La salamandra

Serie: Il giorno della memoria


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Enrico รจ un investigatore che si ritrova ad ascoltare una conversazione tra due donne, durante unโ€™indagine su un colorificio pugliese. Il dialogo avviene in Cina, รจ poco chiaro, allude a notizie nascoste, e a un luogo del Tibet.

Enrico era stato sul punto di rinunciare allโ€™incarico, di arrendersi. Eppure aveva rimandato ogni volta, provando tenerezza per quellโ€™uomo animato da nobili intenti. Poi un giorno, durante lโ€™ascolto dellโ€™ennesimo documentario, una domanda ha innescato una serie di reazioni che lo hanno condotto qui, mentre cerca di liberarsi il collo da una morsa asfissiante.

Qual รจ il suo nome indigeno?

Era la voce del narratore. Il servizio trattava della scomparsa di alcune specie animali, a causa dellโ€™inquinamento chimico. Era ambientato in Messico, a Cittร  del Messico, lโ€™antica Tenochtitlร n; e parlava dei canali di Xochimilco, dei genocidi a cui hanno assistito loro malgrado: il primo umano, lโ€™ultimo ittico.

Enrico non aveva ascoltato la premessa del documentario, ma un passaggio di ciรฒ che sentรฌ lo incuriosรฌ.

Lโ€™animale del quesito, in via di estinzione, era una salamandra con un superpotere: quasi tutto il suo corpo puรฒ rigenerarsi. Gli si taglia una zampa? Ricresce uguale. Una parte del cervello? Idem.

Imparรฒ anche il fenomeno della neotenia, per cui un essere vivente puรฒ divenire riproduttivo, quindi adulto, anche se in lui sono ancora presenti caratteristiche fisiche giovanili. Sentรฌ parlare del blastema. Ma soprattutto ebbe unโ€™idea folgorante.

La salamandra possiede cellule tali che, se danneggiate, si auto-modificano despecializzandosi; cosรฌ โ€“ capรฌ Enrico โ€“ tornando a uno stadio primitivo possono rigenerarsi in base allโ€™occorrenza, e ripristinare la parte mancante.

In quellโ€™istante una corrispondenza si chiuse tra due matrici di neuroni della sua mente.

Immaginรฒ lโ€™ammasso di fili e transistor che cercava di violare da settimane. Lo vedeva in un paesino ai piedi delle vette piรน alte del pianeta, collegato alla rete elettrica, e immaginรฒ che la Terra fosse la salamandra. Cosโ€™era quella minuscola connessione se non una cellula che doveva essere sostituita? โ€“ si disse.

Non devo pensare allโ€™obiettivo โ€“ riflettรฉ โ€“ ma al tessuto che lo circonda. Quello piรน vicino al taglio. Devo fare in modo che il contesto possa rimpiazzare lโ€™immagine in primo piano.

Di colpo vide una rete di punti e linee, prima caotiche, poi via via piรน ordinate. Riconosceva proporzioni, forme, strutture che si ripetevano. Un triangolo, un esaedro. I vertici si ricorrevano, le diagonali sfuggivano. E gli apparve un frattale.

Non si sarebbe piรน concentrato sullโ€™indirizzo inviolabile, lโ€™avrebbe considerato una cellula morta della salamandra messicana, e, partendo dal tessuto piรน vicino, avrebbe riempito quella porzione di organismo. Con tutto ciรฒ, e chi, conteneva.

Passare dallโ€™intuizione alla realtร  รจ stato laborioso. Innanzitutto si รจ messo alla ricerca di un indirizzo ip abbastanza vicino al bersaglio. Per fare ciรฒ ha scritto un algoritmo che scandagliasse il traffico in entrata e uscita da Kanding. Cosรฌ, procedendo per successive approssimazioni, in circa due settimane ha individuato le coordinate geografiche del nodo usato dalla vpn su cui stava indagando.

Bucare un router collegato ad essa, usando un rootkit scritto in un vecchio linguaggio di programmazione obsoleto, non previsto dalla difesa del provider cinese, รจ stata la cellula primitiva che ha cancellato qualsiasi messaggio di errore sul suo terminale. Quindi si รจ loggato nel dominio del PC di uno studente che vive nelle vicinanze dellโ€™obiettivo. E ha aspettato.

Non appena lโ€™ignaro utente ha acceso la propria rete wi-fi, Enrico ha potuto utilizzarla per scandagliare lโ€™area circostante. Lโ€™idea era di captare da quel router qualsiasi connessione radio raggiungibile, e di tentare lโ€™aggancio dei dispositivi che si fossero trovati nel raggio di ricezione, solitamente limitato a qualche decina di metri.

