
La versione del pescatore
Serie: La leggenda del pescatore
- Episodio 1: La leggenda del paese
- Episodio 2: La versione del pescatore
STAGIONE 1
Era un giorno come un altro: una leggera foschia aleggiava a pelo d’acqua ma Maurizio sapeva che sarebbe scomparsa entro poche ore.
Era già in piedi sulla barca, una mano sul fianco ed una alla pipa, portata placidamente alla bocca per un altro tiro. Stava aspettando Caterina, sua moglie: era la loro giornata di pesca, quella che si concedevano una volta a settimana.
Tutti pensavano che loro andassero a lavorare, vedendoli tornare sempre con un generoso bottino di pesci e crostacei, ma la realtà era che si prendevano del tempo solo per loro, lontani dalla gente, da clienti e amici e dalle domeniche tra figlie e parenti. Si ritagliavano quella giornata per tornare giovani: facevano l’amore, mangiavano e ridevano, si raccontavano di tutto e per ultima cosa, solo per ultima, pescavano.
Quel giorno Caterina aveva preparato un pasto fresco, col caldo che faceva ultimamente. Maurizio guardò sua moglie mettere i contenitori giù in stiva e sorrise quando lei gli diede le spalle: l’amava ancora tantissimo e anche se invecchiato e non più tonico come una volta gli piaceva il suo corpo, ne conosceva ogni particolare e sentirlo ancora così bene sotto le sue mani, come tutto si adattasse al suo tocco, lo mandava in estasi come le prime volte.
Sapeva che si stavano per avvicinare alla vecchiaia e che tutte le favole prima o poi finiscono, di certo però non se lo sarebbe aspettato in quel modo e proprio quel giorno.
Erano arrivati al largo, il sole si era alzato in cielo e la giornata si era fatta bella. Erano lontani già da un paio d’ore quando la tragedia fu preannunciata da un primo urto all’imbarcazione, che gli fece solo far spallucce, mentre i successivi li misero in allarme e alzare di fretta.
Caterina s’infilò la maglia senza la premura di rimettersi il reggiseno e corse verso il marito, intento a guardare con circospezione in acqua. Sembrava non succedere niente eppure poco dopo ecco che vennero urtati di nuovo.
Accadde tutto in fretta, non vi fu il tempo di dare l’allarme per radio, solo quello di stringersi la mano e guardarsi: un animale enorme si erse fuori dall’acqua, sollevando schizzi di sale e bagnando le loro facce stupefatte. Li vide, quasi sembrò puntarli, dai continui attacchi successivi. Era veloce, passava da una parte all’altra dell’imbarcazione senza dar tregua, come se volesse ribaltarli.
“Che cos’è?” urlò Caterina.
“Non ne ho idea, non l’ho mai visto!” Maurizio era terrorizzato quanto la moglie ma sapeva che doveva far qualcosa, prendere la situazione in mano.
Il problema era che l’animale aveva aumentato la furia degli attacchi ed ora usciva e rientrava in acqua facendo ballare la barca ancor di più. I due coniugi riuscivano a stento a reggersi in piedi, traballanti cercarono di raggiungere la coperta. Caterina stava per farcela, con la mano sinistra aveva sfiorato la ringhiera che scendeva quando un urto particolarmente forte non la fece cadere in ginocchio.
Stava cercando di rialzarsi quando arrivò l’ondata che li fece cadere fuori bordo.
Maurizio chiuse gli occhi e trattenne il respiro in tempo, pronto ad essere immerso. Appena sotto l’acqua cercò subito di risalire, riuscendo ad aprire quel tanto che bastava gli occhi e cercare Caterina. Lei non stava risalendo e lui sperava che fosse ancora a bordo ma poi la sua testa spuntò a pochi metri da lui.
La raggiunse nuotando velocemente, prendendole la mano e cercando di tranquillizzarla ora che erano vicini.
Caterina aprì gli occhi, spuntando acqua e col fiato corto: guardò il marito, pronta a lasciarsi aiutare per tornare sulla barca. Stava per dirgli qualcosa, la bocca leggermente aperta, quando sentì la gamba tirarla giù.
