La Signora di Sopra (2/3)
Serie: L'angoscia e l'ignoto
- Episodio 1: La mia casa è laggiù (1/4) – Sogno numero uno
- Episodio 2: La mia casa è laggiù (2/4) – Sogno numero due
- Episodio 3: La mia casa è laggiù (3/4) – Fuori dal sogno
- Episodio 4: La mia casa è laggiù (4/4) – La scelta
- Episodio 5: L’App delle risposte (1/2) – Quando moriremo?
- Episodio 6: L’App delle risposte (2/2) – Ore 02:37
- Episodio 7: Inferno (1/2) – Luce e ombre
- Episodio 8: Inferno (2/2) – Occhi
- Episodio 9: Babau
- Episodio 10: La tettoia dei giochi di Vince (1/3) – L’errore
- Episodio 1: La tettoia dei giochi di Vince (2/3) – La minaccia
- Episodio 2: La tettoia dei giochi di Vince (3/3) – Rimbalzi
- Episodio 3: Ketogenic (1/6) – L’impegno
- Episodio 4: Ketogenic (2/6) – Due semplici regole
- Episodio 5: Ketogenic (3/6) – Il terzo jolly
- Episodio 6: Ketogenic (4/6) – Un modo per perdere peso
- Episodio 7: Ketogenic (5/6) – Mangia!
- Episodio 8: Ketogenic (6/6) – Epilogo
- Episodio 9: Il Diavolo fa le pendole (1/2) – Dissonanze
- Episodio 10: Il Diavolo fa le pendole (2/2) – Oscillazioni
- Episodio 1: Radici (1/2)
- Episodio 2: Radici (2/2)
- Episodio 3: La Signora di sopra (1/3)
- Episodio 4: La Signora di Sopra (2/3)
- Episodio 5: La Signora di Sopra (3/3)
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
2. Eleonora
L’odore era diverso. C’era sempre quel fondo di terriccio umido, ma questa volta era miscelato a qualcosa di più sgradevole, dolciastro, nauseabondo.
La bambina era seduta sulla poltroncina accanto alla finestra. Di fronte a lei, la dottoressa Klein ne occupava una analoga. Le poltrone erano sistemate in modo tale che per guardarsi le due persone che le occupavano fossero costrette a ruotare la testa. Anche questo era uno stratagemma per osservare il comportamento dei pazienti.
«Perché non appoggi il tuo zainetto a terra, accanto a te?» propose la dottoressa. «Sarai più comoda senza quel peso sulla spalla.»
«Non mi dà fastidio» rispose la bambina continuando a guardarsi intorno. «È leggero. Non ci sono i libri dentro.»
«Come preferisci, nessun problema per me. Ti chiami Eleonora, giusto? Hai anche altri nomi?»
«Solo Eleonora. Anche se qualcuno mi chiama Ele. Odio essere chiamata Ele!»
Sul viso della bambina comparve una smorfia di disapprovazione.
«Hai ragione, sai? Il nome Eleonora e talmente bello che non dovrebbe essere abbreviato o modificato in alcun modo.»
«Tu come ti chiami?»
«Hannah. Che si pronuncia semplicemente Anna, ma è scritto in modo diverso, con due acca, una all’inizio e una alla fine.»
«Perché?»
«Perché i miei genitori non sono italiani. Ma io sono nata qui. Se vuoi dopo ti racconto del posto dove sono nati la mia mamma e il mio papà… ma prima voglio che tu mi parli di te. Ti va?»
«Non so cosa raccontare» rispose la bambina accennando uno sguardo verso Hannah.
«Potresti dirmi cosa è successo al tuo gatto… Matisse, si chiamava così? Come uno degli Aristogatti?»
«Sì. Ma anche come il pittore. Non so cosa è successo. La mia mamma l’ha trovato morto sul pavimento del bagno.»
«Tu non eri lì quando la tua mamma ha trovato Matisse?»
La dottoressa stava cercando di fare breccia nelle difese della bambina.
«No.»
La Klein rimase in silenzio. Eleonora abbassò il viso verso terra e iniziò a muovere i piedi descrivendo due archi di cerchio sul pavimento. Si mosse sulla poltrona come per cercare una posizione più comoda, mostrando evidenti segni di disagio. Lo zainetto che continuava a tenere appoggiato alla spalla le cadde a terra.
L’odore era diventato più intenso, ancora più nauseabondo.
«Lascialo lì, Eleonora. Sarai più comoda così.»
«No!» rispose la bambina alzando la voce e muovendosi rapidamente per riprendere lo zaino.
«Ho parlato con la tua maestra, qualche giorno fa, a scuola» riprese la dottoressa. «Sai, mi ha fatto leggere qualcuno dei tuoi temi e mi ha detto che scrivi molto bene.»
«Lo so. Mi piace leggere e scrivere.»
«Ti piacciono i racconti del terrore?»
«Sì.»
«E la tua mamma ti permette di leggerli?»
«No. Ma io so dove trovarli. A casa ci sono tanti libri.»
«Ti piace anche scrivere questi racconti? Ho letto alcuni tuoi temi dove parli di una tua amica immaginaria che vive in soffitta e passa attraverso i muri per arrivare da te, nella tua cameretta» incalzò la dottoressa. «Non mi ricordo come la chiami…»
«La Signora di Sopra.»
«Perché non le hai dato un nome vero?»
«Non me lo vuole dire. Forse non ha un nome e si vergogna di non averlo. Oppure non le piace il suo nome.»
«Beh, però potrai darle tu un nome nel prossimo tema che scriverai.»
«No. Lei si arrabbierebbe e mi farebbe quello che…»
«Cosa pensi che potrebbe farti, Eleonora? Sei tu che decidi cosa può fare, no?»
La bambina rimase in silenzio.
«Ho letto anche un altro tema, quello in cui racconti cosa hai fatto a Matisse» riprese la dottoressa tentando di indirizzare la conversazione a suo favore.
«Io… non gli ho fatto niente. L’abbiamo trovato così, io e la mia mamma.»
«Mi avevi detto che tu non eri lì quando la tua mamma lo ha trovato.»
«No… sono arrivata quando lo aveva già messo nel sacchetto di plastica.»
La dottoressa lasciò che il silenzio tra loro si espandesse nel tempo. Poi, con tutta la sua esperienza, cercò le parole giuste per andare più a fondo.
«Eleonora» disse. «Forse non l’hai fatto apposta, forse non volevi davvero fargli del male. Però penso che tu sia in qualche modo responsabile della morte del tuo gatto.»
Serie: L'angoscia e l'ignoto
- Episodio 1: Radici (1/2)
- Episodio 2: Radici (2/2)
- Episodio 3: La Signora di sopra (1/3)
- Episodio 4: La Signora di Sopra (2/3)
- Episodio 5: La Signora di Sopra (3/3)
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