La vena
Serie: L'Ultimo Desiderio
- Episodio 1: La Prima Pietra
- Episodio 2: Leia
- Episodio 3: Lo Scrigno
- Episodio 4: Il primo principe
- Episodio 5: Una coperta di lana
- Episodio 6: Sapone alla vaniglia
- Episodio 7: Il tariffario
- Episodio 8: Diletti e conigli
- Episodio 9: La cagapepite
- Episodio 10: L’alloggio
- Episodio 1: Fratelli
- Episodio 2: La vena
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Every arrestò il cavallo dietro una formazione di rocce scure, abbastanza alte da nascondere il piccolo gruppo alla vista della vallata sottostante. Più avanti, il terreno scendeva verso un corso d’acqua sottile, incassato tra due sponde irregolari.
Qualche giorno prima, gli era giunta notizia del ritrovamento di una pepita d’oro. Il contadino che l’aveva raccolta nel greto del fiume aveva lodato il cielo per tanta fortuna. Lui, invece, aveva subodorato una catastrofe; aveva chiesto a Gladio di trovare un paio di Fidelis adatti a intraprendere una missione di ricognizione, per verificare di persona la situazione. Una pepita di quelle dimensioni non cadeva dal cielo. Doveva rintracciare la vena e, di conseguenza, accertarne la proprietà. Il tratto del fiume in cui era stato trovato l’inatteso tesoro correva poco distante dal confine con il regno di Askor.
La lungosguardo, Ioretta, teneva gli occhi puntati oltre il crinale. Quasi non batteva le palpebre, concentrata sul suo compito di vedetta. Every aveva piena fiducia in lei: grazie alla sua capacità, la Fidelis era in grado di intercettare qualsiasi presenza a miglia di distanza.
«Nulla?»
«No, Mio Signore. Nulla che si muova su due gambe né su quattro zampe. Nessun fuoco da campo.»
Il regno di Every e quello di Askor vantavano accordi commerciali da almeno tre secoli. Askor copriva un territorio pari a quello di un ducato ed era rinomato per le sue messi: l’oro del suo grano era la sua ricchezza più grande. Every lo conosceva bene, perché da bambino era solito farvi visita; per parte materna, era imparentato con la terza regina. Aveva smesso di farle visita dopo la morte di sua madre.
Zenu era accovacciato poco lontano da lui, con una mano posata a terra. Le sue dita sfioravano il suolo con lentezza, apparentemente dimentico di tutto.
Every non ebbe necessità di chiedere nulla; il geomante alzò su di lui uno sguardo sicuro.
«Mio Signore, il terreno cambia verso la gola.»
L’attenzione di Every scivolò verso il basso. Oltre il declivio, la valle si stringeva in una piega di pietra rossastra spazzata dal vento. I radi cespugli che vi crescevano, e i massi franati, rappresentavano ai suoi occhi un’ideale linea di demarcazione fra le due nazioni.
«Dobbiamo scendere.» Stando così le cose, Every desiderava accertare il punto esatto dove si nascondeva l’oro. «Andrò per primo.»
Si avvicinò a Gladio, posandogli una mano sul braccio. L’amico non ebbe bisogno di alcuna disposizione per attingere al suo dono. Every avvertì il familiare fremito alla base del cranio, simile a una porta che si apriva in una stanza silenziosa, e Gladio fu nella sua mente.
“Mi senti?”
“Sì. Tu e Ioretta rimarrete qui. Mantenete alta l’attenzione; se compare qualcuno, fosse pure un pescatore annoiato sulla via di casa, voglio saperlo prima che incroci il mio cammino.”
“Come comandi.”
«Zenu.» Every tornò a servirsi della voce. «Non appena darò il segnale al tuo comandante, raggiungimi dove il fiume si piega a gomito. Inizieremo la ricerca da lì.»
Il geomante si alzò, pulendosi le dita sui calzoni. «Attenderò il vostro ordine, Mio Signore.»
