
La storia di Kiyo
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
“Avevo quindici anni quando sono arrivati i primi corteggiatori, ma mia madre cacciò tutti, dichiarando che non erano alla mia altezza. Passarono poco più di due anni. Una sera entrò in camera mia e mi disse di fare i bagagli perché aveva trovato qualcuno per me. Non capii però mi fidavo di lei. Era mia madre, mi amava. Venne a prendermi una carrozza e mi portò in un palazzo. Fui accolta da Azumi che mi condusse nelle stanze di Yuri. Quando aprii la porta era sul letto, completamente nudo. Non avevo mai visto un uomo nudo e mi spaventai. Provai a scappare, ma mi bloccò. Cercò di calmarmi, mi disse che ero la sua donna, che aveva dato a mia madre una tenuta in uno dei suoi villaggi per avermi e che non potevo tirarmi indietro. Ero contenta per mia madre, ma non riuscivo a smettere di piangere. Devo avergli fatto compassione perché si rivestì e mi riaccompagnò a casa. Raccontò tutto a mia madre e le chiese di cancellare l’accordo.” Il ricordo la costrinse a fare una pausa nel racconto. “Lei sorrise. ‘Il castello è mio’, disse e poi aggiunse che aveva finalmente ottenuto quello che meritava dalla vita e non ci avrebbe rinunciato per colpa mia. Suggerì a Yuri di vendermi a qualcun’altro, di darmi al suo esercito per farlo divertire, farmi prostituire nella sua corte… qualunque cosa, a lei non importava perché non ero più affar suo. Lo derise in modo beffardo, un vero uomo quando vuole una donna non deve chiederle il permesso, gli disse. Credo che siano state quelle parole… Una volta a casa, Yuri mi trascinò sul letto e fece esattamente come aveva detto mia madre. Mi fece male, ma per fortuna non durò molto. Ogni volta che mi sentiva piangere, mi colpiva per farmi smettere. Alla fine mi sbatté giù dal letto e mi trascinò in un angolo della stanza, facendomi inginocchiare. Mi disse che sarei rimasta lì fino a quando non avessi imparato. Nemmeno allora capii cosa volesse dire. Ci rimasi per cinque giorni. La cuoca mi portava riso e acqua, ma non mi era concesso altro. Quando Yuri tornava, mi trascinava fino al letto e quando finiva mi spingeva di nuovo fino al mio angolo. A un tratto capii e così mi alzai e andai io stessa a stendermi sul letto, nello stesso modo in cui mi metteva lui. Quando tornò, mi trovò pronta e non mi dovette più costringere. Quella sera mi regalò un bel vestito, chiamò le serve per farmi lavare e alla fine mi accompagnò in quella che divenne la mia stanza.” Lo guardò. “Vede, Matsumoto-sama? Ci metto del tempo, ma alla fine imparo.”
Il ragazzo ascoltò tutta la storia e quando la ebbe conclusa le accarezzò il viso con il dorso della mano.
“Mi dispiace per quello che ti è successo. Non è così che ci si dovrebbe comportare. Yuri è un bravo ragazzo… Si sarà pentito di quello che ha fatto e sta cercando il modo di farsi perdonare.”
“Il mio signore è gentile. Quello che sono oggi è quanto di meglio una come me poteva ottenere.”
“Potrai ottenere molto. Finché starai qui, potrai avere tutto quello che desideri.” Non era stato commesso nessun reato, eppure Nagatsuna sentiva il desiderio di salvarla.
“Se ti piacciono le feste ne organizzerò un’altra. Potrai ballare con Momoe, lei riuscirebbe a far appassionare chiunque.”
“È la vostra preferita, vero?”
“Non ne ho una preferita, sarebbe irrispettoso nei confronti di Tadashiko.”
“Bugia, c’è sempre un preferito. Per forza. E voi parlate sempre di Momoe.”
“Hanno doti diverse, come si fa a scegliere? Entrambe soddisfano i miei gusti.” La osservò facendo una pausa. “Hai più rivisto tua madre?”
“No, ma so che sta bene. Vive in un grande palazzo e ha una tenuta.”
“Vorresti rivederla?”
