La torpida indifferenza dell’abitudine

Fumava da solo in terrazza. L’abito scuro nella notte.
I gemelli e la sigaretta, le uniche luci a distinguerlo dal nulla.
Da lì, attraverso le grandi vetrate, guardava gli ospiti ballare nel salone illuminato come pesci in un acquario e con un po’ di fantasia credeva di distinguere riflessi i tre punti di luce che segnalavano la sua presenza al mondo.
La
cena e la serata a casa dei Gherardini erano state piacevoli. Sua moglie, come sempre, aveva detto di avere l’emicrania ed era rimasta a casa. Così, per tutta la sera, aveva potuto lanciarsi in quelle battute impertinenti che tanto amava e che in presenza di lei si sarebbe trattenuto dal fare.
Per vanità più che per reale interesse, aveva creato situazioni ambigue con un paio di donne troppo giovani per lui e ne aveva riaccompagnata a casa una. Davanti al portone, lei gli aveva chiesto se volesse salire e lui, nel rifiutare, si era sentito irresistibile e onesto. Ognuno ha i suoi passatempi.
Al rientro trovò la moglie già addormentata. Sarebbe stato strano il contrario, ma ne fu comunque contento. Si erano fatte le cinque. Volavano già i primi piccioni e a quell’ora sembravano persino animali puliti.
Il
respiro leggero di lei e i latrati lontani dei mezzi della nettezza urbana erano gli unici suoni che testimoniassero la presenza dell’uomo sulla terra. Attraverso i capelli che le nascondevano il viso vide i suoi occhi chiusi. La preferiva così, come una cosa che respirava al suo fianco e che nessuno avrebbe potuto togliergli.
Abbandonò la giacca sullo schienale della solita poltrona, sfilò le scarpe e le si sdraiò accanto, facendo attenzione a non svegliarla.
Anche quella mattina, lei aprì gli occhi e guardando l’uomo che le dormiva a fianco, vide uno sconosciuto per il quale non provava neanche pietà. Si alzò facendo attenzione a non svegliarlo. Preferiva vederlo così.
Preparò il caffè per due, fece colazione e uscì di casa.

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Discussioni

  1. I due passaggi che ho sottolineato mi hanno particolarmente colpita per il senso di vuoto che mi hanno trasmesso. Meglio confrontarsi con un’abitudine piuttosto che con una solitudine? Eppure, nel volersi accertare che il compagno è al proprio fianco, dormiente, risiede un sentimento tanto complesso da non poter etichettare.

  2. “vide uno sconosciuto per il quale non provava neanche pietà. Si alzò facendo attenzione a non svegliarlo. Preferiva vederlo così.”
    Questo passaggio mi è piaciuto