La signora dei materassi (parte terza e ultima)

Serie: Manuale pratico per sopravvivere a me stessa


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Kim Cattrall incontra Bridget Jones con una libido ipersensibile e un sistema nervoso instabile

«Guarda che non è finita» dico.

«Cosa?»

«La questione.»

Luca inclina la testa.

«La questione?»

«Il mio problema.»

«Bianca.»

«Sì?»

I suoi capelli mi solleticano il seno e io perdo di nuovo la testa. Ecco un altro orgasmo. E poi un altro. Luca smette proprio di fingere normalità. Ride, mi bacia, mi chiede ogni tanto: «Tutto bene?» e quando io rispondo con sillabe non riconosciute dalla lingua italiana, dice: «Lo prendo come un sì prudente.»

A un certo punto rotoliamo di lato e finiamo contro una pila di cuscini memory. Uno cade a terra e una lampada oscilla in modo inquietante.

«Se rompiamo qualcosa?» chiedo senza fiato.

«La mettiamo sul conto della regina.»

«Io non sono una regina.»

Lui mi guarda. Davvero mi guarda.

Io ho i capelli disfatti, il trucco probabilmente compromesso, il vestito mezzo arrotolato, una scarpa ancora dispersa sotto un letto singolo e la capacità respiratoria di una fisarmonica bucata.

«Invece sì» dice.

Regina. Io.

Regina di quella notte assurda. Del mio corpo esagerato. Della mia fame. Della mia risata. Del mio diritto di desiderare.

È quello il momento in cui smetto di preoccuparmi del buon senso. Il resto è una catastrofe meravigliosa.

«Non posso farcela» dico.

«Fisicamente o moralmente?»

«Entrambe.»

«Vuoi fermarti?»

«No.»

«Allora respira.»

«Tu però non dirmi di rilassarmi.»

«Mai.»

Ecco. Mai. Gli perdonerei parecchie cose per quel “mai”.

Poi Luca finalmente si arrende. Si aggrappa forte alla mia schiena e viene anche lui. Raccolgo con la lingua le gocce del suo sudore e gli bacio gli occhi. Sorride.

Quando ci fermiamo, se ci fermiamo davvero, perché nel mio ricordo quella notte ha la consistenza confusa delle cose troppo vive, io sono sdraiata di traverso su un matrimoniale ergonomico, con un cuscino sotto la schiena, Luca accanto a me e una sete tale da farmi rimpiangere tutte le scelte idriche della giornata.

«Ho bisogno di acqua» dico.

«Subito.»

Sparisce nel retro e torna con una bottiglietta presa da chissà dove.

La bevo quasi tutta.

«Meglio?»

«Credo di aver perso sali minerali, lucidità e forse la scarpa.»

«La cerchiamo dopo.»

«E la lucidità?»

«Quella mi pare sopravvalutata.»

Restiamo ancora lì, a ridere piano.

A un certo punto Luca recupera davvero la batteria della telecamera, che resta il pretesto più bello e più stupido della mia vita, poi mi aiuta a ritrovare la scarpa. È finita sotto un letto contenitore chiamato “SognoPlus”.

SognoPlus. Non aggiungo altro.

Quando torno a casa sono quasi le quattro.

Entro in punta di piedi, come se dovessi giustificarmi con i mobili. Mi guardo allo specchio dell’ingresso. Ho l’aria di una donna sopravvissuta a un’esperienza mistica e a un trasloco.

Dormo pochissimo, ma passo l’intera giornata successiva sorridendo da sola come una cretina.

Non perché mi sia sentita giovane. Questa è una cosa che si dice sempre, ma non è esatta. La giovinezza non c’entra. Anzi, forse è proprio il contrario. Mi sono sentita donna con tutto quello che mi porto addosso: anni, paure, pelle, appetiti, ironia, stanchezza, memoria, cicatrici piccole e grandi.

Per settimane continuo a ripensare a Luca. Al modo in cui ha scoperto il mio problema e non lo ha trasformato né in un trofeo né in una stranezza.

Questo, degli uomini, va detto: molti sanno desiderarti finché sei semplice. Pochi restano allegri quando scoprono che sei complicata.

Poi va in onda la pubblicità e lì iniziano i problemi.

La prima a riconoscermi è la farmacista. Io entro per comprare magnesio, che dopo certe esperienze andrebbe prescritto direttamente insieme ai sentimenti.

Lei mi guarda, stringe gli occhi e dice:

«Ma lei è quella dei materassi!»

Sorrido.

«Sì. Credo di sì.»

«Che bella pubblicità. Sa che mio marito vuole cambiare rete?»

«Mi fa piacere.»

«Lei sembrava davvero comoda.»

Comoda.

Poi arriva il panettiere.

«Signora Bianca! L’ho vista in televisione! Mia moglie dice che quel materasso lì sembra buono.»

Poi la cassiera del supermercato.