Lei scosse la testa. “Prego per lei tutte le sere e anche per le mie sorelle, ma non mi mancano. Koiji, mio fratello maggiore… lui mi manca.”
“Forse un giorno vi incontrerete di nuovo.”
“Forse… La vita in fondo è imprevedibile.”
“Proprio così. Anche per me lo è. Fino a questo momento pensavo di essere soddisfatto, ma adesso sento di avere bisogno di una terza donna al mio fianco.”
Le carezzò nuovamente il viso e si avvicinò a baciarla. Erano soli e si sentiva libero di poterlo fare.
“Sarà una donna fortunata quella che sceglierete.”
“La pensi così? Non dicevi che sarebbe stata con me per il denaro?”
“Il mio era un discorso generale… Quando paghi qualcuno come puoi essere certo che sceglierebbe te? Ma se io potessi… se io potessi la sceglierei.”
“Ne sono lieto.” Le prese la mano e la portò in un punto in cui si potesse sedere, facendola accomodare prima di continuare. “Ma è così che va il mondo. Le donne accettano chi può offrire di più e anche i matrimoni vanno allo stesso modo. Solo mia sorella non sembra averlo capito, è l’unica che conosca che si oppone così tanto al suo destino.”
“Forse è solo che le donne subiscono le scelte degli altri, ma capirà.”
“Sarà tardi. Il suo sposo sta ritirando la proposta e cerca altri affari. Niente potrebbe essere più disonorevole per la nostra casata.”
“Mi dispiace per i vostri affari. So cosa ha fatto vostra sorella, ma… cosa la rende diversa da me? È così terribile per un uomo scoprire che la donna che gli era destinata non sia più pura?”
“Un uomo ha il diritto di prendere una donna bianca e poi dipingerla come più gli aggrada. Una donna macchiata e sporca è l’esatto opposto. Questo riguarda le mogli. Voi siete una concubina, Kiyo. Non sono parametri con cui devi confrontarti.” Concluse dolcemente.
“Giusto, io sono una ragazza che nessuno prenderebbe mai per moglie. Imparerò anche questo.”
Lui non rispose. Sapeva che era così, nessuno l’avrebbe mai sposata. Di certo nessun nobile.
“Non ho mai ballato, lo sa?” Disse lei dopo un po’ di silenzio. Non voleva lasciarsi andare a pensieri tristi. “Mia madre non me lo permetteva e con Yuri non sono andata a molte feste. Le poche che ho frequentato, lui le passa con altre donne. Forse mi piacerebbe imparare da Momoe.”
“Sono certo che anche a lei farebbe piacere insegnarti. Vi darò un’occasione per divertirvi.”
Ripresero il viaggio e in breve furono davanti all’altare, di fianco a un enorme albero il cui tronco era incorniciato da una corda bianca ritorta.
“A cosa serve?” Chiese Kiyo indicando l’albero.
“È qui per accogliere i desideri delle persone che vengono in questo luogo a pregare.”
“Crede che arrechi un torto a Yuri se pregherò prima per lei, signore?”
“Non credo, Kiyo. Basta che non ti dimentichi di pregare anche per te stessa.”
“No Matsumoto-sama, sono gli altri a pregare per me. Yuri, Azumi e la signora Kurome, la nostra cuoca. Lei di sicuro prega per me, me lo ha promesso.”
“Anche tu puoi pregare per te stessa, ma se proprio non vuoi lo farò io al tuo posto.”
Nagatsuna le si mise di fianco e giunse le mani, chiudendo gli occhi, rivolto verso l’albero. Lei fece lo stesso, ma per poco tempo. Senza rendersene conto si ritrovò a guardare il daimyo. Non era il suo signore, non lo sarebbe mai stato. Era un pensiero doloroso. Si sporse verso di lui e gli baciò le labbra con dolcezza. Era la prima volta che cercava qualcuno in quel modo e di sicuro lo stava facendo con l’uomo sbagliato, ma non poteva fare a meno di sentire qualcosa dentro.
“Perdonatemi, è che siete così incantevole…” Disse allontanandosi. “Questo posto è magico. Credo che le mie preghiere saranno esaudite.” Il regno di Matsumoto Nagatsuna sarebbe stato lungo e prospero e la sua vita felice e piena di soddisfazioni.
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