La Signora di Sopra (3/3)

Serie: L'angoscia e l'ignoto


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il colloquio tra la dottoressa Klein e la piccola paziente Eleonora sembra non portare a nulla.

3. Non sentirai alcun male     

«No. Io non ho fatto nulla.» La bambina era vicina al pianto.

«Non dirò niente a nessuno» la rassicurò la dottoressa. «Solo che ho letto quello che hai scritto e… ci credo! Credo che sia la verità.»

Ci fu una lunghissima pausa. Eleonora si rannicchiò sulla poltrona stringendo a sé lo zaino, una posizione che la faceva apparire molto più piccola. La dottoressa pensò che fosse il momento di interrompere la seduta e riprenderla dopo qualche giorno. Non era il caso di sovraccaricare la bambina di un peso eccessivo. Si alzò muovendosi verso l’interfono per chiamare la sua assistente.

«È stata la Signora di Sopra. Io… io l’ho solo aiutata.»

Il dito si fermò a pochi centimetri dal pulsante di chiamata. In qualche modo era pronta alla confessione, ma avvertì comunque un fremito che dalla nuca scendeva lungo la schiena.

«Vuoi raccontarmi, Eleonora?» La dottoressa restò in piedi accanto alla scrivania.

«Aveva fame. La Signora di Sopra voglio dire, non Matisse.» La bambina iniziò a parlare a voce bassissima. «Lei mi ha detto di prendere il gatto per le zampe dietro e di sbattergli forte la testa sulla vasca da bagno. Non lo voleva fare lei perché Matisse si fidava di me, non di lei.»

«Poi Matisse non si muoveva più… E allora la Signora di Sopra gli ha aperto la pancia e ha mangiato tutto quello che c’era dentro.»

La Klein non poté fare a meno chiudere gli occhi durante il racconto della bambina. Il suo era un caso peggiore di quello che aveva immaginato. Iniziava a ipotizzare una dissociazione di personalità che avrebbe reso estremamente difficile la cura.

«Eleonora» disse con tono di voce molto dolce. «Matisse non è stato trovato come lo descrivi tu. Non aveva ferite visibili e non c’era sangue per terra. La tua mamma ha raccontato che ha messo il gatto in un sacchetto di plastica…»

«Sì, perché la Signora di Sopra mi ha aiutato a riempirlo e chiuderlo bene.»

Il respiro della dottoressa si bloccò. Non riuscì a dire nulla e per qualche istante restò immobile guardando la bambina.

«Abbiamo usato la terra. Come quella dei vasi. Poi lei l’ha chiuso bene, non so come ha fatto, poi lo ha pulito, e io ho pulito il pavimento.»

«Lo abbiamo fatto anche con Minou… ieri.»

«Chi è Minou?» domandò la dottoressa sforzandosi di mantenere un ritmo di respirazione normale.

«È la mia gatta. Io ho due gatti, un maschio e una femmina. Anche Minou ha il nome di uno dei gatti del cartone animato. È venuta con me» disse la bambina battendo la mano sullo zainetto. «La vuoi vedere?»

«No, Eleonora. Adesso devo parlare con la tua mamma. Tu puoi aspettare di là.»

«Non puoi parlare con la mia mamma. Non è qui.»

«È in sala d’attesa, Eleonora, ti sta aspettando…»

«No, Hannah, quella non è la mia mamma. La mia mamma è a casa. Dobbiamo ancora pulirla, ma la Signora di Sopra mi ha detto di aspettare perché è più grande di un gatto. Ci vuole più tempo per svuotarla.»

«Adesso basta, Eleonora.» La dottoressa non poté fare a meno di alzare la voce. Era chiaro che non avrebbe potuto occuparsi da sola di quel caso. Avrebbe dovuto chiedere aiuto al centro di psichiatria infantile.

La mano che era rimasta vicina all’interfono per tutto questo tempo si mosse di scatto e pigiò il tasto di chiamata. Dall’altro lato non arrivò alcuna risposta. Provò di nuovo e di nuovo, in una serie di gesti compulsivi. Ancora nulla.

Si mosse rapidamente e spalancò di scatto la porta. Fu assalita subito da un forte odore di terra umida che questa volta però soccombeva a un odore di morte. A terra il corpo di Linda era coperto da una quantità indescrivibile di sangue e brandelli di interiora. La Signora di Sopra a cavalcioni su di lei stava tirando fuori da un grosso zaino quello che sembrava terriccio per vasi, con il quale riempiva gli spazi vuoti. Lentamente si girò e fissò gli occhi della dottoressa Klein.

«Bambinate…» disse sorridendo.

«Hannah…» sussurrò la bambina alle sue spalle. «Non devi preoccuparti: la Signora di Sopra ha detto che non sentirai alcun male.»

Continua...

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Discussioni

  1. Ciao Antonio, mi unisco all’osservazione di Irene, anche se, confesso il mio piacere nel rileggerlo.
    Come ti avevo detto, a mio parere, uno dei più inquietanti fra i tuoi tantissimi che mi suscitano questa sensazione.
    Sempre un piacere leggerti, e anche rileggerti 🙂