La Trama Oscura
Nella sua cella segreta, sotto cumuli di macerie, s’ingegnava di nascosto, tra pozioni e pergamene, uno stregone.
Da tanto tempo si era scelto la prigionia, quindi era declinato nella pazzia peggiore, la nefasta e funesta, che stravolge la mente colla giustificazione più evidentemente maliziosa del male fino a scavare radici e nodi nei segmenti elettrici dell’anima, che ne diventa del tutto insensibile.
Presto ebbe a discutere con sé stesso, biasimando della scelta; e la solitudine cieca e infruttuosa figlia del malo pensare ne piegò il carattere in spigoli e rasoi, onde ne sciupò il sonno in notti folli a fantasticare. Fin quando si ammalò gravemente, ulcerando la sua anima fino ad ucciderla.
Era esattamente quel che voleva.
Si era liberato dell’incantesimo del tempo: per lui ogni giorno era notte fonda e buio pesto. Avanzava strisciando attorno a sé le tenebre in mani furiose, consumandosi perseverante nel contatto con le cose oscure e proibite. Perdurò in uno stato di allucinazione ottusa per tutto il nascere e cadere di un regno, durante il quale perse ogni gusto e smise di mangiare, riducendosi alle ossa.
Il suo sostentamento fu convertito in esplicite ondate di piacere al male commesso e approvato: a tale necessità, uscì e si diede alla perdizione altrui per sopravvivere all’abisso del vuoto assoluto -l’abbandono terribile dell’esistere.
L’apparizione spettrale portò rovina ovunque, appestando i campi, avvelenando i pozzi e diffondendo malattie mortali e atroci -untore di corpi e anime-; penetrava nei sogni di tutti conducendo i disgraziati alla degenerazione del pensiero colla suggestione: gocciolava nella mente dei suoi servi ignari ogni sorta di desiderio impuro e omicida. Attraverso mire premeditate, mosse le sue pedine più utili e finì col dichiarare guerra al grande regno, con pretestuosi ed ambigui canovacci, irrisolvibili.
Questo cancro si allungò fino ai più intimi del trono:
presto avrebbe posseduto il centro nevralgico del reame.
Ma era stato ingannato.
Il Protettore del Reame e il suo compare l’Alchimista, avevano scoperto la sua cella nelle Terre Desolate, entro la quale giaceva il corpo dello stregone.
Quando finalmente ne recisero il capo, era ormai tardi: il coltello da lui lanciato aveva colpito il cuore del re.
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Colpisce l’idea della prigionia scelta e della corruzione che continua ad agire anche dopo la fine del corpo.
Cavoli, veramente bello!
@kenjialbani Grazie mille, caro 🍻