La ruota del destino

Serie: Un destino (S)critto male


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: ...

“È impossibile sfuggire al destino stabilito”

Eschilo, Agamennone

Tre giorni dopo lasciai l’Olimpo.

Scendere dalla cittadella divina verso la Valle delle Muse fu come attraversare veli sempre più sottili. L’aria cambiava consistenza a ogni passo: da divina a magica, da magica a terrena.

Li trovai alla Fonte Ippocrene.

Morfeo sedeva sul bordo della pietra levigata, i piedi immersi nell’acqua argentea. Calliope gli era accanto, la testa appoggiata alla sua spalla, gli occhi chiusi.

Non parlavano. Non ce n’era bisogno.

Quando mi vide, Morfeo sorrise. «Vedi di non riscrivere anche questo momento. È perfetto così com’è.»

La sua voce era più leggera di quanto l’avessi mai sentita.

Mi sedetti tra loro, sul bordo caldo della fonte. Calliope mi prese la mano senza aprire gli occhi. Morfeo invece mi osservò a lungo. Nel suo sguardo c’era tutto ciò che non avrebbe mai detto ad alta voce: orgoglio, paura, amore, preoccupazione.

«È finita?» chiesi, anche se conoscevo già la risposta.

«No» rispose Morfeo. «È appena iniziato» aggiunse dopo una lunga pausa.

Guardai l’acqua della fonte che rifletteva tre volti così diversi eppure tanto uniti.

«Bene» dissi, stringendo la mano di Calliope. «Allora lo affronteremo insieme. Qualunque cosa verrà.»

***

Tornai a Roma con il volto di Sofia.

Clara non ricordava nulla dell’Olimpo, delle Moire, dello scontro che aveva quasi spezzato il cosmo. Zeus le aveva offerto una scelta e lei aveva deciso di dimenticare. Morfeo aveva trasformato quei ricordi in sogni, la forma più indolore dell’oblio.

Ci ritrovammo da Gigi, a Trastevere. Lo stesso ristorante dove, mesi prima, avevamo cenato con

Lorenzo e tutto era ancora semplice. O almeno, sembrava esserlo.

Il profumo della pasta cacio e pepe riempiva l’aria, mescolandosi all’odore del pane appena sfornato e al vociare allegro dei romani.

Era il profumo di casa, di normalità, di vita che continua nonostante tutto.

Gigi ci accolse con il suo solito entusiasmo. «Le mie ragazze preferite. Accomodatevi.»

Ci sedemmo al nostro tavolo, quello vicino alla finestra. Clara mi osservava in silenzio mentre arrotolava la pasta sulla forchetta con movimenti lenti, quasi meditativi.

«Ieri ho fatto un sogno strano» disse all’improvviso.

Alzai lo sguardo dalla mia tazza di vino, senza interromperla.

«C’erano nove donne bellissime. Una villa in mezzo al verde. E tu…» esitò, poi sorrise con aria incerta. «Tu eri diversa. I tuoi occhi brillavano come se contenessero stelle. È assurdo, lo so. Ma sembrava così reale.»

Le presi le mani attraverso il tavolo. Erano calde.

«I sogni più belli lo sono sempre» precisai con dolcezza.

Non le dissi che non erano sogni, ma ricordi che Morfeo aveva trasformato in visioni notturne per proteggerla.

Non le dissi nemmeno che aveva camminato tra gli dèi, e che per un istante era stata al centro del destino stesso.

Clara strinse le mie mani e sussurrò: «Grazie».

«Per cosa?»

Lei corrugò la fronte, come se cercasse di afferrare un pensiero sfuggente. «Non lo so. Sentivo solo il bisogno di dirtelo.»

Sorrisi, e il nodo che avevo in gola si sciolse appena.

«La solita sciocchina. Smetti di guardare K-drama fino alle tre di notte. Ti stanno fondendo il cervello.»

Clara rise. Una risata piena, sincera, liberatoria.

Continua...

Serie: Un destino (S)critto male


Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Leggere questo capitolo mi ha dato la sensazione di un sipario che si apre su una scena quotidiana, pacifica, liberatoria. Come tornare alla normalità.
    Però, ammetto, non vorrei finisse così…Mi butto sull’ultimo 🙂

  2. La riflessione sui ricordi che diventano sogni mi è piaciuta tantissimo. Non accade anche nella realtà? a volte credo di sì. Quello che viviamo resta nella nostra mente, si confonde a ciò che abbiamo immaginato, e a volte abbiam bisogno di pensarlo come un sogno, bello o brutto che sia, per riuscire a tenerlo con noi e andare avanti. La risata finale mi ha commossa, mi è sembrato di sentirla. La risata di chi se l’è vista brutta ma ha trovato il coraggio di imparare e andare avanti, la risata di chi sa ricominciare, di chi ha di fronte un nuovo cammino ( e perchè no, un nuovo destino).

  3. Per un momento ho pensato che fosse l’ultimo episodio (e stavo per dirti di pubblicare immediatamente questo bellissimo romanzo!) La cosa più bella di questo episodio è che tutti i ricordi di Clara siano stati trasformati in un sogno: geniale❤️

  4. Un episodio più tranquillo dopo un crescendo di tensione e colpi di scena, ma che scalda il cuore, un po’ come la risata di Clara e il breve dialogo tra Moirania e i suoi genitori. Immagino e spero che la storia non sia ancora finita. Bravissima Tiziana!

    1. Il vero epilogo lo pubblico domani. Ho provato a fare un unico episodio ma non ci sono riuscita. Grazie per il supporto Melania, e per i commenti che hai sempre aggiunto ad ogni episodio.

  5. Un episodio piú terreno, dall’ Olimpo fino a Gigi, a Trasfevere. Un bel salto di qualità per tutti gli amanti della buona cucina romana. Mi hai fatto ricordare una delle pizze piú buone della mia vita e una piacevole serata, in un locale spartano, molti anni fa, lì a Trastevere.

  6. “Il profumo della pasta cacio e pepe riempiva l’aria, mescolandosi all’odore del pane appena sfornato e al vociare allegro dei romani.”
    Questa frase mi ha colpito, evocando ricordi che accrescono la nostalgia di Roma e dei miei amici romani.