
La genesi del Male
Serie: L'ORRORE DI MONTECOPPOLA
- Episodio 1: La genesi del Male
- Episodio 2: Prologo
- Episodio 3: L’inizio dell’Orrore
STAGIONE 1
Della nascita di questo borgo si hanno pochissime informazioni, anche se si dice sia stato fondato intorno al XIV Secolo, periodo in cui Castellammare viveva ancora in una situazione di relativa pace ed armonia.
Durante i secoli a venire, il primo piccolo insediamento di casette rurali si trasformò ben presto in un piccolo villaggio dotato anche di un piccolissimo mercato che, tuttavia, rendeva necessaria la convivenza delle persone del posto con la vicina Castellammare.
Fu così che si instaurò un rapporto di amicizia tra le due città, e non era cosa rara vedere per quella salita, oggi temuta ed isolata, un continuo viavai di gente che saliva a portare prodotti di varia natura o, semplicemente, a far visita alle varie amicizie che si erano strette in quel borgo all’epoca tranquillo e timorato di Dio.
Una delle caratteristiche peculiari di quel villaggio era la presenza, nel suo punto più alto, di un’antica costruzione che gli abitanti del posto solevano usare come chiesa per poter celebrare ogni domenica il rito della Santa Messa.
Furono tanti i preti che celebrarono le classiche funzioni religiose, in un continuo alternarsi di battesimi, matrimoni, cresime, funerali etc. fino a quando, si dice verso l’inizio del XVIII secolo, la chiesa venne abbandonata a seguito della morte dell’ultimo prete poiché nessuno prese il suo posto, lasciando che la costruzione venisse del tutto lasciata al suo destino.
Su certi aspetti, si può dire che la disgrazia di quel borgo nacque già nel momento in cui avvenne l’abbandono della chiesa come edificio sacro poiché ciò costrinse la gente più devota del posto a scendere nella vicina Castellammare per prendere parte alle varie funzioni religiose, cosa che, in un primo momento, venne accolta bene dagli abitanti di Castellammare, rendendo i rapporti tra questi e gli abitanti del villaggio così stretti e familiari che non ci si stupiva del trasferimento di alcuni abitanti del borgo nella stessa Castellammare.
L’edificio abbandonato non venne mai più usato, e nessun paesano ebbe la voglia ed il coraggio di prendersene cura, lasciando che lo stesso venisse divorato dalla forza della Natura che lo trasformò in un rudere fatiscente.
La convivenza tra le due città proseguì pacificamente fino a quando non ci fu l’episodio che segnò l’inizio della fine.
Secondo la versione ufficiale si racconta che, una ventina di anni prima che l’orrore si manifestasse in tutta la sua potenza, nell’allora piccolo e tranquillo borgo abitato da contadini che trascorrevano una vita agreste povera ma tranquilla, arrivò un bizzarro forestiero che, in un primo momento, aveva destato la curiosità delle persone del posto.
Ai tempi, nel Sud Italia, l’alfabetizzazione della povera gente del popolo (non dei nobili aristocratici) era bassissima, e nonostante fossimo al tramonto del secolo dei Lumi, periodo che aveva irradiato con la ragione della scienza e della razionalità i bui secoli della superstizione religiosa, nella popolazione di Castellammare e, in particolar modo, di quell’isolato borghetto di campagna sopra Monte Coppola, le superstizioni e l’attaccamento religioso la facevano ancora da padrona, incombendo come un silente demone invisibile nella vita quotidiana dei villici del posto.
Fu proprio per questo motivo che lo stupore nel vedere quel bizzarro straniero fu enorme.
Da quel che si sa, si trattava di un anziano sui 70 anni, vestito con una tunica nera (che doveva ricordare un saio) sporcatasi sul fondo a seguito dell’estenuante cammino intrapreso per arrivare fino al villaggio.
L’arrivo di quello strano figuro fu accolto con grande stupore dalla gente del posto, rimasta letteralmente a bocca aperta senza proferire alcuna parola.
La sensazione principale che i paesani provarono di fronte all’uomo fu di sgomento e paura, come se una sorta di indecifrabile aura negativa fosse piombata sul villaggio come un falco in picchiata sulla sua preda, rendendo l’atmosfera così tanto pesante e tossica da esser obbligati a trattenere il respiro per evitare di essere infettati.
Dal canto suo, il forestiero non diede nessuna rilevanza alla reazione delle persone che, imbambolate e stranite, lo stavano fissando con sguardi che ricordavano, allo stesso tempo, eccitazione e terrore puro.
Grazie alle pochissime testimonianze su carta della gente di Castellammare che, di tanto in tanto, portava viveri nel villaggio o faceva semplicemente visita ai propri amici salendo per la strada che portava al borgo, si diceva che il forestiero, in un primo periodo, non si facesse praticamente mai vedere in giro, cosa che, per certi versi, rassicurò gli abitanti del posto, vista la prima impressione assolutamente negativa che ebbero di quel soggetto misterioso. Successivamente, si venne a sapere che l’avventore si era insediato nella vecchia chiesa abbandonata ridotta a rudere e che da lì si sarebbero potuti sentire strani rumori che accompagnavano il sonnolento via vai dei paesani, quasi come se, all’interno della stessa, qualcuno (anche se non si sapesse bene chi visto che, almeno durante il giorno, nessuna aveva mai notato qualcuno salire sull’ormai abbandonata strada che conduceva verso quell’edificio) stesse facendo degli estenuati e frenetici lavori di ristrutturazione per costruire qualcosa di cui nessun abitante, troppo intento nella routine di tutti i giorni, si interessò più di tanto fino a quando, all’incirca qualche mese dopo, i lavori non furono terminati.
