
La pioggia di ieri
Serie: Le storie di ieri
- Episodio 1: Le rose si regalano dopo un tradimento
- Episodio 2: L’uomo che non amava il mare
- Episodio 3: Mia Luna
- Episodio 4: Il Vuoto
- Episodio 5: Le scale
- Episodio 6: La pioggia di ieri
STAGIONE 1
Se adesso piovesse, uscirei fuori. Dietro casa c’è un parco, ma è troppo piccolo – e io voglio sentire lo spazio.
Il rumore della pioggia copre i passi, sembra quasi di fluttuare. Sul grigio del marciapiede, sull’erba morbida, sulle parole non dette e sui minuti di solitudine. Fluttuo tra le onde delle emozioni, seguendo la corrente delle decisioni non prese. Da qualche parte, più avanti, mi aspetta o una cascata o il mare. Mi schianterò o continuerò a nuotare?
Mi fermo sotto la luce discreta di un lampione, timidamente nascosto dietro il ramo di un albero vicino. «Ciao!» gli faccio un cenno con la mano e sorrido. Lui risponde, riflettendo un mosaico di ombre monocromatiche sulla mia pelle. E le dita macchiate d’inchiostro non sembrano più così sporche. Sono solo il proseguimento di una storia incredibilmente interessante sul mondo notturno della città. È come se cercassero, da qualche parte nel buio, le risposte a domande stampate con una vecchia macchina da scrivere rotta sull’aria trasparente.
La carta brucia, la carta ingiallisce, la carta si può riciclare e distruggere – così come la mappa d’inchiostro nero delle lettere sulla sua superficie. Puoi tagliarla in singoli pezzi, come puzzle, e buttarla in un unico cestino. Quanti cestini del genere ci sono nella mia testa? Non lo so. Quando mi sento particolarmente triste, ne prendo manciate e le lancio in aria. E l’aria stessa mette le parole al loro posto. Come una nevicata sistema i suoi fiocchi. O la pioggia – le sue gocce.
Ho trovato il mio spazio. Peccato solo per una sera – finché il vento non porterà il temporale altrove. Forse anche lui pensa di avermi trovato – solo per una notte? Fino a quando la routine della vita umana non mi riporterà in un appartamento freddo, sigillandomi oltre il confine di una finestra allettante e accogliente. E le gocce pesanti busseranno tutta la notte contro il vetro, rimbalzando nell’eco malinconico del cuore. Perché le persone amano la pioggia solo nei dipinti, e nessuno immergerebbe la mano in una pozzanghera fangosa in mezzo alla strada. Anche se quella pozzanghera – è pioggia. Solo di ieri.
Ognuno di noi, col tempo, diventa “di ieri”. Non completamente, ma per qualcuno – per un tempo, un luogo, un evento. O una persona. E quest’ultima cosa è la più difficile. Ti senti come se la tua data di scadenza fosse passata, ma sei ancora vivo – e nessuno se ne accorge più. Resti là, indietro, in vecchie fotografie, nei messaggi eliminati, sotto un timbro rosso: «È stata un’esperienza molto utile!».
Serie: Le storie di ieri
- Episodio 1: Le rose si regalano dopo un tradimento
- Episodio 2: L’uomo che non amava il mare
- Episodio 3: Mia Luna
- Episodio 4: Il Vuoto
- Episodio 5: Le scale
- Episodio 6: La pioggia di ieri
Il paragrafo finale è potentissimo: è come un pugno in pieno volto.
E fa tanto male perché è la verità.
Bellissima conclusione per questa raccolta.
Grazie mille! Sinceramente non so se chiudere la raccolta. Ho ancora 4-5 belle storie da pubblicare, quindi forse ci sarà qualche aggiornamento.
La mia frase preferita di questa storie è: “Perché le persone amano la pioggia solo nei dipinti, e nessuno immergerebbe la mano in una pozzanghera fangosa in mezzo alla strada. Anche se quella pozzanghera – è pioggia. Solo di ieri”.
Molto bello, e il finale è profondo e, in qualche modo, straziante.
Ho molto a cuore questo tema, l’ho trattato nei miei raccontini e continuo a farlo di tanto in tanto. Ma soprattutto ci penso. La cosa peggiore è quando smetto di pensarci. Allora nemmeno io mi ricordo più di me.
Lʼunica cosa che mi aiuta liberare la testa è scrivere. Avevo smesso per un bel poʼ e, di conseguenza, stavo per esplodere. Ci sono certe cose, certi pensieri che non possono essere capiti se li racconti. Quindi, in questi casi, sono obbligata a scrivere, a nascondere la verità sotto lo sguardo degli estranei.
“Quando mi sento particolarmente triste, ne prendo manciate e le lancio in aria. E l’aria stessa mette le parole al loro posto.”
Che bella immagine!
grazie!
Brava! Ottima pagina, scritta bene e con pensieri molto intensi. Mi piace la considerazione che oggi, per qualcuno, siamo “di ieri”, un qualcosa di sfiorato e lasciato andare. Apprezzo!!!🌹
Grazie mille! Ma anche qualcuno che per noi è importante oggi, domani potrebbe diventare “di ieri”…