Every avanzò di qualche passo per mettere spazio fra lui e il gruppo. Per entrare nello stato di occultamento gli era necessario raggiungere uno stadio di meditazione vigile, fino a trovare la giusta risonanza. Rimase immobile, con il vento che gli sferzava le vesti e la luce pallida del mattino che gli accarezzava il viso. Inspirò piano, chiamando a sé l’ombra.
L’occultamento non cancellava il corpo; non lo rendeva invisibile. Distoglieva il mondo da lui. Creava un campo oltre al quale gli sguardi scivolavano altrove, attratti da mille altri punti focali.
“Vado.” Every non riuscì a reprimere un sorriso; Gladio aveva rivolto il volto da tutt’altra parte, chinandolo in un cenno d’assenso.
Senza perdere tempo, scese il declivio scegliendo i punti in cui il terreno avrebbe trattenuto meno impronte. Una volta giunto in basso, la gola lo accolse nel silenzio. Aggirò massi alti quanto lui, in direzione del fiume, fino a giungere in una zona di ciottoli lisci di colore chiaro. Arrivato in prossimità dell’acqua, si concesse qualche momento per ammirare il paesaggio. Seppure rude, selvatico, aveva una sua bellezza: il fiume scorreva limpido, in quel punto poco più di un rivolo, trasmettendo tranquillità. Una tranquillità che Every desiderava conservare.
“Nessun pescatore. Chiedi a Zenu di raggiungermi al punto convenuto.”
La risposta di Gladio lo raggiunse dopo un paio di battiti di cuore. “Arriva.”
Zenu lo raggiunse avanzando con prudenza, ma senza esitazione. Every si portò al suo fianco, mantenendo lo stato di occultamento. «Riesci a percepire la vena?»
Il geomante non nascose un brivido, nel sentirsi avvicinare apparentemente dal nulla. «È vicina.»
Zenu fece qualche passo in direzione di una zona ricoperta da pietre lisce. Si inginocchiò, scavando con le mani quanto bastava per trovare il terreno umido. Le sue dita si aprirono a ventaglio, affondando nella terra.
«Qui. Una vena profonda. Corre sotto l’acqua, parallela al fiume.»
Every era in piedi accanto a lui, sovrastandolo. «Quanto?»
«Quanto basta per arricchire dieci regni, Mio Signore.»
Every riemerse dall’occultamento. Non appena si rese visibile, lui e il Fidelis si scambiarono uno sguardo amaro.
“Gladio, recupera le cavalcature. Ce ne andiamo.”
Serie: L'Ultimo Desiderio
Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Fantasy
Credo che una simile quantità d’oro basti a scatenare una piccola “scaramuccia” tra regni, io mi metterei subito d’accordo con Every, offrendomi di custodire il prezioso metallo in casa mia a tempo indefinito. Se poi la quantità è talmente elevata da riempire le quattro stanze più il garage, non ci sarebbero comunque problemi, Micol tu spazio ne hai in casa? 😀 Oh, mi sacrificherei volentieri per amore della pace! Come al solito, riesci a trasportarmi nei tuoi mondi con una facilità paurosa e mi fai vivere le sensazioni che descrivi con una vividezza da schermo cinematografico. Ti ho già detto che ti adoro?
Caspita questo capitolo è proprio cinematografico: le sequenze di azioni scorrono lisce come l’olio in una cullante alternanza fra narrazione e dialoghi. Questi ultimi li ho trovati un po’ asettici: vanno dritti al punto, focalizzandosi sulle azioni che intraprendono i personaggi; ma mi sembra anche che sia qualcosa di funzionale ai rapporti che questi personaggi hanno: la fiducia che Every nutre nei confronti di tutti, ad esempio, che gli consente di non perdersi troppo in fronzoli. Mi è piaciuto come il capitolo costituisca anche un altro piccolo tassello del puzzle che è questo tuo mondo che hai creato, e che non ha fretta di svelarsi subito nella sua interezza.
“Creava un campo oltre al quale gli sguardi scivolavano altrove, attratti da mille altri punti focali.”
Affascinante quanto originale
Oltre che rimanere sorpresa nello scoprire i poteri dei singoli personaggi questo capitolo presenta un’introduzione a quella che, immagino, diventerà una crisi politica legata all’oro. O sbaglio?