Alla fine, si scoprì che il rudere era stato ristrutturato per poter essere adibito di nuovo a chiesa.
Lo si poteva notare dal fatto che, dopo aver ultimato tutti i lavori, sulla punta più alta dell’edificio venne messo un crocifisso, prova della creazione di una nuova “Casa Di Dio”.
Dopo qualche giorno il vecchio forestiero, che non si era fatto più vedere in giro (almeno durante il giorno) da quando era arrivato qualche mese prima nel villaggio, scese dal rudere rimesso a nuovo e si presentò ufficialmente come nuovo prete venuto da terre lontane e mandato in quel villaggio per ridare fasto alla vecchia chiesa abbandonata, creandone una nuova appositamente per gli abitanti del posto, così da non esser costretti a scendere ogni domenica per recarsi nella vicina ma per certi aspetti lontana Castellammare ad assistere alla Santa Messa.
A sentire queste parole, il sospetto che in realtà dietro a quel vecchio si nascondesse un segreto molto più enigmatico ed empio sarebbe dovuto scattare immediatamente nelle persone del posto ma, purtroppo, si viveva in tempi in cui pochissime persone erano dotate della giusta istruzione e sensibilità, ed i contadini di quel posto non facevano certamente eccezione, anche se, in verità, all’inizio la notizia non venne accolta positivamente dagli abitanti del borgo poiché, nonostante il passar del tempo, il vecchio sembrava non esser cambiato di una sola virgola nel suo aspetto, conservando ancora un vago alone di mistero ed oscurità da far quasi accapponare la pelle.
Tuttavia, con il tempo la nuova chiesa cominciò ad essere frequentata dai paesani più anziani che, non avendo più le forze per poter affrontare il viaggio a piedi che ogni settimana si doveva fare per scendere a Castellammare e, in seguito, risalire al borgo, cominciarono ad assistere con una certa costanza alle funzioni tenute da quel vecchio e misterioso prete di campagna.
Pian piano anche le altre persone che abitavano nel borgo cominciarono a frequentare la nuova chiesa, fino al punto in cui quasi nessun abitante del villaggio si fece più vedere durante le messe della domenica tenute nelle varie chiese disseminate per la città di Castellammare.
Fu a partire da questo punto che iniziò il graduale deterioramento dei rapporti tra le due città, anche se ci vollero alcuni anni prima che la gente di quel borgo smettesse del tutto di farsi vedere dalle parti di Castellammare, iniziando un isolamento che in seguito avrebbe assunto proporzioni molto più irreversibili, soprattutto con il proliferare degli strani e terrificanti eventi che culminarono nell’”Orrore di Monte Coppola”.
Serie: L'ORRORE DI MONTECOPPOLA
- Episodio 1: La genesi del Male
- Episodio 2: Prologo
- Episodio 3: L’inizio dell’Orrore
Interessante anche questo secondo episodio! La new entry che sembra essere in tutto e per tutto l’antagonista di questo racconto mi ha ricordato molto il personaggio di «Le notti di Salem» del buon Stephen King, altro autore a cui farai sicuramente riferimento, soprattutto nel passaggio in cui affermi che negli anni il suo aspetto non è mutato.
Una volta i racconti erano tramandati oralmente, quando la conoscenza del saper leggere e scrivere era per pochi, quindi si trasformavano di bocca in bocca, aggiungendo o togliendo particolari. Mi ha ricordato alcune vicende di questo tipo, di cui non esiste traccia scritta. Il genere e la tua scrittura seminano riferimenti qua e là nel rigo, generando suspence e attesa, a me piace.
Interessante la figura del forestiero, che si rivela poi essere il nuovo parroco… ma sarà davvero così? e come avrà mai fatto a ristrutturare l’edificio da solo, questo settantenne? indubbiamente c’è qualcosa sotto, e questo “ignoto” spinge il lettore a voler approfondire.
Concordo col commento qui sotto di Alessandro sui periodi.
Per l’ordinamento degli episodi, se hai problemi, scrivimi in privato!
Ciao Luigi, seguo la tua storia con molto interesse, hai creato una bella atmosfera di attesa, incuriosendo il lettore. Se posso darti un consiglio, a volte i tuoi periodo sono molto lunghi e complessi e potrebbero creare un po’ di disattenzione verso la storia, forse potresti ridurli un po’.
Grazie molto per il feedback. I periodi sono a volte un po’ pesanti anche perchè cercano rifarsi un po’ allo stile del buon Lovecraft. Cmq la storia in questione è già stata scritta e a breve spero di pubblicarla tutta (la terza parte è in fase di approvazione). Sto andando un po’ a rilento perchè devo ancora un po’ capire il funzionamento della struttura ad episodi delle stagioni (a volte sballano l’ordine). Cmq spero che il prosieguo ti piaccia.
Il mistero che aleggia nei luoghi ben descritti, mi convince a continuare la lettura, con interesse. Per il momento non sento ancora (meno male), brividi di paura. Quando accadra´ vorra´ dire che evitero´ letture notturne. Battute a parte, credo che il tuo modo di scrivere, dal punto di vista formale e dei contenuti, possa essere costruttivo.
Grazie mille per il tuo commento 🙂