«Lei è quella che dorme bene!»

Poi il benzinaio.

«Oh, complimenti per lo spot. Ma secondo lei meglio rigido o semirigido?»

Poi una signora che non ho mai visto in vita mia mi ferma davanti ai surgelati.

«Lei è la signora dei materassi!»

La signora dei materassi.

Nel giro di un mese divento ufficialmente la signora dei materassi. La gente mi ferma per strada. Mi chiede consigli. Mi interroga con una serietà commovente.

«Quello matrimoniale è davvero comodo?»

«Le molle insacchettate fanno la differenza?»

«Il memory foam scalda?»

«Per chi dorme sul fianco cosa consiglia?»

«Mio marito russa. C’entra il materasso?»

Per tutti loro sono diventata una specie di sacerdotessa del riposo. La Sibilla del lattice. La consulente erotico-posturale che nessuno sa di avere.

La cosa più umiliante è che lo spot funziona e il proprietario dello showroom mi chiama entusiasta.

«Bianca, lei è stata perfetta. Una vera regina.»

Chiudo gli occhi. Regina. Lui non può sapere.

«Stiamo vendendo tantissimo» continua. «La gente si fida di lei.»

Certo che si fida. Ho la faccia di una che conosce profondamente il prodotto.

Qualche mese dopo incontro Luca.

È seduto al tavolino di un bar, con una camera appoggiata accanto alla sedia e un caffè davanti. Mi vede prima che io possa decidere se fingere di non averlo visto, strategia che considero sempre dignitosa anche se raramente efficace.

Sorride con quel sorriso. Ancora quello.

«Come sta la celebrità?»

Mi siedo davanti a lui prima che me lo chieda.

«Male.»

«Perché?»

«Perché nessuno si ricorda di te.»

Luca sembra divertito.

«Dovrebbero?»

«Considerando il tuo contributo tecnico alla mia conoscenza del prodotto, sì.»

Lui ride e io pure. Per un attimo torniamo lì.

«Ti fermano in molti?» chiede.

«Continuamente.»

«E cosa ti chiedono?»

«Rigidità, molle, memory, traspirabilità. Una volta una signora mi ha chiesto se il materasso salva il matrimonio.»

«E tu cosa hai risposto?»

«Che dipende da cosa ci fai sopra.»

Luca abbassa lo sguardo sul caffè, ridendo. Poi mi guarda di nuovo.

«Sei sempre una regina, comunque.»

Io vorrei fare la spiritosa. Dire qualcosa sul trono, sul regno, sulla monarchia parlamentare del sonno. Invece, per una volta, lascio che la frase resti lì.

E così va a finire. Con un’intera provincia che ricorda solo un materasso.

Io vivo una delle avventure più sexy, buffe e scandalosamente vitali della mia vita. Gli altri comprano un memory foam.

E da allora, per una parte considerevole della popolazione locale, resto semplicemente la signora dei materassi. Che, a pensarci bene, non è nemmeno il titolo peggiore.

Ci sono regine passate alla storia per guerre, matrimoni combinati e decapitazioni. Io, almeno, ho regnato su un matrimoniale ergonomico.

E posso garantire che il sostegno lombare era eccellente.

(Fine)

Continua...

Serie: Manuale pratico per sopravvivere a me stessa


Avete messo Mi Piace8 apprezzamentiPubblicato in Erotico

Discussioni

  1. E siamo arrivati all’ultimo episodio! È stato davvero piacevole leggere le avventure della “signora dei materassi”. Bianca è un personaggio interessante, soprattutto (lo ribadisco) per la sua autoironia. Complimenti per questa bella serie😊

  2. Un altro episodio molto piacevole, che sotto la leggerezza ha molti significati sottintesi più profondi. Bianca regina dello spot e a Cristiana una corona di foglie d’ alloro, come autrice regina del genere eroticomico. Brava!

  3. Io dormo su un divanetto, il mio letto è occupato da bestie decisamente malvagie e crudeli, che se ne sbattono del mal di schiena, del fatto che il divano è piccolo anche per uno che non ha mai giocato a basket. Leggo di Bianca e vorrei tanto recarmi in quel negozio a valutare l’acquisto di un materasso ergonomico, di una rete con doghe larghe e robuste di betulla. Una volta ci tenevo a dormire almeno sei ore, ora se ne dormo un paio, al risveglio festeggio stappando una bottiglia di latte di soia DOCG, superiore, millesimato…
    Mi sono goduto una lettura piacevole, divertente, eccitante ed estremamente appagante. Grazie mille Cri! ❤️

  4. I fan di Bianca reclamano a gran voce “La signora dei materassi 4”, un sequel attesissimo per tutti gli amanti del genere eroticomico.
    Racconto divertente che ai legge tutto d’un fiato lasciandoti interdetto quando scopri che è già finito e che manca il link del video galeotto. Grave mancanza!😇