Ben presto il router dellโ€™inconsapevole complice รจ divenuto lโ€™hot-spot che oggi, poco prima della stretta al collo, era riuscito a connettersi a un terminale vicino allโ€™indirizzo internet tanto protetto.

Strano! Il segnale arriva da un registratore vocale โ€“ aveva detto a mezza voce Enrico mentre cercava di decodificare il contenuto che arrivava in chiaro, ma filtrato da un software online. Aveva anche notato che il dispositivo usava una serie di istruzioni automatizzate, assemblate in modelli LLMM, per trascrivere immediatamente le parole dopo averle registrate nei file audio. 

Una serie di istruzioni che hanno permesso a Enrico di bucare il sistema del registratore. Mentre qualcuno faceva lo stesso con lui.

โ€œLiberatela, perรฒ prima stringete bene i nodi ai polsi e alle caviglie.โ€

โ€œOra sei felice? Ami tanto sapere!โ€

โ€œLascia perdere la filosofia. Data la posizione in cui ti trovi non puoi permetterti nessuna domanda. Cosโ€™รจ questo diario?โ€

โ€œNon sai piรน leggere, oltre che scrivere?โ€

โ€œNoto che sei diventata ancora piรน testarda, ma non credevo anche piรน stupida.โ€

โ€œNon apprezzi lo stupore? Perรฒ frutti velenosi sรฌ.โ€

โ€œTi piace proprio la poesia! Dimmi un poโ€™: e quali sarebbero le bacche avvelenate?โ€

โ€œGuardati attorno, tanto per cominciare! O ti sembra normale?โ€

โ€œSei tu che lโ€™hai voluto. Io ti avevo avvertita di lasciar perdere alcune questioni. Non sei pronta: ci sono equilibri che non riesci ancora a vedere.โ€

โ€œQuesta non te lโ€™avevo mai sentita dire, e me la segno. Equilibri che non vedo! E sarei io la poetica!?โ€

โ€œNon sei cambiata per nulla. Ti conosco da quando abbiamo sei anni, e ragioni come allora.โ€

โ€œEro una bimba sveglia!โ€

โ€œPer arrivare dove? Ma non ti vedi da fuori?โ€

โ€œOh, sรฌ. Sono intrappolata, e chi mi รจ nemica lโ€™ho creduta amica fino a un attimo fa. Anche se sospetti, ma giร  lโ€™avevi capito, ne nutro da qualche anno. Tu, invece, la notte, a occhi chiusi, quando le forze mancano, a cosa pensi?โ€

โ€œAgli equilibri… non puoi capire. Non รจ come al liceo, durante le contestazioni, le occupazioni. Lo so che abbiamo fatto un patto, allora. Ma poi siamo state lontane. Non ho avuto modo di spiegarti.โ€

โ€œVuoi farlo adesso?โ€

โ€œSe fosse possibile. Avrei troppo da raccontarti. E piรน di cinque minuti, qui, non possiamo restare. Questa รจ la realtร , Miriam!โ€

โ€œMa guarda: pensavo stessimo sognando. E da un momento allโ€™altro comparissero gli unicorni.โ€

โ€œLi collezioni ancora?โ€

โ€œOh, sรฌ. Da tutte le parti del mondo. Ma non mi dire che adesso tโ€™interessano.โ€

โ€œChe stupida! E io che volevo per un attimo riappacificarmi con te.โ€

โ€œAh, pensavo con gli unicorni! E per sempre!โ€

โ€œMi sa che non ti va piรน di parlare.โ€

โ€œLi ricordi?โ€

โ€œMiriam, se non vuoi essere imbavagliata unโ€™altra volta, smettila con queste idiozie.โ€

โ€œRicordi come si chiama lโ€™unicorno di mare?โ€

โ€œNon sei cambiata per nulla. Ti avevo avvertita. Azzittitela!โ€

Continua...

Serie: Il giorno della memoria


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Mi รจ piaciuto tanto perchรฉ tiene insieme due cose difficili: la testa e la pelle. Prima ti fa entrare nellโ€™ossessione di Enrico (quella scintilla che โ€œchiudeโ€ i neuroni), poi ti butta addosso la realtร  che stringe il collo e lo fa senza perdere tensione. Bravo davvero: scorre, punge, e ti resta dentro.