di iniziare a capire. Vuoi dirmi che diventi quello che io immagino? Quindi, se penso che tu sia un gatto, tu lo diventi? Ma che meraviglia! E uno elefante potresti essere? Dai, non graffiarmi, stavo scherzando! Puoi cambiare forma? Sì e no?”
Eva si fermò a riflettere, poi proseguì: «Provo a tirare le somme, ascoltami bene. Se la mia versione è per lo più corretta, fai le fusa. Allora, penso che tu rimanga invisibile finché non trovi la tua persona. Quando vi conoscete meglio, inizi a cambiare in base a come ti immaginano. Una volta trasformato completamente, non puoi più modificare il tuo aspetto. È corretto? Piano, che svegli Lisa! Bene, almeno ora è un po’ più chiaro. Gli altri possono vederti? Sì? No? Anche questa è una domanda che dovremo rimandare…”.
Eva si girò su un fianco, e noykì si infilò sotto la sua mano. Mentre lo accarezzava, rifletteva: «Che enigma mi hai dato! Come dovrei immaginarti? Magari potresti essere un piccolo tigrotto? E poi crescere! Forse troppo grande non va bene – come farei a portarti con me? Poi non è chiaro se gli altri potrebbero vederti. E come ti chiamerei?».
La sua voce si fece sempre più bassa, gli occhi si chiusero lentamente, e il respiro divenne calmo. Prima di sprofondare nel sonno, la ragazza mormorò: «Dobbiamo somigliarci. Così sarà chiaro a tutti che sei il mio noykì…»
Serie: Eva e i segreti di Itky
- Episodio 1: Le radici dell’oscurità. Parte 1
- Episodio 2: Le radici dell’oscurità. Parte 2
- Episodio 3: I fili del passato
- Episodio 4: La forma dei pensieri
- Episodio 5: Occhi che svelano misteri. Parte 1
- Episodio 6: Occhi che svelano misteri. Parte 2
- Episodio 7: Il giardino segreto. Parte 1
- Episodio 8: Il giardino segreto. Parte 2
- Episodio 9: I primi dubbi
- Episodio 10: Tam-Pik
Discussioni