Le mani strette vennero spezzate, Maurizio non capì inizialmente cosa stava succedendo, preso dallo shock. Quei due secondi per realizzare che Caterina stava venendo portata giù gli sembrarono lunghissimi. Prese fiato e si tuffò all’inseguimento del pesce e di sua moglie. Sott’acqua vedeva pochissimo, riuscì solo a distinguere quella figura enorme e le braccia di Caterina che si agitavano, ma erano troppo veloci per lui. Dopo aver tentato di seguirlo fino allo stremo dovette risalire per prendere aria.
La testa gli girava, aveva cercato di dare tutto l’ossigeno che aveva ma l’età non era più quella di una volta. Riprovò più volte ad immergersi e guardarsi attorno: il mare era però tornato calmo.
Si issò nuovamente sulla barca, cercando di andare a chiamare i soccorsi senza riuscirci. Nella sua mente si susseguivano le immagini di quello che era appena successo, venti minuti di puro terrore, solo venti minuti per stravolgere la sua vita ed il suo mondo.
Non riusciva a capire che tipo di bestia li avesse attaccati, mai aveva visto qualcosa del genere. Doveva documentarsi, capire cosa fosse e trovare sua moglie. Caterina aveva bisogno di lui. Lui aveva bisogno di lei, senza non sapeva come fare.
Lei era la sua ancora, era stata la sua salvezza da giovane, lo aveva sorretto nei momenti di sconforto e mai si era svegliato una mattina senza la sua presenza accanto, mai era andato a letto senza sentire il calore del suo corpo vicino. Non poteva stare senza di lei, era come aver perso un organo vitale.
Mentre tornava trafelato a riva, alla massima velocità che l’imbarcazione gli consentiva, continuava a pensare a quell’animale: era grande come una balena ma non lo era, aveva la stessa rapidità e denti di uno squalo, ma non lo era. Sicuramente un predatore enorme.
A terra lo assisterono, ascoltando più e più volte la sua storia, anche nei mesi successivi.
Fu un periodo duro, in cui proseguirono le ricerche fino a quando Caterina non fu data per morta senza trovarne però il corpo. Maurizio non venne condannato ma tutti i sospetti caddero su di lui, pensavano che l’avesse uccisa per poi inventarsi quella storia assurda.
Era un reietto, l’attività che aveva messo su da una vita con la moglie ora andava avanti a stento, vendeva poco e solitamente solo ai ristoranti, i privati evitavano di andare ad acquistare il pesce da lui.
Nella sua solitudine Maurizio aveva fatto delle ricerche ma non aveva ancora trovato nulla su una bestia simile a quella che li aveva attaccati e così nella sua testa iniziò a formarsi l’idea che quell’enorme pesce era ghiotto di carne umana: dopo aver preso con sé Caterina tutto si era calmato, non era più tornato all’attacco. Era la soluzione più logica. Ma come fare per riavere indietro la propria moglie? Sapeva che lei lo stava aspettando, non poteva tardare a trovarla.
La soluzione era solo una: richiamarlo con altra carne.
Serie: La leggenda del pescatore
- Episodio 1: La leggenda del paese
- Episodio 2: La versione del pescatore
Ciao Sara e bentornata. Sono andata a rileggermi il primo episodio e mi piace questo ribaltamento di punto di vista, per dare la possibilità al pescatore di narrare i fatti, usando la tua penna e la tua bocca. Non farci aspettare più così tanto 🙂
Ciao! Ero ispirata da entrambi i punti di vista, si sono lasciati narrare da soli. Cercherò di pubblicare il capitolo seguente il prima possibile! 🙂
Sono contento che tu abbia ripreso questa serie.
Questo nuovo episodio ha gettato nuova luce su quanto accaduto al pescatore e ora si pongono nuove domande sulla vera natura di quella creatura.
Mi è piaciuto molto.
Ti ringrazio per averla seguita, spero di soddisfare poi le tue aspettative con il successivo capitolo (che spero arrivi prima, devo ritagliarmi più tempo da dedicare alla scrittura) 🙂